Adolescenti e identità sessuale: il ‘ruolo’ di noi genitori.

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“Ieri, fuori da scuola, ho litigato con lei”.
“Con lui”.
“No, no. Proprio con lei”.
“Lei preferisce essere chiamata lui”.
“Cioè?”

Non più tardi di una settimana fa ho ascoltato questo dialogo tra due adolescenti.
Il primo era centrato sul fatto avvenuto, mentre l’altro si preoccupava del bisogno del protagonista di essere riconosciuto per ciò che vorrebbe.

Sempre più spesso, soprattutto quando giro per i corridoio delle scuole superiori, mi capita di assistere a relazioni interpersonali che fino a qualche anno fa non avrebbero potuto essere agite in pubblico.

Ragazze che baciano ragazze.
Ragazzi che abbracciano ragazzi.
Coppie che nel mondo adulto sarebbero una violenza alle stereotipie caratteristiche di qualche tempo fa. Che però, nel mondo degli adolescenti, vengono vissute come normalità. 

Poi capita che in redazione arrivi una mail di Rosalba, una mamma di Rimini, che chiede un confronto su questo tema.

“Mio figlio, 15 anni, credo stia cercando risposte sulla sua sessualità.
Non lo vedo interessato alle ragazze, e noto che quando un compagno viene a casa, e lo abbraccia per gioco, per enfasi dopo aver segnato un gol alla play, lui si irrigidisce.
Vorrei parlare con lui, capire con lui.
Ma non voglio essere invadente.
Non vorrei creare poi quel distacco inutile tra di noi… come posso affrontare con lui l’argomento?
Se mio figlio è gay vorrei che lo accettasse, ne parlasse con me e lo vivesse serenamente”.

Adolescenti e identità sessuale

Premetto che stimo Rosalba come se non ci fosse un domani (come direbbero alcuni adolescenti) perché si fa delle domande.
Chiedersi costantemente come affrontare con i propri figli certi argomenti è – per me – il segnale di una genitorialità attenta.

Mi rendo però anche conto che si tratta di un tema delicato, spinoso e – a tratti – pericoloso.

L’identità sessuale degli adolescenti
è un tema complesso
e non facilmente districabile.

Principalmente per due motivi.

In primo luogo perché stiamo parlando dei nostri cuccioli.
Quegli esserini che abbiamo generato e sui quali abbiamo riposto desideri e aspettative, che vorremmo sempre proteggere e vedere felici.

In secondo luogo perché il tema della formazione dell’identità sessuale sta diventando sempre più intricato. Su più livelli.

La sessualità umana costituisce un elemento determinante per lo sviluppo della personalità.

Può essere considerato come un mezzo di espressione e di comunicazione, nucleo centrale dell’identità della persona: riguarda il modo di porsi in relazione agli altri.
Non coincide cioè con gli organi genitali ed il loro funzionamento, ma comprende l’intero corpo e tutta la persona.

L’identità sessuale verrà a costituirsi grazie all’elaborazione affettiva e cognitiva individuale delle caratteristiche somatiche e alle influenze socio-culturali.

Un’esperienza chiave durante l’adolescenza è l’innamoramento, momento di passaggio dagli amori intrafamiliari a quelli extrafamiliari, vissuto frequentemente come esperienza totalizzante. La sessualità viene svincolata dall’esclusiva funzione procreativa e in adolescenza assume una pluralità di significati.
Il comportamento sessuale, infatti, svolge delle funzioni anche a livello non sessuale, come ad esempio una rassicurazione della propria identità, una modalità di affermazione nella relazione con gli altri, una modalità per diminuire la solitudine o gli stati d’ansia.

L’adolescenza è il periodo in cui si pensa a se stessi come non era mai stato fatto in precedenza.

Ci si interroga sui propri cambiamenti, si ha l’impressione di vedere il mondo con occhi nuovi. Chiedersi “chi sono” significa anche porsi delle domande sulle proprie preferenze, ossia sulla propria identità di genere.

L’identità sessuale ha però anche un’altra componente, legata al riscontro sociale, cioè al ruolo: il ruolo sessuale è costituito da quell’insieme di aspettative che si rivolgono ad una persona sulla base del sesso biologico di appartenenza.
Nella nostra cultura esistono aspettative differenti a proposito dei comportamenti ritenuti appropriati ai due sessi, sebbene certe rigide stereotipie, caratteristiche di qualche tempo fa, siano fortunatamente in trasformazione.

Infatti, al netto della comune credenza, la sessualità fra gli adolescenti sta diventando sempre più fluida.

Le vecchie definizioni di eterosessualità e omosessualità sono decisamente superate.

Ormai il nuovo trend è il gender fluid.

gender fluid adolescenti

Secondo un sondaggio dell’agenzia YouGov, il 43% dei ragazzi europei e statunitensi tra i 18 e i 24 anni non si definisce completamente eterosessuale né completamente gay, e neppure bisessuale. L’apertura mentale cresce e gli orientamenti di coppia variano a seconda delle circostanze, dell’umore e della disponibilità propria o del partner.

Pansessualità, polisessualità o poliamore sono i nuovi termini che girano sul web.

Ma c’è una cosa che vorrei dire a Rosalba rispetto al suo cruccio nel rapporto con suo figlio e la sua sessualità.

dobbiamo insegnare ai nostri figli che non c’è sessualità senza sentimento

Adolescenti e identità sessuale

La società e il web altro non fanno se non sottolineare l’aspetto sessuale, fisico, carnale di un rapporto tra persone. Aspetto che viene fortemente confermato dall’innumerevole numero di siti hot a cui i ragazzi hanno accesso tramite la rete che raccontano di una sessualità fatta solo di fisicità.

Ma una relazione non può prescindere dall’aspetto affettivo.

Non importa con chi starai in intimità.
Importa solo che ci sia del sentimento.
E allora tutto è possibile.

Di questo dovremmo parlare con i nostri figli adolescenti: dell’importanza dell’affetto, dell’amore, del rispetto reciproco, della consensualità, della gratuità del donare completamente se stessi all’altro. In un rapporto fatto di piacere ma anche di scambio.

Cara Rosalba, non so se questo mia riflessione sarà di aiuto nel supportare tuo figlio.
Ma sono certo (perché sono un genitore come te) che l’attenzione che poni al tuo dubbio è un valore assoluto. Non sono certo che riuscirai a proteggere tuo figlio dalla fatica della conoscenza di se stesso, ma accompagnarlo in questo viaggio ha un valore inestimabile.

E tuo figlio, prima o poi, se ne renderà conto. 

Perché troverai il modo di parlare con lui, di proporti con il tuo esempio che non sarà una regola ma una possibilità, di appoggiarlo nelle sue scelte e di confortarlo nelle sue paure.

E non può esserci genitore migliore di questo.

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