Vanessa non vuole tornare in Siria! Il mio incontro con Salvatore Marzullo

Ultima modifica 14 Ottobre 2019

Ho incontrato il papà di Vanessa Marzullo presso la sua trattoria di Verdello, lui arriva con la sua auto insieme al figlio Mario. Entrambi mi stringono la mano. Sono seri e probabilmente diffidenti nei miei confronti. Non li biasimo considerati gli ultimi eventi. All’inizio Salvatore mi domanda ” cosa c’entro io con il vostro magazine? ” e fa un mezzo sorriso.

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Salvatore c’entra eccome perché è un genitore come me e mi interessa sapere cosa prova e come sta. Intanto Mario mi prepara un caffè. Sono due persone davvero gentili, semplici. Hanno lo sguardo sincero, onesto e decisamente un po’ provato.
Volevo fare un’intervista e parlare a fondo della vicenda che tutti conosciamo, ma non me la sento. Ho di fronte due persone deluse e amareggiate. Due persone che amano Vanessa, ancora scossa dall’ennesima infangata sulla sua persona. Ci limitiamo a chiacchierare.

Inizia col dirmi che un giornalista de ” la Repubblica” ha calcato un po’ la mano e si è inventato parole e situazioni ( tipo l’affermazione poi smentita dal fratello Mario : “Vanessa tornerà in Siria”), per questo ora non parla volentieri con i giornalisti.

Salvatore è un padre che ha visto mezza Italia scatenarsi con insulti e bugie su sua figlia. ”Una ragazza che ha messo il cuore in una missione nella quale credeva, quella di aiutare bambini e famiglie oppresse dalla dittatura siriana”, dice.
Mentre Salvatore parla io lo fisso negli occhi e ci vedo bontà , serietà , amore paterno. Lui è un uomo che ” si fa un mazzo così” per i suoi figli.

Facciamo un sorriso amaro quando parliamo della foto con bandiera ( del popolo siriano libero ) o ripensando ad alcuni commenti degli italiani che come al solito si buttano a capofitto negli insulti e nei pareri da caproni che non sono a conoscenza della verità.

Ci sono cose che non mi piacciono di questa vicenda e di cui ho avuto conferma oggi direttamente da Salvatore.

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La prima è che Greta e Vanessa sono state strumentalizzate dai social network e dai giornali.

La seconda è che la foto di Vanessa che impugna il fucile è falsa perché il soggetto in questione non è assolutamente lei.

La terza è la famosa foto della bandiera siriana che tengono in mano le due ragazze, la bandiera del popolo siriano libero ( non ve la spiego apposta perché i criticoni facciano il minimo sforzo di imparare a documentarsi invece di fare i leoni da tastiera come li definisce qualcuno in qualche articolo che ho letto).

La quarta è relativa al riscatto, non si ha nessuna certezza che lo stato abbia pagato 12 milioni di euro per queste ragazze anche se qualcuno ha dato la notizia come verità assoluta.

Quinta: Vanessa non ha mai detto di voler tornare in Siria. Vanessa desidera solo una vita normale.

In ultimo le ragazze aiutavano le famiglie bisognose ed oppresse con generi alimentari e medicine.
C’è chi afferma che avrebbero potuto fare volontariato anche qui da noi che c’è n’è tanto bisogno.
Vero, forse, ma il volontariato non ha confini, non si puo’ discriminare.
Si va dove la gente ha bisogno e come diceva Susanna Tamaro: ‘’ Si va dove ti porta il cuore”…

Elisa Toscano

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