Perché Lenuovemamme.it

Le nuove mamme non restano ferme a guardare, ma agiscono contro l’immobilismo mentale. Non si accontentano di immaginare un mondo migliore, lo ridisegnano ogni volta che dicono “basta!”: alle città non a misura di bambino, ai servizi alle famiglie inesistenti, a una scuola che non ascolta i bisogni dei singoli, appiattita com’è dall’indifferenza delle istituzioni.

Non si limitano ad allevare i figli, si soffermano ad ascoltare realmente le loro esigenze. Sanno che il loro non è “solo un bambino”, ma un essere pensante. Non danno per scontato che il fatto di averlo partorito le ponga un passo avanti a lui. E’proprio loro figlio che le fa crescere e riconsiderare la maternità non più come un punto di arrivo, ma di ripartenza, un’occasione per reinventarsi non solo come donna, ma a volte anche come professionista.

Hanno imparato a ridere di se stesse, delle loro fisime, delle loro imperfezioni, della loro straordinaria normalità. Hanno capito che una brava mamma non prepara la torta di mele tutti i giorni, ma la sforna se tutto va bene una volta a settimana e non lo fa da sola, ma sparge farina e uova a quattro mani, due delle quali paffute, minuscole e divertite. Rimpastano gli ingredienti per essere una madre sufficientemente buona senza angosciarsi troppo se, a cottura ultimata, il risultato non è appetibile come vorrebbero.

Perchè le nuove mamme non fanno le cose per i loro figli, ma cercano di farle insieme a loro.

Si trovano a compiere tante scelte, troppe, a dover mantenere stabilità e sicurezza sempre in bilico fra due mondi nettamente distinti: quello della donna e quello della mamma. In mezzo c’è loro figlio, meraviglioso spartiacque fra le due realtà difficili da conciliare. Attorno un oceano d’amore indiscutibile e a volte destabilizzante, ma non per questo meno profondo.

Hanno imparato a chiedere, non solo a dare, a esigere collaborazione dal proprio compagno, non soltanto a sperare che prima o poi si decida a fare il genitore. Sono ugualmente forti, anche quando chiedono aiuto. Sono ovviamente madri, anche quando delegano la crescita dei figli. Perché così facendo riprendono semplicemente fiato, non disperdono altrove briciole d’affetto.

Sono nuove anche perché oggi non chiamano più il loro cucciolo “trottolino amoroso dudù dadadà”ma “devastatore”, “princi-peste”, “tritazebedei”. Le mamme di oggi amano esattamente come quelle di ieri, è solo che parlano un linguaggio diverso. E ciò nulla toglie al loro essere madri, casomai aggiunge.

Le nuove mamme hanno voglia di esprimere la loro opinione sui fatti della vita, e qui c’è spazio davvero per tutte, senza pregiudizi.