Ultima modifica 13 Ottobre 2026

Durante la nostra vacanza in Irlanda abbiamo letto un altro bellissimo libro dedicato al folclore di questa isola: Wolfwalkers. Questo libro è la trasposizione cartacea dell’omonimo film d’animazione del 2020, realizzato da Tomm Moore e Ross Stewart per Cartoon Saloon, edito da Renoir comics.

Wolfwalkers: quando la foresta ci insegna a cambiare sguardo

Wolfwalkers

La foresta è, per antonomasia, il luogo delle scoperte, delle rivelazioni e delle metamorfosi. È lo spazio misterioso in cui le regole del mondo conosciuto smettono di essere così certe e in cui forze antiche e potenti ci costringono a guardare dentro noi stessi per capire chi siamo, quale sia il nostro posto nell’ordine delle cose e, soprattutto, da quale parte vogliamo scegliere di stare.

È esattamente quello che accade a Robyn, giovanissima cacciatrice inglese che si trasferisce a Kilkenny, in Irlanda, insieme al padre, incaricato dal Lord Protettore di liberare la zona dall’ultimo branco di lupi che vive nella foresta.

Robyn vorrebbe diventare una cacciatrice come suo padre. È quello che conosce, quello che le è stato insegnato a considerare giusto. Ma Kilkenny è una città regolata da divieti, paure e rigide gerarchie: ai bambini è proibito oltrepassare le mura e la foresta è descritta come un luogo pericoloso, selvaggio, popolato da creature che devono essere eliminate.

Naturalmente, Robyn disobbedisce.

E proprio oltre quelle mura incontra Mebh, una ragazzina dai capelli rossi, indomita e selvaggia, che appartiene a un popolo leggendario: i Wolfwalkers. Di giorno è umana, ma quando dorme la sua anima assume la forma di un lupo. È una creatura libera, profondamente legata alla foresta e capace di guarire le ferite grazie ai suoi poteri magici.

L’incontro tra le due bambine cambia tutto.

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Imparare a mettere in discussione quello che ci è stato insegnato, questo è sicuramente uno dei temi trattati in questo bellissimo libro Wolfwalkers.

Robyn non scopre semplicemente un mondo fantastico, ma capisce che il mondo che le era stato raccontato era incompleto. 

I lupi che dovevano essere sterminati non sono mostri. La foresta che doveva essere conquistata non è uno spazio vuoto da occupare. E la presunta separazione tra ciò che è umano e ciò che è selvaggio comincia lentamente a sgretolarsi.

Mebh diventa per Robyn una specie di porta d’accesso a una realtà completamente diversa da quella che conosceva. La loro amicizia nasce quasi per caso, ma permette alla protagonista di guardare con occhi nuovi tutto ciò che prima dava per scontato.

È una trasformazione che riguarda soprattutto il modo di guardare.

Robyn non diventa semplicemente più coraggiosa: impara a dubitare. E il dubbio, soprattutto quando si è bambinə, può essere una delle forme più importanti di crescita. Significa chiedersi se le regole che ci hanno insegnato siano davvero giuste, se quello che ci è stato presentato come pericoloso lo sia davvero e se, qualche volta, la paura dell’altro non nasca semplicemente dal fatto che non sappiamo comprenderlo.

In Wolfwalkers la contrapposizione tra città e foresta è praticamente onnipresente.

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Da una parte c’è Kilkenny, ordinata, geometrica, costruita sulle regole e sul controllo. Dall’altra c’è la foresta, irregolare, colorata, viva, imprevedibile.
Anche visivamente questa differenza è fortissima. Gli spazi della città sono più rigidi e spigolosi, mentre la natura è fatta di linee morbide, colori intensi e movimento. È come se i due mondi avessero linguaggi completamente diversi.

La città rappresenta un’idea di ordine che pretende di dominare tutto ciò che non riesce a controllare. La foresta, invece, rappresenta un ordine diverso: quello della natura, fatto di equilibrio, interdipendenza e trasformazione.

