Wall-E. Un tenero robottino come condanna per il nostro stile di vita. [Recensione]

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Wall-E è un film che accontenta i genitori ma anche i bambini.
È veramente una chicca adatta a tutta la famiglia.
Originale e coraggioso poiché affronta dei temi delicati e attuali.
E riesce a farlo con un linguaggio poetico ed efficace.

Wall-EWall-E è un piccolo robottino ormai vecchio e arrugginito.
Si muove solitario tra grattacieli di rifiuti in una terra ormai abbandonata.
L’umanità è fuggita da 700 anni a causa delle conseguenze non più modificabili dell’inquinamento.
Il film è uscito più di 10 anni fa.

Ma il tema del disastro ambientale è drammaticamente sempre più attuale.

Wall-E ha il compito di accatastare i rifiuti.
È solo e nostalgico nella sua condizione.
Ama rivedere una vecchia videocassetta da cui apprende ad amare.
È un robot si, ma con caratteristiche umane. Ad un certo punto ritrova una piantina, un piccolo germoglio di vita ed ecco che cambia il suo destino.
Incontra Eve, una sonda super tecnologica inviata sulla Terra per poterne rilevare le condizioni ambientali. Subito si innamora di lei. Come davvero fosse un uomo, l’ultimo uomo sulla terra a cui viene data un’altra possibilità.
E da lei viene trasportato sull’astronave dove gli uomini si sono rifugiati tanto tempo prima.
L’Axiom. Piena di comfort, una specie di centro commerciale futuristico dove puoi avere tutto quello che desideri.

Le relazioni però sono fredde e poco autentiche.

Gli umani sono ridotti a corpi obesi e atrofizzati. Si spostano su poltrone super accessoriate. E hanno quasi perso la capacità di camminare. È un’umanità che ha portato all’estremo uno stile di vita rilassato e poco dinamico. Sempre alla ricerca dei privilegi materiali e del consumismo più sfrenato. Ovviamente a discapito dei buoni sentimenti, delle emozioni e dei valori puri. L’umanità ha scordato cosa significa ballare, cosa vuol dire fare una festa, cosa vuol dire guardare un cielo stellato…ha scordato la Terra.
Tutto si riduce alla soddisfazione immediata dei desideri e alle immagini offerte da un computer.

Wall-E rappresenta un capolavoro di poesia.

Wall-E

Spaventometro O

All’inizio le scene sono caratterizzate dalla malinconia dei paesaggi.
Ma quando la scena si sposta sull’Axiom prende ritmo e colore.
In linea con la riconquista da parte dell’uomo della propria identità.
A coronare questa metafora c’è la toccante storia d’amore poi tra il vecchio Wall-E e la moderna Eve. Questa supera l’iniziale diffidenza lasciandosi condurre da Wall-E verso la riscoperta dei sentimenti.
Comincia a guardare con occhi diversi quello che ha intorno, apprezzandone la bellezza.
Nota di merito alla fotografia, stupenda, e la colonna sonora.
In particolare lo splendido singolo “Down to Earth” porta la firma di Peter Gabriel.
Imperdibile per tutta la famiglia!

40 anni, sono nata e vivo a Roma nello storico e suggestivo quartiere della Garbatella. Insegnante, psicologa/psicoterapeuta, mamma di tre piccole pesti: Gabriele 6 anni, “l’ingegnere/scienziato della famiglia”, Gaia 4 anni, la “nostra lettrice e ballerina” e Zoe 2 anni, “il sindaco”, con una capacità più unica che rara di decidere cosa fare e gestire i fratelli.

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