Baby squillo

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

baby squilloProsegue lo scalpore suscitato dalla raccapricciante vicenda delle due prostitute romane, prosegue con nuovi scoop e coinvolgimenti di personaggi della Roma bene. Ma il caso rappresenta solo una piccola parte di un grandissimo problema.
Ce ne occupiamo ( o, meglio, se ne occupano i media) forse perché nello scandalo sono coinvolti personaggi e luoghi important?
Perché non ce ne siamo ( se ne sono) occupati, anzi sono stati vergognosamente trascurati i tanti segnali d’allarme, i tanti casi sparsi per quasi tutt’Italia?
Poche righe, nessuna indagine approfondita nessun incriminato, o almeno nulla che sia stato portato a nostra  conoscenza.

E ci siamo sempre dimenticati delle migliaia di uomini (?) che, ogni anno, visitano alcuni paesi a scopo turistico-sessuale, spesso, e volentieri, intrattenendosi con bambini e adolescenti di entrambi i sessi.
Ma che volete, quei bambini sono, per noi, degli estranei, gli uomini sono italiani, mentre i piccoli no.

E così tutto passava, e passa, quasi sotto silenzio, ogni tanto qualche parola di disgusto, qualcuna di commiserazione per i piccoli sfruttati, ogni tanto qualcuno si indigna, ma poi tutto passa sotto silenzio. In fin dei conti che importa a noi se a soccombere erano giovanissimi stranieri nati e viventi in paesi lontani?
Gli uomini hanno i loro bisogni, si sa, e allora è meglio che si sfoghino altrove, almeno questo sembra il pensiero semiufficiale.
Ma non si può sempre essere in viaggio, e quei brevi periodi non erano sufficienti a saziare i disgustosi appetiti e così è nato il mercato locale.
La domanda sollecita la nascita dell’offerta: è una legge di mercato.

In un mondo dove l’apparire ha preso il posto dell’ essere, dove il denaro è l’idolo assoluto, dove non esistono dignità e amor proprio, l’offerta è esponenzialmente cresciuta. Ma che diavolo di mondo è mai questo?
Con ipocrisia ci si strappano i capelli, si prendono le distanze, ci si dice disgustati, si incolpano  le madri compiacenti, i padri assenti, la scuola impotente, la società….ah la società…ma da qualche tempo abbiamo trovato un nuovo colpevole: il web!

Come se il web non fosse solo un mezzo, più veloce, di una lettera, di un incontro, ma sempre un mezzo utilizzato da persone.
Quelle stesse persone che, da sempre, anche nelle antiche civiltà hanno prevaricato, abusato, violentato utilizzando altri schemi, altri mezzi, ma raggiungendo sempre lo stesso fine: il proprio piacere distorto.
Al di la da ogni etica, morale, giustizia, al di la di ogni valore.

Non accusiamo nessuno se non noi stessi e vediamo di cambiare, di disprezzare platealmente e senza infingimenti, senza dimenticare, senza porre davanti ad ogni cosa la nostra opportunità, la nostra convenienza.
Stiamo più attenti nell’ acclamare idoli, giustificando ogni loro pazzia, ogni loro cattiva abitudine, non incensiamo più attorucoli e veline, spegniamo la tv quando mercifica le persone, non acquistiamo oggetti pubblicizzati dai corpi femminili o maschili, soprattutto chiediamo a gran voce che i nani e le ballerine vengano ricompensati per quanto meritano e cioè poco o nulla e torniamo a valorizzare il merito.
Rimettiamo a posto la scala dei nostri valori e agiamo di conseguenza, torniamo a pensare  e ad ascoltare i nostri figli da subito, anche se non abbiamo tempo, anche se pensiamo di non avere tempo.

Aiutiamoli a crescere perché non diventino baby squillo o inverecondi clienti.

Nonna Lì

 

 

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