Vacanze con i figli, gioie e dolori!

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Ultima modifica 6 Novembre 2015

 
Ok, vediamo: zaino pronto, tenda fissata, tuta antipioggia accessibile (ma, in fondo, anche se mi bagnassi non sarebbe poi un problema), giubbotto di pelle allacciato, infiliamo guanti e casco e si può dare ufficialmente il via alla vacanza.

Mi sembrano passati secoli da quando queste erano le mie uniche preoccupazioni alla vigilia di un viaggio!

Se c’è qualcosa che cambia quando si diventa genitore è il concetto di priorità, “sposti tutti i miei confini” dice Gianna Nannini e ha ragione, a questa regola non sfuggono le vacanze, la loro preparazione e l’idea stessa di “riposo” che dovrebbe conseguirne.

Da quando da motociclistaanchequandonevica sono passato ad autista di paciose station wagon, la mia vita è sicuramente cambiata, è diventata terribilmente più complicata, più concreta e pragmatica, le mie attenzioni si sono spostate fuori da me, è cambiato il mio fulcro, ma, paradossalmente, sono più felice.

E’ incredibile quanto diventare padre ti faccia capire che molte delle cose alle quali tenevi prima siano in verità secondarie, quanto si accetti serenamente il cambiamento senza rimorsi, consapevoli che ogni età (con le dovute proporzioni per ognuno) vada goduta al momento giusto.

Tutto ciò non toglie che partire con i bimbi ci metta davvero a dura prova!

Decurtata la lunga preparazione delle valigie, per non tralasciare nulla per i bambini (trascurando sempre qualcosa di essenziale per i genitori…), non dimenticando medicine per la salute dei figli e giocattoli/ biciclette e tricicli/ qualsiasi cosa che, a macchina già carica, ai bambini appaia insostituibile, il tutto per la loro gioia (ma anche, questa volta, per la vostra salute… un viaggio con un bimbo che si ricorda dopo 150 km di aver dimenticato qualcosa è un’esperienza che non si augura a nessuno!), arriva la partenza: mediamente si studia un orario che permetta ai pargoli di non patire il tragitto in auto e, possibilmente, di addormentarsi; puntualmente si viene smentiti dai fatti, così, nella migliore delle ipotesi, dovrete sorbirvi un milione di domande riguardanti ciò che si scorge dai finestrini, altrimenti dovrete barcamenarvi tra musica scelta da loro e soste pipì anche a falso allarme e, se siete sfortunati, getti di vomito tipo “esorcista” che profumeranno l’abitacolo per mesi!

Tornerei indietro? Mai, nessuna vacanza on the road potrebbe darmi la gioia di un periodo passato a godermi i miei bambini tutto il giorno senza l’onere di tornare al lavoro, soprattutto non potrebbe soddisfarmi di più del leggere la felicità nel loro sguardo perché ricambiano il mio sentimento!


G.P.Antonicelli

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