Una madre lo sa…

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Ultima modifica 10 Aprile 2013


Qualche tempo fa fa sono stata al Bambin Gesù, l’ospedale pediatrico della Capitale.
Chi è di Roma lo conosce bene, perchè sicuramente ci sarà stato almeno una volta: per una semplice visita di controllo o per una patologia più grave.
Chi non è di Roma, invece, forse non ne aveva mai sentito parlare, fino al giorno in cui il pediatra pronuncia queste semplici parole: “Lo porti a fare a una visita lì. Mi creda, giusto per un controllo signora, solo per stare tranquilli!”
E allora, biglietto del treno, albergo (“mamma mia, quanto costa una stanza in centro vicino all’ospedale!”) e si parte per Roma.
E l’avventura ha inizio!

Quel giorno, mentre aspettavo l’autobus, sono stata colpita da un particolare: alla fermata c’erano diversi gruppi di donne, una diversa dall’altra: c’era quella timida, con gli occhi spauriti, che osserva il traffico della Capitale pensando alla tranquillità del suo paesino,  quella rigida, immobile, che può sembrare assente e, magari, anche scontrosa ma basta guardarla bene negli occhi e scoprire tutta la sua fragilità, quella più esperta, che (purtroppo) è a Roma già da diversi mesi e dà consigli e suggerimenti alle altre. E queste donne, tante, diverse, le ritrovi a tutte le ore del giorno!

Ma tutte, dico tutte, hanno una cosa in comune: delle grandi, pesanti, buste della spesa alle mani, piene di latte, pannolini, e magari, per i più grandicelli, riviste e qualche giochino. Vanno dai loro bambini, che aspettano, immobili, in un letto d’ospedale, un letto confortevole, con la poltrona per la mamma e con il personale gentile e disponibile.
Ma è sempre un ospedale  e non la loro stanzetta piena di giochi.
Per alcuni solo un posto dove rimanere qualche mese, e poi, dopo che l’operazione è andata bene, andare via…
Per altri…beh, per altri bambini è diverso.
E’ a queste mamme, e anche a tutte voi che mi leggete, che voglio dedicare queste parole tratte da un libro molto bello (che consiglio vivamente) di Concita De Gregorio ” Una madre lo sa”: un libro che ti tocca veramente il cuore, te lo prende, te lo contorce e ti lascia una traccia indelebile.

E’ a voi mamme che voglio dedicarlo, a tutte voi che varcate ogni giorno la soglia del Bambin Gesù con le vostre buste della spesa!

“Il mondo delle terapie intensive, depurato dal peso insostenibile della tragedia, è un mondo fantastico.
Ci si muore, normalmente, e questo si sa. Se si tratta di neonati è del tutto inutile soffermarsi sullo strazio supplementare. Una pena senza nome, un dolore senza rimedio.
Se si riuscisse peò ad accantonare un momento la sofferenza biblica che li si accumula- cosa che i medici , per esempio e per necessità, sanno in genere fare- si potrebbe osservare un universo di sentimenti primari.
Come, in pericolo di vita del figlio, la figura del padre risulti sempre accessoria. Come si spartiscano i compiti: lui va inamministrazione, inoltra le richieste, va fuori a fare le fotocopie, a comprare il pigiama pulito.
Lei parla con le infermiere e col chirurgo, cioè con Lui, sta fuori della porta della sala operatoria anche dodici ore senza muoversi e poi in stanza  senza uscire, sempre.(…)
Ecco, le madri. Ci si diventa anche così: all’improvviso e non con il parto, con un errore della natura piuttosto.
Con uno schiaffo che in un secondo stabilisce daccapo e una volta per tutte quello che conta e quello che no, ridisegna la gerarchia delle cose, definisce l’urgenza fondamentale, e tutto il resto che importanza ha.”
“Una madre lo sa” di Concita De Gregorio

Rachele Masi

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