Ultima modifica 5 Giugno 2013


Martedì ho partecipato ad una grande festa. Una festa a San Siro. In quel grande e imponente tempio del calcio in primis…Ma non ieri sera. Nonostante i soliti del comitato cittadino cerchino di impedire o limitare la musica. Non il calcio e la sua orda di tifosi spesso violenti e incivili. Ma la pacifica, festosa e gioiosa combriccola di gente che ama la musica del boss. Scusatemi ma non lo capisco e mi irrita parecchio…Ma sorvoliamo, è meglio.

Arriviamo e come sempre, anche agli occhi “ vergini “ del Boss della mia migliore amica, la prima cosa che salta all’occhio è che il pubblico di Springsteen è il più largo, vasto e vario che esista credo al mondo. Bambini, adulti, nonni. Una carrellata di vita davanti agli occhi. Gente sorridente. Tutti uniti sotto un’unica bandiera. E’ questo il grande, meraviglioso e unico potere della musica. Unire le persone. E nessuno lo sa fare come il Boss.

Il boss è il capo. Lui dirige per tre ore e venti la musica e le emozioni. Tira sul palco ragazze a ballare “Dancing in the dark”. Ma anche una nonna e una nipote. Insieme. E ancora una volta il pubblico del Boss si dimostra diverso da molti altri. Salgono, lo abbracciano, ballano accanto a lui.
Ad una bambina ha fatto cantare con una base soft da sola “waiting on a sunnyday”. Ad un’altra ha fatto suonare la chitarra. Insieme a lui. Come se fosse normale cantare e suonare con il boss sul palco. Ma la cosa che più mi sorprende è che non c’è fanatismo ne esagerazione. Un bacio, un abbraccio e poi di nuovo giù, insieme al resto del pubblico. In tranquillità. Tutto senza incidenti. Al concerto del Boss non c’è la gente che sviene e viene portata via. Siamo in tanti, il prato è pieno ma c’è spazio per tutti.

Doma il suo pubblico facendolo cantare, calmare, esaltare e abbassare…Cantiamo e piano piano ci sia abbassa. Tutto uno stadio si accuccia seguendolo e ci si rialza piano a tempo di musica…In tutto questo tempo e spazio musicale lui non smette mai di sorridere. E questa sua gioia si diffonde. Si irradia negli occhi fino al cuore. Ti giri e accanto a te facce sconosciute ma che senti amici come se li conoscessi da sempre. Perché ti sorridono, cantano come te. E in un attimo ti ritrovi a saltellare con loro come se fosse la cosa più normale del mondo. Non lo faresti ovunque ma li è normale. E non solo normale. Spontaneo.

Il resto del mondo e i suoi problemi per un po’ restano fuori. Il cielo sopra San Siro è nuvolo ma la pioggia questa volta non c’è…Mi sono sposata quasi 10 anni fa e quel 28 giugno 2003 ero nello stesso stadio vestita da sposa. Un nubifragio ci aveva investiti ( ma per quella occasione speciale ero al primo anello rosso al riparo…) ma era stato ancora più esaltante. Una miriade di ricordi mi si affollano davanti.

E il privilegio di avere accanto mio marito oggi come allora e la mia migliore amica che allora ancora non conoscevo…Il mio bimbo a casa di una amichetta sta bene, ha giocato e dorme abbracciato al suo cagnolino di pezza che non abbandona mai. Avrei potuto portarlo con me e penso che al prossimo concerto lo farò.
All’inizio del pomeriggio ero alla sua recita di fine anno con la maglietta della scorsa tournee del Boss. Poi via allo stadio. Si, sono una mamma, ma una mamma rock. E sono due cose che si sposano benissimo insieme. Mio figlio già conosce le sue canzoni ( era difficile altrimenti con me e mio marito in macchina e a casa ) e sembra apprezzare molto il ritmo…Sarà bellissimo condividere anche questa esperienza tutti e tre insieme.

Grazie Bruce, Milano ed io ti aspettiamo presto…

Nathalie Scopelliti

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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