Visita a Castel Sant’Angelo con i bambini con RomeForYou

Ultima modifica 30 Ottobre 2017

Questo è la creazione di mia figlia di ritorno dalla visita di Castel Sant’Angelo.

castel sant'angelo

Vincenzo, l’archeologo di riferimento dell’ Associazione Roma e Lazio per Te ha fatto da guida ad una quindicina di piccoli curiosi accompagnati da noi genitori alla scoperta di questo meraviglioso monumento.

Visita a Castel Sant’Angelo con i bambini

Era una domenica di gennaio ed eravamo io, mio marito e nostra figlia. Con noi c’era l’amichetto Ludovico, 5enne pure lui con la mamma Elisabetta che ha avuto la fantastica idea di lasciare l’altro figlio 3enne Adriano a casa col papà. Sai com’è, è troppo piccolo, sarebbe complicato fargli seguire il percorso didattico.
Giusto!
Peccato…perché tutta la parte iniziale della spiegazione è stata incentrata sulla storia del castello che nasce come tomba dell’imperatore Adriano, in principio fu il mausoleo di Adriano! Ed insomma è stato un pronunciare, nominare, citare Adriano, che in quel momento io ed Elisabetta chissà che avremmo dato dato per vederlo lì il nostro Adri!!! E scrutare il suo faccino soddisfatto.. ma, di sicuro, non mancherà occasione!

Il mausoleo, ospitò i resti di molti altri imperatori I nomi dei più famosi furono: Antonino Pio, Commodo, Marco Aurelio, Settimio Severo e Caracalla.
Vincenzo ci aggiornava su ogni piccolo particolare! Ci spiegava anche i materiali di cui è fatto il castello. Tufo, travertino, marmo giallo!

Solo verso la fine del 500 il sepolcro cambiò il suo nome. A Roma in quel periodo ci fu una grave pestilenza. In una solenne processione, il papa Gregorio I ebbe la visione dell’arcangelo Michele che si accingeva a riporre la spada nel fodero proprio nei pressi del mausoleo. Questo fu interpretato come un segno bene augurante per la vittoria contro la malattia dilagante.
Ed eccolo comparire all’improvviso in un cortile esterno questa imponente e bellissima statua raffigurante l’angelo.

castel sant'angelo visita con bambini

I bambini sono attentissimi quando Vincenzo ci fa alzare la testa e guardare all’insù. Si tratta di tunnel in verticale – una vera e propria tromba di un ascensore che ora non esiste più, ma che un tempo veniva trainato manualmente per far salire e scendere nientemeno che il Papa. E siamo giunti nella seconda vita del castello che diventò dimora dei Papi. Furono costruite tutte intorno le mura aureliane che modificarono l’intero aspetto del mausoleo. Fu in questo periodo che furono effettuate numerose modifiche interne.

Ma ecco che con Teodorico, il castello divenne prigione di stato.
Osservo come i bambini dai 7 anni in su, seguano tutte le operazioni di camminamento e di illustrazione della guida, mentre i piccoletti di 5 e 4 anni li vedo saltellare oppure cominciare a distrarsi… bhè in effetti me lo aspettavo. Per i bimbi che ancora frequentano la materna e non sono abituati ad essere attenti è pure legittimo che ad un certo punto abbandonino il campo!
Quindi ci siamo allontanati dal gruppo e abbiamo fatto una pausa capricci e una pausa bagno – io, mio marito e Greta! E poi allora anche caffè per mamma nel piccolo baretto.
Abbiamo perso qualche spiegazione, in particolare la visita alle stanze da dimora, però abbiamo potuto ammirare dal piano alto il panorama su Roma, per non parlare della vista mozzafiato della terrazza più in alto con l’angelo!

gabbiano tevere roma

Sono comunque soddisfatta, ci siamo fatti una bella scorpacciata di “viste” di Roma di oggi dalla terrazza e di ieri all’interno del castello.

Ci torneremo sicuramente!

Graziana Le Donne

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