Una vacanza a Skopelos

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Il suo nome in greco significa “scoglio”. In realtà è un’isola sorprendente e incantevole. Questa settimana partiamo per Skopelos, nelle Sporadi Settentrionali, diventata ancor più famosa con il musical “Mamma mia”.

Appena sbarcati, dopo aver percorso le limpide acque verde smeraldo dell’Egeo, la prima cosa che ci colpisce è il profumo di pino portato dalla brezza e ci si accorge di essere su una terra montuosa cosparsa di foreste di conifere e di vitigni.

Secondo la mitologia Stafilos, figlio di Bacco e Arianna, condusse i Cretesi alla colonizzazione dell’isola e vi introdusse la coltivazione della vigna. Da qui il nome greco “stafili” per indicare il grappolo d’uva. Vera o no, la tradizione della coltivazione delle vigne in quest’isola è molto radicata e intensa insieme a quella dei mandorli e dei prugni.

Il villaggio di Skopelos

Mentre stiamo pensando a questo, ecco che abbiamo raggiunto Skopelos, conosciuto anche come la Chora, il capoluogo dell’isola, costruito su una gigantesca roccia che sembra voglia abbracciare la baia. Guardiamo verso l’alto e la città sembra un’enorme piramide di case bianche con i tetti di ardesia nelle sue diverse tonalità o di tegole rosse. La cosa che colpisce maggiormente sono il centinaio di chiese che si vedono spuntare. Il centro storico si trova nel quartiere vecchio sopra la città nuova e si chiama il Kastro. Questo quartiere è stato costruito sopra le rovine di un castello veneziano del 1200 circa, questo per ricordare che in epoca medievale Skopelos è stata governata da Venezia. Raggiungiamo il Kastro percorrendo viuzze strette e tortuose, arrampicandoci in mezzo a balconi e cortili fioriti, con le bouganville che si abbarbicano sui muri bianchi delle case e ci accorgiamo che praticamente in ogni vicolo c’è una di quelle chiese che ci avevano colpito: in tutto ne possiamo contare ben 123! Ma non dobbiamo stupirci se pensiamo che in tutta l’isola, grande solo un centinaio di chilometri quadrati circa, si contano circa 360 chiese.

Beh, almeno qualcuna bisogna visitarla. Visto che siamo a la Chora visitiamo la più importante dell’isola, la chiesa bizantina di Aghios Athanasios, all’interno del castello veneziano, che contiene affreschi del ‘500.

Dopo esserci soddisfatti visitando il villaggio di Skopelos, possiamo dedicarci a cercare le meravigliose spiagge. Pensate: ben 70 chilometri di coste e spiagge, alcune delle quali dal sapore tropicale. Tutte le spiagge di Skopelos sono angoli di paradiso: sabbia bianca finissima o ghiaia, spesso raggiunte dai pini che si spingono fino alle rive, mare turchese….

Spiagge incantevoli

Le più belle le troviamo nella parte meridionale, al riparo dai venti che soffiano dal nord grazie alla barriera fornita dalle montagne. La prima che troviamo è Agnondas, una striscia di sabbia circondata da un minuscolo villaggio di pescatori con le caratteristiche taverne sul lungomare che invitano i turisti ad una sosta. Un’altra spiaggia molto nota è Stafilos dove nella prima metà del ‘900 fu trovata la tomba e il corredo funerario del principe fondatore della Chora. Poi c’è la baia di Panormos, con le sue incantevoli calette, e Milia, affacciata sull’isoletta di Dasia, dove si dice ci sia un tesoro nascosto in fondo a un pozzo (attenzione, se decidete di conquistarlo dovrete offrire in sacrificio un membro della famiglia…).

Un po’ meno frequentate sono le spiagge della costa settentrionale, perché spesso i venti che soffiano dal nord ingrossano il mare. Lo spettacolo però è davvero emozionante!

Partiamo dalla spiaggia di Glisteri dove possiamo prendere il caicco e andare a visitare la grotta di Tripiti. Ci spostiamo nella spiaggia di Aghios Ioannis, nei pressi di Glossa, dove siamo colpiti dall’aspetto roccioso e selvaggio e ci incuriosisce una costruzione bianca che spunta dall’alto di una roccia circondata dal mare. Veniamo a sapere che si tratta di un monastero. Scopriamo così che oltre alle centinaia di chiese nell’isola ci sono ben 12 monasteri collegati tra loro da una strada sterrata che passa in mezzo ai boschi. Una bella alternativa al mare meraviglioso sarebbe una passeggiata lungo questa strada in mezzo alla vegetazione e alle colline. I monasteri abitati comunque sono solo due: Moni Evanghelistrias, con una vista privilegiata sul porto di Skopelos, dove si possono acquistare prodotti tipici provenienti dalla produzione artigianale delle monache; e Moni Metamorfosi, il convento della Trasfigurazione del Cristo, tra i più antichi dell’isola e abitato da un solo monaco di clausura.

Torniamo a noi. Eravamo rimasti a Glossa che è il secondo villaggio più abitato dell’isola, ma meno mondano rispetto alla Chora. Qui non bisogna aspettarsi spiagge, taverne e locali, ma si viene attratti dalla sua caratteristica montana, con i suoi balconi in legno e le case in salita. Ci fermiamo ad osservare i vecchi riuniti nella piazza del paese a giocare a carte mentre arriva il tramonto e ci regaliamo un momento di tranquillità e di pace.

L’entroterra

Un momento di pausa dalle spiagge e dal mare, per godere del fresco delle pinete o delle folte foreste, e andiamo a visitare l’entroterra di Skopelos. Qui troviamo le caratteristiche case coloniche, dette Kalivia, quasi introvabili altrove. Sono costruzioni su due piani, in pietra, dalla forma molto semplice. Durante il periodo del raccolto il piano superiore veniva usato come zona notte per la famiglia che si trasferiva là portando con sé anche il bestiame. Oggi la maggior parte d’esse sono disabitate, ma si animano ancora in occasioni di feste patronali o per i raccolti stagionali.

Le specialità dell’isola

A questo punto parliamo un po’ dell’enogastronomia tipica dell’isola.

Nella Chora, lungo il porto, si trovano la maggior parte delle taverne e “ouzeri”, così come gli eleganti ristoranti.  Ma anche nei piccoli villaggi di pescatori è possibile assaporare la gustosa cucina del posto.

La principale specialità locale sono le prugne che, essiccate e servite come dessert, si trovano con il nome di “damaskino”. Nella zona di Glossa si producono le mandorle con le quali si producono ottimi dolci come l’hamalia, pasta di mandorle con gocce di essenza di fiori.

Altre specialità sono la skopeliti pita, ovvero una focaccia che viene fatta intrecciando la pasta e aggiungendo formaggio locale, e la torta di noci servita con il gelato.

Per il resto la cucina è quella tipica greca con i mesedes, pietanze a base di carne e formaggi servite con verdure e lo tzatziki; la famosa moussaka;  i souvlaki, spiedini di verdure e carni. Il vino rosso locale accompagna ottimamente il tutto, oppure potete ordinare una caraffa di retsina. Per finire il pasto assaggiate un bicchierino di ouzo, il liquore all’anice che si consiglia di bere ghiacciato.

Per tutte le informazioni visitate il sito VisitGreece

Paola Biandolino

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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