Una mamma bambina

0
718

Ultima modifica 29 Aprile 2013

 

All’assurdo non c’è limite, confine, decenza o pietà.
All’innocenza e alla tutela dei bambini si fanno cose che è difficile credere reali. E non c’è un pozzo abbastanza buio o profondo.
In Messico una bambina di nove anni è diventata madre. Il breve articolo legato a questa notizia dice che la bimba non capisce ancora bene cosa sia realmente successo.
Poche righe che non chiariscono molti dubbi e domande ma mi danno un’idea di massima. Forse è stato uno stupro di un diciasettenne come sembra sostenere la bambina. Non è ancora stato chiarito.

Resta il fatto che da una piccola creatura ne è nata un’altra. Ma non è giusto che sia così. Quel corpicino di bambina ha dato la vita ma lei non ha ancora iniziato davvero la sua. A nove anni che fanno i bambini? Vanno a scuola, in bicicletta e giocano. Più o meno mi concedete questa visione semplicistica?
Lei avrà da crescere una figlia. Mi sembra così assurdo….Non oso nemmeno immaginare le ripercussioni psicologiche  che ne deriveranno per la madre. E per una bimba nata che avrà una madre troppo giovane.
Perché, al di la del fatto che possa voler bene alla sua piccola, il solo fatto di avere una figlia non vuol dire essere in grado di allevarla, anche se con le migliori intenzioni. E non credo che nel caso di una bimba di nove anni si possa riconoscerle colpa alcuna.

Non sarà una vita semplice per nessuna delle due bambine coinvolte.

Ancora una volta ( sempre che venga effettivamente confermato lo stupro ) una donna, una piccola piccola donna vittima di una violenza paga un prezzo altissimo per una colpa non sua. Purtroppo a questa violenza contro le donne non credo ci sarà mai fine. Sarebbe almeno sperabile che vengano applicate serie punizioni per i colpevoli. Ma ancora di più bisognerebbe insegnare nelle scuole cosa vuol dire il rispetto, la tolleranza, il vivere con gli altri.
Il piacere e il dovere. Sembrano concetti semplici ma la scuola dovrebbe essere il primo posto dopo la famiglia in cui potersi confrontare, parlare e chiarire dubbi e porre nuove domande,

Io credo che si possa insegnare il bene, instillarlo fin da piccoli nei cuori e nelle coscienze. E spero anche che i genitori e ora nonni di questa storia siano abbastanza forti da reggere il peso di tanto dolore per la figlia cercando comunque di dare amore e le giuste attenzioni ad una nuova vita, che non ha colpe né storie già scritte.
Ma solo una vita che inizia difficile. Come proseguirà dipenderà dall’intelligenza e dalla sensibilità di molti.

Nathalie Scopelliti

Rispondi