Voglio una scuola all’altezza dei sogni che ho

Ultima modifica 15 Luglio 2019

 

Voglio… un mondo comico
voglio un mondo che faccia ridere
un cielo comodo
che qualcuno s’affacci a rispondere
Voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho, voglio volere…” 

cantava Ligabue qualche anno fa.

Little Girl Putting Make-Up on Woman's Face
Sì, ma … quali sono i sogni dei nostri figli?
Spesso e volentieri noi insegnanti, specialmente delle classi quarte e quinte, assegniamo temi personali sui desideri e sui pensieri dei bambini. Riusciamo quindi ad entrare in maniera più semplice nell’intimo nei nostri bambini.
Abbiamo un canale preferenziale per conoscere ciò che i bambini, vuoi per pudore vuoi perché proprio non c’è occasione di fare certi tipi di discorsi in famiglia, non raccontano ai loro genitori.

Fa notizia la riflessione di un’insegnante di Bari su un tema assegnato alla sua classe dal titolo:”La scuola dei miei sogni”. Se i desideri dei maschietti riguardano, come al solito direi, calciatori e sport, i desideri delle bambine sono già desideri da adulte o quantomeno da adolescenti. Le bambine vorrebbero una scuola con degli spazi relax degni di una spa per sentirsi delle “principesse” o sale registrazione e sale trucco come nei più famosi talent show. Ma non basta: sembra esserci già la malizia di imparare le tecniche per essere più femminili ed attraenti con i ragazzi.

Tutto questo è sicuramente molto choccante. Personalmente posso dire che ogni ciclo che termino vedo che le bambine sono sempre più “avanti”. Se io,che mi piace ripetermi non sono Matusalemme, in terza media ancora giocavo con le Barbie, ora mia figlia, che di anni ne ha cinque, si è già stufata almeno da due anni.

Le mie alunne del ciclo precedente hanno cominciato ad essere un po’ più femminili e a mostrare atteggiamenti da “piccole donne” alla fine della quinta. In questo ciclo ho bambine che hanno già gli zaini e i diari di “Violetta” e degli “One Direction” già dalla seconda elementare. A parte questo,nella mia scuola, non ci sono comunque casi “preoccupanti”, nessuno parla ancora di essere “sexy” con i ragazzi e ci sono solo atteggiamenti e look copiati alle loro attrici preferite.

Ma io insegno in una scuola di provincia dove il tempo passa più lento rispetto al fuso orario di Greenwich.

E la donna per natura matura prima dell’uomo e si adatta all’ambiente in modo molto veloce.

E la nostra società attuale, purtroppo, è del “mordi e fuggi” e del bruciare le tappe. Tutto è anticipato: sugli scaffali del supermercato ci sono ad ottobre già i panettoni e le luci di Natale, figuriamoci quindi che influenza possa esserci sui bambini.

Se al maschio viene concesso di essere un bambinone a lungo, le bambine sono stimolate a crescere in fretta. Purtroppo spesso, però, ci sono modelli sbagliati dove la bellezza e l’apparire è sicuramente al primo posto.

Le bambine inoltre spesso sono lodate per la loro bellezza e il loro abbigliamento e questi complimenti di certo pesano.

Per rendere coscienti le nostre figlie che è il cervello la prima parte del corpo su cui puntare bisognerebbe iniziare a lodarle per come sanno parlare e difendere il loro pensiero, prima ancora di come sono vestite o come appaiono. Le “femminucce” non devono essere le bamboline della classe e della famiglia, ma esseri pensanti e coscienti del proprio valore. Così facendo molto probabilmente impareranno a distinguere i modelli che sono più consoni ed utili per la loro crescita e sviluppi da quelli che sono totalmente vani e fatui.

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