Il problema non è che la foresta sia senza regole. È che le sue regole non sono quelle degli esseri umani.

Ed è proprio questo che il Lord Protettore non riesce ad accettare.

Per lui i lupi sono l’incarnazione del male e la foresta è qualcosa che deve essere conquistato. Non c’è spazio per la convivenza, per la comprensione o per l’idea che possano esistere modi diversi di abitare il mondo.

Robyn, invece, comincia lentamente a scoprire che la realtà è molto più complessa di così.

La trasformazione di Robyn è il cuore della storia.

Da cacciatrice diventa, letteralmente, ciò che avrebbe dovuto cacciare. Diventa una Wolfwalker.

E questa metamorfosi funziona perché non è soltanto fisica. È il risultato di tutto quello che Robyn ha imparato attraverso l’amicizia con Mebh.

Essere un Wolfwalker significa poter guardare il mondo da una prospettiva diversa, affidarsi agli istinti, percepire la natura in maniera più profonda. Significa abbandonare per un momento la necessità di controllare tutto e imparare semplicemente a stare dentro ciò che accade.

Robyn scopre così una versione di sé stessa che non avrebbe mai potuto conoscere restando all’interno delle mura di Kilkenny.

Ed è forse questo il messaggio più bello del libro: a volte per capire chi siamo dobbiamo avere il coraggio di uscire dal posto in cui ci hanno detto che dobbiamo stare.

Wolfwalkers è innanzitutto una storia di amicizia.

Robyn e Mebh sono diversissime per carattere, educazione e provenienza, eppure riescono a riconoscersi proprio perché entrambe hanno qualcosa che il mondo degli adulti vorrebbe reprimere: una straordinaria voglia di essere libere.

Mebh è selvaggia, rumorosa, impulsiva. Robyn è curiosa, determinata e desiderosa di dimostrare il proprio valore. Insieme diventano una forza impossibile da ignorare.

La loro amicizia è anche una forma di ribellione.

Contro le regole ingiuste. Contro la paura. Contro l’idea che chi è diverso debba necessariamente essere considerato un nemico.

E soprattutto contro un modello di potere che pretende di risolvere ciò che non comprende semplicemente eliminandolo.

E poi ci sono i disegni che sono meravigliosi

La sensazione è quella di sfogliare un libro di fiabe animato, pieno di acquerelli, colori e paesaggi che sembrano usciti direttamente da una leggenda irlandese. Non c’è soltanto una grande attenzione per i personaggi, ma soprattutto per la natura: alberi, animali, radure e sentieri diventano parte integrante della narrazione.

Wolfwalkers è una favola sull’amicizia e sulla libertà, ma anche sulla possibilità di cambiare prospettiva. È una storia che invita a non avere paura di ciò che è diverso e a ricordarci che la natura non è semplicemente qualcosa che possiamo possedere, recintare o distruggere.

Consiglio di lettura dai 7 anni

Se volete acquistarlo lo potete trovare nelle librerie o Renoir Comics

Wolfwalkers

Autore e Illustratore: Tomm Moore
Edizioni: Renoir Comics
Anno: 2023
Pagine: 272
Costo: 16,00 €
IBSN:9788865672983

Classe 1985 nata e cresciuta a Milano, meglio Cormano. Sono laureata in scienze sociali applicate ma nella vita ho fatto un pò di tutto. Da febbraio 2017 ho lasciato il nord per trasferirmi a Catania con la famiglia, rientro nella City a settembre 2024 per godermi a pieno tutti gli eventi che questa città ha da offrire! Sono mamma di due piccole pesti che adoro, anche quando mi fanno impazzire. Dal 2020 ho iniziato a lavorare come content writer/copywriter e successivamente ho preso la qualifica con Meta in Social Media Marketing. Amo viaggiare, la lettura, il cinema, le serie tv, i giochi di società ed il baseball/softball.

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