Un’altra bomba,a Boston.

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Ultima modifica 16 Aprile 2013


Gli ordigni erano stati posizionati all’arrivo della Maratona alla sua 117sima edizione, la più antica tra le maratone che si svolgono ogni anno nel mondo.

Tra i morti accertati, un bambino di otto anni che attendeva che il papà tagliasse il traguardo.

“Matrice terroristica ma di origine incerta”, dicono gli inquirenti.

Chi legge sa solo che torna la paura, la paura stavolta dei grandi assembramenti di persone, magari in un’occasione di festa quale può essere una grande manifestazione sportiva, e chissà a quanti e quali controllo dovremo sottoporci prima di entrare in uno stadio.

Mi piace lo sport anche se non ne pratico, per questo credo che a essere colpita non sia solo una città  ma un simbolo.

Sempre più persone in giro per il mondo, infatti, si allenano per correre la maratona: che vogliano partecipare a livello amatoriale o seriamente, è un misurarsi con se stessi e con le proprie capacità e limiti.

Per tutti i runner che corrono per allenare corpo e mente quella di Boston è LA maratona, e adesso non potranno non pensare a quello che è successo.

Sogni infranti anche per noi comuni mortali, a cui viene il fiatone a far tre piani di scale: era da qualche tempo che non si parlava di terrorismo nel mondo occidentale, se non causato dalla sregolatezza e dalla disinvoltura nell’uso delle armi.

Spero che trovino presto i colpevoli.

Sara Evangelisti

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