Ultima modifica 23 Ottobre 2019

Io odio il nuoto.
I bimbi in piscina per me sono quanto di più triste si possa vedere dal punto di vista di sport, tempo libero e divertimento.
Ma sicuramente il mio è un giudizio parziale, di mamma pigra, allergica alle molecole di idrogeno e ossigeno, e di profana (anzi sacrilega!) in materia di salute e benessere.

Bimbi in piscina, ma quanto fa veramente bene?

bimbi in piscina

Lo sport, il movimento, l’attività fisica è la migliore medicina per il nostro organismo, se fatto fin dalla tenera età poi aiuta mente e corpo. I bambini imparano una disciplina, intesa anche proprio come ordine mentale, apprendono regole e nel frattempo rafforzano il fisico.

La piscina poi a detta di tutti è lo sport più completo.

Il nuoto allunga i muscoli, li allena in assenza di peso, promuove l’acquaticità (cosa non indifferente), mette in moto in modo abbastanza omogeneo tutte le parti del corpo.

Secondo uno studio dell’University of Texas di Austin, pubblicato sull’American Journal of Cardiology, addirittura il nuoto è lo sport che fa meglio al cuore.

Gli esperti affermano che prima dei 4 anni i bimbi in piscina non imparano a nuotare, prima di quell’età infatti  imparano soltanto ad entrare in contatto con questo elemento, sviluppano una certa motricità e una acquaticità, che hanno dimenticato dopo i nove mesi nei quali hanno vissuto “galleggiando”, insomma iniziano a prendere confidenza con l’acqua e a non averne paura, cosa molto importante.

I bimbi in piscina corrono dei rischi?

bimbi in piscina

Diciamo che in assenza di patologie il nuoto fa bene a tutti i bambini.

Soprattutto se, e questo avviene spesso, i bimbi sono in sovrappeso. Praticare nuoto per almeno trenta minuti, e almeno due volte a settimana senza affanno, è una indicazione quasi medica.

Dopo che i bimbi hanno raggiunto una sufficiente capacità natatoria, intorno ai 3-4 anni, si può pensare di iscrivere i bimbi in piscina, ma, sostiene anche la Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), con una certa attenzione ai pericoli che si possono incontrare.

La Sipps infatti ha diffuso alcune raccomandazioni per i bimbi in piscina; alcune di esse sono comuni e scontate, altre invece possono essere sottovalutate.

Ecco quali sono i suggerimenti da seguire per mandare i bimbi in piscina in sicurezza

bimbi in piscina

  • Aspettare 2-3 ore dopo il pranzo per entrare in acqua.
  • Evitare di bere bibite molto fredde dopo il bagno.
  • Evitare di entrare in acqua sudati.
  • Utilizzare asciugamani personali.
  • Fare sempre la doccia prima di entrare in vasca (sia per motivi di igiene che per ambientarsi gradatamente alla temperatura dell’acqua).
  • Evitare di immergersi in presenza di ferite non rimarginate.
  • Scegliere una struttura (in realtà si dovrebbe pretendere da tutte) che garantisca la sorveglianza dei bimbi in piscina, anche quando sono fuori dalla vasca.
  • Avere cura di scegliere la giusta corsia per evitare scontri e collisioni.
  • Utilizzare sempre le cuffie, sia per una questione igienica che di sicurezza, per evitare l’intrappolamento dei capelli.
  • Assicurarsi che gli spogliatoi e le docce siano riscaldati e asciutti.
  • Verificare la temperatura dell’acqua nella vasca, che dovrà essere differente a seconda del livello dei nuotatori (in genere dai 27 per chi fa agonistica, fino ai 30 e più per le vasche con bimbi piccoli).
  • Asciugarsi con cura dopo la doccia.

Un altro “pericolo” per i bimbi in piscina poi è dato dal cloro.

Specificamente le cloro ammine, ovvero sostanze derivate dalla reazione tra il cloro libero presente nelle acque delle piscine combinate con pelle e sudore, anch’esse sostanze presenti in vasca.
Queste cloro ammine, spiega il dottor Eugenio Baraldi, del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova, potrebbero, con frequentazioni molto assidue, aumentare il rischio di asma nei piccoli.
Da uno studio condotto infatti sembrerebbe che ci sia una connessione tra l’insorgenza dell’asma e l’esposizione prolungata ad ambienti clorati (Fonte: un Pediatra per amico).

Ovviamente, precisa Baraldi, lo studio ha evidenziato che questa evenienza si riferisce a frequentatori di tipo agonistico, che passano molto tempo in piscina.

Insomma, nonostante il mio odio, la mia idiosincrasia all’acqua e al nuoto, bisogna ammettere che, con qualche cautela dettata dal buon senso, i bimbi in piscina ricevono molti benefici, e potrebbero anche divertirsi.

Ma a patto, appunto, che si divertano.

bimbi in piscina

La risposta che mi sento di dare alla domanda “la piscina fa bene ai bambini?”, da mamma e non da esperta, è che anche quando si parla di voler avvicinare i bambini ad uno sport, che sia esso il più completo e benefico come il nuoto o qualsiasi altro, il presupposto fondamentale è che venga liberamente scelto da loro, e non imposto da noi.

Alessandra Albanese

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