Una passeggiata sull’Aventino. Tra profumi e il Giardino degli Aranci

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Ultima modifica 22 Giugno 2021

Abbiamo già partecipato agli eventi promossi dall’Associazione Culturale ChissàDove, in collaborazione con la libreria per bambini e ragazzi Il Soffiasogni.
Già vi abbiamo raccontato della loro professionalità.
Così come abbiamo sottolineato la passione con cui vengono organizzate e condotte le visite e gli eventi. Però la particolarità ed originalità di questa visita ci hanno particolarmente colpito.

Viviamo in una città che offre infinite possibilità. Luoghi e scorci unici da vedere e assaporare. E credo che sia importante sensibilizzare i nostri figli, fin da piccoli, alla visione della bellezza offerta dall’ambiente che ci circonda. In questo modo addestriamo l’occhio e il cuore ad entusiasmarsi e apriamo la porta alla cultura.

Una passeggiata sull’Aventino.

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In questa occasione, siamo stati guidati in una suggestiva passeggiata sul colle Aventino.

La nostra guida Evelina, professionale e gentile ci ha spiegato la particolarità del luogo.
La sua origine. Un linguaggio semplice e adatto anche per i bambini.
Li ha coinvolti e ci ha fatto perdere tra le fantastiche rose del Roseto Comunale.

Profumi e colori unici nel loro genere.
Ci ha fatto entusiasmare con la divertente sfida alla ricerca della rosa più profumata.
O di quella che con i suoi petali ricorda “il velluto”. E ovviamente poi ci siamo lanciati anche alla ricerca di quella più colorata e di quella più grande.

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Visibili poi sono ancora alcune tombe appartenute al vecchio cimitero ebraico, che sorgeva precedentemente sul luogo. Devo dire che conferiscono al luogo una certa monumentalità. E anche per i bambini è suggestivo vedere le costruzioni sormontate dai tanti sassolini lasciati dai visitatori, così come la tradizione ebraica prevede. 

Il roseto è diviso in due sezioni.

E la più affascinante è di sicuro quella dove sono coltivate le rose “da competizione”.
In altre parole le fuoriclasse!  Poi abbiamo proseguito la nostra passeggiata fino al Giardino degli aranci. Il fresco degli alberi ci ha accarezzato e la cura dell’ambiente ci ha affascinato. Siamo stati anche noi spettatori della celebre illusione ottica che fa vedere la cupola di San Pietro più vicina se si rimane lontano. Ma eccola allontanarsi e diventare inafferrabile man mano che si affretta il passo per raggiungerla. E poi la vista dalla terrazza panoramica è unica. Qui ci siamo fermati.

I bambini hanno potuto costruire da soli un ricordo del pomeriggio, realizzando dei fantastici acquerelli.

Trovo che la scelta della tecnica dell’acquerello renda ancora più originale ed indimenticabile la visita.
I miei figli sono abituati a raccontare cosa li ha colpiti, a scegliere cosa disegnare. Ma l’acquerello lo scegliamo per rappresentare qualcosa di speciale. È una tecnica “per le grandi occasioni”. Ed è una scelta azzeccatissima perché i bambini si sono impregnanti ed hanno riportato a casa un elaborato unico. 

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Infine non potevamo non sbirciare attraverso il buco della serratura dell’Ordine di Malta.

Ed ecco che in lontananza, incorniciata da un viale alberato, appare ancora una volta la cupola di San Pietro.

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Veramente da non perdere!
Che aspettate a prenotare la vostra visita?

40 anni, sono nata e vivo a Roma nello storico e suggestivo quartiere della Garbatella. Insegnante, psicologa/psicoterapeuta, mamma di tre piccole pesti: Gabriele 6 anni, “l’ingegnere/scienziato della famiglia”, Gaia 4 anni, la “nostra lettrice e ballerina” e Zoe 2 anni, “il sindaco”, con una capacità più unica che rara di decidere cosa fare e gestire i fratelli.

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