Le interviste agli editori: Zoolibri

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Siete già alle scrivanie in assetto da guerra, belli riposati e rinfrancati dalle ferie?
Siete pronti a ripartire con un anno di letteratura per l’infanzia?

Eccoci pronti a partire con la prima intervista della stagione! Gustatevi Zoolibri e i loro consigli, allora!

Zoolibri

Avete un catalogo di albi molto particolari, bellissimi, divertenti, con una grafica riconoscibile. Come scegliete un autore – albo?

Quando scelgo un albo e/o un autore cerco di rispettare tutti gli ZOOcriteri:

  • un albo e/o un autore nuovo, che nel mio paese non sia noto, visto, sentito.
  • un albo e/o un autore che possa stare nel catalogo di ZOOlibri, per affinità e contenuti.

Il catalogo è la mia personale galleria d’arte e quindi deve essere arricchita di pezzi pregiati.

Perché una galleria d’arte è una cosa seria.

  • un albo e/o un autore che presentino una storia perché la storia è all’origine di tutto. Un libro senza storia, la quale è indipendente da quali e quante parole sono scritte, è un oggetto privo di anima e rimane un esercizio di stile.
  • un albo e/o un autore capaci di narrare su vari piani di lettura e comprensione. Nel libro illustrato cerco un testo scritto bene, una storia che presenti delle situazioni, un artwork immediatamente riconoscibile, dei dettagli nascosti, dei sotto-testi, delle allusioni, dei riferimenti, delle battute, delle contaminazioni, e gioia. Sono un lettore esigentissimo, con una grande responsabilità: rappresento tutti coloro che leggeranno dopo di me.
    Quindi per loro voglio trovare il meglio possibile.
    Su questo sono molto serio e rigoroso.
  • un albo e/o un autore che garantiscano continuità, che creino dipendenza.
    Come vorrei che fosse la lettura in senso generale.
    Dico sempre che alla fine, quando si gira l’ultima pagina del libro, il lettore deve essere sazio, avere un’espressione beata. In quel momento si esce da una storia più grandi e più saggi, pronti a giocare di nuovo ricchi di nuove scoperte.
  • Un albo e/o un autore che non sia barboso, noioso, spocchioso, stiloso, verboso, …oso.Zoolibri

Quale dovrebbe essere secondo voi, l’approccio alla lettura di un genitore?

Positivo, costante, divertito, partecipe.

Se un genitore rifiuta la lettura o la affronta con sufficienza decreta automaticamente il rifiuto alla lettura dei propri cuccioli.

Un genitore è consapevole del proprio ruolo, cioè accompagnare dei piccoli attraverso la vita fino a renderli adulti seri, onesti, cittadini del proprio tempo.
Senza lettura condivisa e consapevole non si parte per il cammino.

Per la vostra esperienza, ci sono bambini che proprio rifiutano la lettura? Forse non sono pronti o dipende dall’adulto che legge?

Premesso che ogni creatura vivente è un mondo proprio, mai visto né sentito: perché mai un bambino dovrebbe rifiutare la lettura?
Salvo gravi impedimenti organici/strutturali, i bambini sono aperti alle esperienze.

Gli unici bambini che possono rifiutare la lettura più o meno consapevolmente sono quelli che escono da due esperienze limite:

  • genitori che non leggono e non tengono ‘alcun tipo di strumento di lettura’ in casa
  • genitori che obbligano a leggere anche quando il piccolo non vuole.

Ci sono studi e statistiche su questo è non sono dati retorici: se nessuno ti abitua alla lettura e quindi agli strumenti/supporti di lettura non c’è proprio speranza. E questa mancanza di conoscenza isola, annichilisce e rende barbari.

Zoolibri

E quindi a tal proposito, come si capisce quando un bambino è pronto?

Premesso che ogni creatura vivente è un mondo proprio, non ho un risposta. E non vedo come potrei averla.
Filosoficamente direi che si capirà al momento giusto, dando per scontato che tutti i bambini sono aperti alla lettura. Un genitore sensato e desideroso di apprendere può fare questo:

  • seguire tutti i consigli e le indicazioni del pediatra e confrontarsi con esse.
  • aderire al progetto Nati per Leggere (natiperleggere.it) ed entrare in rete con loro.
    Il genitore può diventare lettore volontario, che è pur sempre un’esperienza positiva
    Imparare a memoria le pagine ‘bimbi e lettura’, che indicano le varie fasi di sviluppo del lettore in erba da 0 a 36 mesi, un documento basico ancora da Nati per Leggere, con le indicazioni utili per seguire e comprendere lo sviluppo del bambino nel suo processo di avvicinamento ai libri e alla lettura.
  • leggere Costantino Panza, pediatria, che in materia di lettura dialogica e genitorialità è un pozzo dal quale attingere. La child literacy dopo non sarà argomento sconosciuto.
  • capire che essere umano e quindi lettore sia il bambino che sta in casa e fare nghè nghè.

Zoolibri che proprio non possono mancare in una libreria e perché?

Il primo ZOOlibro, Mi piace il cioccolato, uscito nel settembre 2001.
Premio editoriale, dodici traduzioni nel mondo, tre edizioni italiane sold-out. Perfetto per giocare e leggere e divertirsi.
Col primo albo, da totali sconosciuti sul mercato italiano, circondati dalle risatine di chi valuta un progetto editoriale dal cognome dell’editore. Ah ah ah.

Chissadove, la storia perfetta incontra Philip Giordano all’apice della sua arte. Sette traduzioni nel mondo. Un albero, un seme. Un adulto, un piccolo. Just life, direbbe qualcuno. Lettura ideale con un genitore, perfetta. Perfetto regalo per le insegnanti sensibili.

Voglio il mio cappello, un’opera di genio, un’opera assoluta. Un libro illustrato che contiene tali e tanti riferimenti da passare una serata con gli amici per leggerli tutti.
Cinema, animazione, illustrazione, grafica, fumetto, un mondo. E soprattutto una storia spettacolare con un finale imprevedibile.
Un libro che dal 2012 fa tendenza e viene continuamente citato e clonato nella struttura e nei ritmi da decine di altri autori di albi.
Stravenduto e tradotto in molteplici lingue nel mondo. Premiato ovunque. Tranne che in Italia, ovviamente.
Per tutti, da leggere a tutti, assieme a tutti.

Classe 1979, testona per DNA e per vocazione personale. Mamma di due meraviglie (ovvio) della natura Tiziano 2013 e Alice Testaduracomegranito 2015, moglie del mio grande amore Marco che è dovuto gioco forza diventare un folletto saltellante anche lui.

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