Ultima modifica 14 Ottobre 2019

Il 12 giugno cade la Giornata Mondiale contro il lavoro Minorile

giornata mondiale contro il lavoro minorile

La ricorrenza è stata voluta all’International Labour Organization (ILO), agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di valutare gli standard internazionali del lavoro, della protezione sociale e delle pari opportunità.

La Giornata mondiale contro il lavoro minorile è stata lanciata come ricorrenza per la prima volta nel 2002, ratificata con una convenzione dall’ILO (N. 138), che fissava la minima età per l’impiego, bandiva le peggiori forme di sfruttamento minorile (Convenzione n. 182), e soprattutto mirava e mira a sensibilizzare l’opinione pubblica al problema dello sfruttamento e a operare nel campo della sua prevenzione.

Secondo molti organismi e organizzazioni, nel mondo si stima che oltre 150 milioni di bambini vengano introdotti e sfruttati nel mondo del lavoro.

Le peggiori di queste forme di lavoro includono i lavori pericolosi, la schiavitù, i lavori forzati, il lavoro in attività illecite come narcotraffico e prostituzione e il loro coinvolgimento in conflitti armati

La giornata mondiale contro il lavoro minorile vuole dare un’opportunità ai governi, alle autorità locali, alla società civile e a tutta l’opinione pubblica di prendere parte attiva in questa campagna a favore dei più piccoli e più sfortunati.

Ogni anno questa giornata si prefigge un  focus, e quest’anno 2016, oltretutto una data importante (nel 2010 le comunità internazionali avevano ratificato un piano che prevedeva l’eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile entro il 2016, ma l’obiettivo sembra lontano dall’essere raggiunto) si parla del lavoro minorile all’interno delle catene di distribuzione.

giornata mondiale contro il lavoro minorile

Da Ginevra il direttore generale dell’ILO Guy Ryder ha affermato: “Il lavoro minorile deve sparire dai mercati del lavoro funzionanti, regolamentati o dalle catene di distribuzione. Adesso dobbiamo ambire ad obiettivi di sviluppo sostenibile, e per far questo lo sfruttamento minorile deve finire.”

Con la globalizzazione le catene di distribuzione sono diventate un anello importante del commercio, e coinvolgono lavoratori, piccoli produttori e aziende in tutto il mondo.

In questo business un aspetto purtroppo sottovalutato è appunto lo sfruttamento del lavoro minorile.

Per contrastare il lavoro minorile è necessario l’impegno di società civile e governi, che adottano misure ferme e decise affinchè le condizioni di lavoro possano essere sempre e per tutti dignitose, e che l’attenzione ai diritti dell’infanzia non venga mai meno.

Certo si può dire che si sono fatti passi avanti da quando la giornata mondiale contro il lavoro minorile è stata ratificata per la prima volta, ma purtroppo gli obiettivi della tabella di marcia posti ancora lontani dall’essere realizzati.

giornata mondiale contro il lavoro minorile

L’Unicef stima che i progressi minori si rilevano nell’Africa Subsahariana, nei quali territori il lavoro minorile sembra addirittura in aumento, e dove un bambino su 4 viene sfruttato sul lavoro.

E le stime sono al ribasso, data la mancanza di dati riguardanti gli orfani, le vittime di tratta e le ragazze.
Purtroppo spesso in questi paesi poverissimi sono proprio le famiglie i primi tiranni dei bambini, sempre costrette dalla povertà a far lavorare in condizioni pessime tutti i membri, anche quelli più piccoli.

Come contrastare lo sfruttamento minorile?

Lo scorso anno una possibile risposta a questa domanda era anche il focus della giornata mondiale contro il lavoro minorile.

L’istruzione è la prima arma contro lo sfruttamento dei minori.

Da sempre l’Unicef promuove gli investimenti dei governi all’istruzione per tutti e alla sicurezza sociale per i più deboli.
E con l’Unicef moltissime organizzazioni internazionali promuovono la Giornata Mondiale contro il lavoro minorile, con iniziative ed eventi volti a sensibilizzare tutti sull’argomento.

giornata mondiale contro il lavoro minorile

Nel nostro piccolo abbiamo pensato di sensibilizzare le nostre lettrici proponendo la lettura di un libro evocativo.

Il libro, edito da Arka edizioni, si intitola “Iqbal il sogno di un bambino schiavo” e racconta appunto la storia di un bimbo che, venduto dai genitori a 4 anni, è costretto a lavorare in tenerissima età, ridotto praticamente in schiavitù. All’età di 9 anni Iqbal inizia una sorta di lotta sindacale che durerà purtroppo solo 3 anni circa.

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La storia di Iqbal  è simile a tante tante realtà dei paesi più poveri nel nostro mondo. E il lieto fine nelle storie di tanti bambini come il protagonista, che purtroppo nel libro non c’è, può essere scritto anche da noi.

Alessandra Albanese

 

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