Ultima modifica 6 Novembre 2015

Il mio post precedente in cui parlavo del peso degli zaini ha creato una bella discussione tra le mie colleghe, mamme e non. Effettivamente gli zaini sono pesanti, pesantissimi e molto spesso i bimbi portano materiale che non serve. Facendo un controllo “a sorpresa” tra i miei alunni ho trovato solo uno zaino su quindici fatto correttamente e seguendo l’orario delle materie, gli altri erano pieni zeppi di libri che non servivano. Qualche genitore mi ha fatto notare cosa pensassi quindi dei libri elettronici in formato pdf che, utilizzati con un semplice lettore come il kindle ridurrebbero di molto il peso dello zaino di un bambino. Caricando tutti i libri in pdf sarebbe possibile avere a portata di mano (nel vero senso della parola) tutti i libri utilizzati a scuola senza alcun aggravio per le spalle dei bambini.

Su questo ho una mia personalissima teoria. Premetto che credo che la tecnologia e insegnamento debbano procedere in totale sinergia. Pensare a qualsiasi tipo di educazione senza tablet e senza Internet è davvero un controsenso visto che i nostri figli sono dei veri e propri nativi digitali nati nell’epoca del web 2.0. Anche il MIUR va in questa direzione visto che dall’A.S. 2013-2014 le scuole dovranno adottare libri in versione cartacea e in versione elettronica sia in virtù di una riduzione del peso degli zaini ma anche per la facilità di aggiornamento tipica di un libro elettronico. Ma da qui a dire che il libro elettronico possa sostituire completamente il libro cartaceo ce ne passa. E vi spiego come la penso.

Il libro cartaceo è come la foto stampata: non morirà mai. Con l’avvento della macchina digitale scattiamo migliaia di foto ma sfido chiunque a non aver stampato quelle più belle e magari averle incorniciate. Vedere le foto dallo schermo del computer è comodo e veloce, ma tenere la foto in mano, osservarne i particolari, tenerla in un libro o nel portafoglio ha un valore aggiunto che nessuna foto visualizzata da uno schermo può avere. Anche le pagine del libro cartaceo e il loro crepitio, la possibilità di sfogliarlo, di scriverci, di scarabocchiarlo magari sono delle possibilità che nessuna invenzione tecnologica può eguagliare.

La memoria visiva: Per esperienza posso dire che molti miei alunni hanno memorizzato i concetti studiati tramite la sottolineatura delle parole chiave fatte tramite i colori, la gomma e la matita. Il kindle e le sue pagine scorrevoli di certo non permettono questo. I bambini della scuola primaria sono troppo piccoli per un testo che scorre così velocemente, alcuni hanno ancora bisogno di seguire le righe con le dita e questo lavoro è di certo faticosissimo in uno schermo touch screen! Uso già i libri elettronici con i bambini DSA e il problema dello scorrimento della pagina, anche se non sembra, è davvero una difficoltà che molto spesso disorienta e affatica la lettura del bambino.

I costi: Come si dice: fatta la legge, trovato l’inganno. Si adotteranno i libri digitali che vengono forniti gratuitamente (come quelli cartacei del resto) ma la famiglia dovrà caricarsi dei costi per l’acquisto dei kindle e dei tablet. Come avviene per gli zaini o per i diari si scatenerà la corsa all’acquisto dell’ultimo modello che, anche il più scarso, è davvero troppo delicato per un bambino di dieci anni! E se si rompe? Se viene danneggiato o rubato a scuola? Si creerebbero una serie enormi di problemi che, a mio parere,la scuola italiana non è ancora preparata ad affrontare.

Le difficoltà tecnologiche: I bambini sono nativi digitali ma non tutti sono preparati ad utilizzare correttamente il computer. Sembra un controsenso ma è davvero così. Immaginate che confusione e che marasma per un insegnante che deve correre “da un kindle all’altro”a risolvere eventuali problemi tecnici. Le diverse marche degli apparecchi possono portare anche difficoltà di visualizzazione o di utilizzo di un programma e non sempre l’insegnante è preparato ad affrontarle.

Insomma, penso che per il momento il kindle a scuola possa davvero aspettare…

Arianna Simonetti

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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