Un cuore in 3D per salvare Mina

Ultima modifica 6 Novembre 2015

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Mina è una bimba di due anni affetta da una grave patologia cardiaca. I ventricoli del suo cuore presentavano infatti dei fori e l’organo in sé si presentava molto deformato, tanto da rendere pressoché impossibile un intervento chirurgico. Il sangue non veniva pompato sufficientemente e lo sforzo che ciò procurava al cuoricino della piccola la lasciava costantemente senza fiato tanto da far temere che, se non si fosse trovato un modo per intervenire, le sarebbe rimasto davvero poco da vivere.

Si è così pensato, a seguito di una tomografia computerizzata e ad una risonanza magnetica, di riprodurre il suo cuore con una stampante 3D. Il modello che i medici hanno potuto così studiare ha consentito loro d’individuare la via migliore per intervenire senza eccessivi rischi per Mina. Certo non si può dire che siano andati a colpo sicuro, purtroppo si tratta sempre di un intervento estremamente delicato su un cuore piccolo e gravemente debilitato, ma fortunatamente l’operazione è andata a meraviglia.

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Anche un’anno fa un altro cuore in 3D ha aiutato un chirurgo di Louisville, nel Kentucky, a salvare la vita di un bimbo di 14 mesi. La notizia era stata riportata dal quotidiano locale Courier-Journal, secondo cui il modello è risultato indispensabile per decidere come operare.

Roland, il piccolo paziente, era nato con quattro diverse malformazioni congenite al cuore. ”Mentre pianificavo l’intervento – racconta Erle Austin, il capo del team chirurgico – ho mostrato le immagini del cuore ad altri tre colleghi, ottenendo però opinioni contrastanti sul da farsi’‘. Per riuscire a capire come procedere allora Austin si è rivolto all’Università di Louisville, che ha sviluppato un software in grado di tradurre le immagini della Tac e degli altri esami in istruzioni per la stampante 3D. In 20 ore e con 600 dollari di materiali il dispositivo ha realizzato un modello del cuore di Roland in tre parti uguale all’originale ma grande il doppio. ”Il modello mi ha aiutato ad effettuare l’intervento con una procedura che non mi sarebbe mai venuta in mente – spiega il chirurgo – con una grande riduzione dei tagli e delle suture necessarie e quindi del tempo di intervento’‘.

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L’operazione è stata effettuata lo scorso anno e il bambino fino a questo momento sta bene.

Mina ora si sta riprendendo abbastanza velocemente, è più in forze ed anche la crescita, prima fortemente compromessa, è ripresa ad un ritmo regolare.

E’ questo l’ennesimo esempio di come questa innovativa tecnologia possa, soprattutto in campo medico, fornire un aiuto preziosissimo per la cura di patologie sulle quali, altrimenti, sarebbe estremamente difficile intervenire.

La tecnologia può fornire un’aiuto preziosissimo per la cura delle patologie del cuore, laddove sarebbe stato difficile intervenire; ci fa bene e siamo molto contenti per Mina e Roland, che finalmente avranno una vita serena.

Paola Lovera

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