Vie a luci rosse a Roma

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Ultima modifica 18 Aprile 2015

E’ notizia ufficiale che a Roma, e precisamente in zona Eur, saranno individuate delle vie a luci rosse dove in sostanza sarà tollerata la prostituzione.

Se ne parla su tutti i mezzi di comunicazione da pochissime ore ed è già polemica.
La notizia sembrerebbe incredibile: l’Eur come Amsterdam? Roma, la prima città in Italia a sperimentare questa iniziativa che in futuro chi lo sa, potrà essere replicata?
Da sinistra a destra, i convincimenti politici su questa novità sono i più disparati: “un passo avanti per liberare le donne dallo sfruttamento e dalla violenza”, “ghetto della prostituzione”, “degrado Capitale”, “bordello a cielo aperto” e c’è chi è già partito per la raccolta delle firme contro la proposta.

Il fenomeno della prostituzione su strada è fortemente diffuso nel territorio del Municipio IX. Negli ultimi tempi ne è stato avvertito un ulteriore incremento. Ricordiamo gli abitanti ed i commercianti del quartiere Eur che, esasperati, sono scesi in piazza per una manifestazione il 21 novembre scorso. Complici i numerosi edifici adibiti ad ufficio, dopo una certa ora, la zona è praticamente frequentata solo dal giro delle lucciole. Addirittura ci sarebbero delle differenziazioni per zone: dalla prostituzione gay, ai trans, a quella per estrazione etnica etc.

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Già il sindaco Marino a maggio del 2014 in alcune sue dichiarazioni si era mostrato favorevole all’idea che ci fossero zone dove la prostituzione fosse consentita dichiarando che il dilagare del sesso a pagamento non solo arreca un danno al decoro della città ma crea situazioni di disagio gravissimo ad alcuni quartieri.

Il progetto sperimentale di Zoning

Ed ecco che il 24 settembre 2014 senza condivisione alcuna con il consiglio municipale e ne tantomeno con gli altri consiglieri del PD, il minisindaco del municipio IX Andrea Santoro firma la Memoria di Giunta n.18 con la quale viene istituito il “Tavolo di coordinamento per il progetto sperimentale di Zoning denominato “#MICHELA” così composto:
– Presidente del Municipio
– Assessore delle Politiche Sociali e della Salute del Municipio
– Comandante del IX gruppo di Polizia Locale
– P.O. tecnica servizi sociali del Municipio
– Distretto XII ASL RM C
– Organismo del Terzo Settore che opera in convenzione con il servizio Roxanne sul territorio (questo servizio istituito nel 99 dal comune realizza attività di prevenzione e consulenza per tutti i soggetti presenti su strada (donne, uomini, trans) e di sostegno e reinserimento per vittime di tratta)
– Associazioni di prostitute
– Realtà Associative di Quartiere
– AMA Spa
Al tavolo sono inoltre invitati:
– Gabinetto del sindaco
– Ufficio Politiche della Sicurezza Patto Roma Sicura
– Servizio Roxanne del Dipartimento Politiche Sociali, Sostegno e Sussidiarietà
– Rappresentanti delle Forze dell’Ordine
Il progetto ha il compito di elaborare le modalità operative di un modello sperimentale attraverso l’individuazione delle aree oggetto di “zoning” e delle aree off limits non tolleranti la prostituzione nonchè le risorse umane ed economiche necessarie.

Le vie a luci rosse a Roma

In poche parole, saranno identificate delle aree in cui fisicamente verranno dirottate le passeggiate delle prostitute, lontano quindi dalle vie abitate. Si parla già di Viale Egeo o della zona attorno alla stazione della metro Eur_Magliana quali possibili scelte.

Gli obiettivi dell’iniziativa

Gli obiettivi dell’iniziativa, nelle intenzioni, sarebbero di tutto rispetto: garantire la tutela della sicurezza della cittadinanza e del decoro urbano, la riduzione delle condizioni di isolamento e di emarginazione, la protezione sociale per chi decide di uscire dal circuito della prostituzione, la prevenzione dei conflitti sociali attraverso la mediazione, la promozione delle pari opportunità, la sensibilizzazione sui temi dell’immigrazione, l’educazione sessuale attraverso campagne istituzionali.
L’azione più forte e concreta riguarderebbe il monitoraggio del territorio e l’intensificazione degli interventi sociali e sanitari attraverso l’invio di unità di strada che possano aiutare con interventi diretti ad es: effettuando analisi del sangue sul posto oppure semplicemente distribuendo preservativi. Il costo mensile per il sostenimento del piano descritto si aggira attorno ai 5.000 euro mensili. “Cifra assolutamente sostenibile per una città come Roma” ha dichiarato Santoro.

Sarà poi interessante verificare quanto accadrà nella realtà. Molti sono i pareri negativi come già accennavo, c’è chi sostiene che la prostituzione semplicemente se ne andrà in altre zone, con tutte le pene accessorie della fattispecie: dal degrado del territorio, al fenomeno della schiavitù delle donne, della tratta o ai conflitti sociali che ne derivano etc.
L’assessore comunale alle Pari Opportunità Alessandra Cattoi (nota per aver ideato lo scellerato menù europeo nelle scuole romane) ha già dato il suo benestare all’iniziativa di Santoro. Ci sarebbero già stati degli incontri anche con l’Assessore al Sociale Francesca Danese, anche lei favorevole al progetto.
Il favore dell’amministrazione Marino c’è, ci aspettiamo quindi aggiornamenti a brevissimo termine. E’ di poche ore fa la nuova esternazione del primo cittadino a Rainews24: ”Tolleranza in altre zone che siano lontane da condomini e scuole”.

Esecutività del progetto

Pare che il progetto sarà sul tavolo del sindaco in settimana. Per rendere esecutivo il piano sarà presumibilmente emanata una ordinanza che fisserà un apposito divieto di prostituzione in strada e che prevederà multe fino a 500 euro per i trasgressori.
C’è poi un piccolo giallo in tema coordinamento del progetto: troverete in giro su internet notizie sulla nomina di una certa Matilde Spadaro come coordinatrice del tavolo. Bhe, non è MAI stata ufficializzata da Santoro.
Aspettiamo e sapremo verificare quali saranno le conseguenze di questa azione. Non voglio avere pregiudizi. Manca ancora tutto il dettaglio delle operazioni per la messa in opera dell’iniziativa.

Ci tengo invece a ricordare che l’iniziativa prende il nome di “#MICHELA” dal fatto di cronaca della ragazza rumena sopravvissuta alla violenza di due malvagi che nel settembre 2012, dopo aver cercato di bruciarla viva, l’hanno abbandonata su di un prato.

Grazie agli attuali consiglieri del municipio IX Giuseppe Mannarà e Alessandra Agnello entrambi portavoce M5S per avermi fornito supporto nella indicazione delle fonti e della documentazione a supporto.

Graziana Le Donne

1 COMMENT

  1. Matilde è stata assessore municipale è una persona di specchiata onestà e incorruttibile..vanta laurea con lode e un dottorato di ricerca parla 4 lingue e traduce testi in russo e polacco (ha tradotto e pubblicato anche per la casa editrice Einaudi Cechov e Dostoevskij)é Polonista Slavista scrittrice autrice e giornalista(iscritta all albo)questo x dire che non è una raccomandata incapace messa li da qualcuno e x questo progetto ha lavorato compleatamente gratis e con impegno ..solo x passione civica.

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