Bimbi, meduse e altre piccole paure da spiaggia

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Il mare rimane sempre uno spettacolo incomparabile, così come lo è osservare i bambini in spiaggia che, ora con timore, ora impavidamente, si divertono come pazzi a sfidare le onde, ad armeggiare con il secchiello, a pasticciare con la sabbia.
La spiaggia ed il mare sono sicuramente un meraviglioso parco giochi per i piccoli, ma sono anche – purtroppo – luoghi variamente popolati di piccole insidie: meduse, piccoli insetti e sabbia possono infatti essere all’origine di piccoli, ma non per questo trascurabili, fastidi.

Sapete cosa fare quando il vostro bimbo piange disperato sotto l’ombrellone?

Niente paura, basta armarsi delle giusta “artiglieria” e della giusta dose di pazienza.

Meduse

Non hanno bisogno di presentazioni.
Se vi accorgete che il vostro bimbo avverte un improvviso bruciore in qualche parte del corpo mentre è in acqua, è molto probabile che sia stato “sfiorato” da una medusa.

La prima cosa da fare è evitare che il bimbo si gratti o tocchi la parte interessata.

Le strutture urticanti rimaste sulla pelle non farebbero altro che spargersi. E’ invece opportuno sciacquare con acqua di mare la parte interessata e utilizzare, per lenire il bruciore, un Gel astringente al cloruro d’alluminio.

Il Gel astringente ha un’azione antiprurito e blocca la diffusione delle tossine.
In mancanza, si può usare una crema al cortisone anche se ha un effetto più ritardato. Evitare di grattarsi e non usare ammoniaca, aceto, alcool o succo di limone.
Se sopravvengono complicazioni (difficoltà respiratorie, bruciore esteso, ecc.) è assolutamente necesario rivolgersi ad un medico al più presto.

meduse Punture di Insetto

Anche al mare non va sottovalutata la presenza di piccoli molestatori: vespe, calabroni, api, tafani, pulci, zecche, pappataci e zanzare.
Se il vostro bambino (ma vale anche per gli adulti) viene punto, ciò che bisogna fare varia molto dal tipo di insetto: nel caso del morso di zecca è meglio evitare il fai-da-te ed allertare subito un medico o una guardia medica.

Nella altre ipotesi, eccetto nei casi di reazioni allergiche gravi (come shock anafilattico o crisi respiratorie, in cui vanno allertate le autorità sanitarie più vicine), si può intervenire cercando innanzitutto di alleviare il bruciore con impacchi di acqua fredda e, anche in questo caso attraverso il gel al cloruro di alluminio. Altrimenti creme a base di idrocortisone o con antistaminico, che però agiscono più lentamente.

Piccoli tagli

Ciottoli, conchigliette affilate, scogli… Al mare non è affatto difficile, soprattutto se parliamo di bambini procurarsi qualche piccola ferita.
Lavare una piccola ferita con acqua di mare non è una pratica scorretta, ma bisogna sempre tenere conto che si tratta di piccoli, ed è preferibile lavare la ferita con acqua dolce, pulirla con un comune disinfettante e magari applicare un cerottino per evitare che la sabbia o altri detriti possano generare infezioni.

Bimbi e mare 3

Sabbia e irritazioni

Costumino, cappellino d’ordinanza, crema +50 e possiamo pensare che i bimbi siano a posto. E invece no. Perché è proprio con il costume, il sudore e la crema che inevitabilmente “calamita” la sabbia sulla pelle dei bambini, che possono originarsi delle piccole e localizzate irritazioni della pelle. Niente di grave. La prima cosa da fare in questi casi è togliere il bimbo dalla sabbia e lavare delicatamente la parte interessata con acqua dolce. In secondo luogo è opportuno munirsi di un crema lenitiva e rinfrescante anche a base di ossido di zinco o cortisone nel peggiore dei casi.

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Scottature

Contro il grande classico delle vacanze al mare, le scottature, la migliore arma per proteggere i più piccoli rimane sempre la stessa: la prevenzione. Ma se anche tutte le precauzioni del mondo non sono state sufficienti ad evitare questa piccola sciagura, armatevi di pazienza e di una crema specifica per le scottature solari che potrete trovare in qualsiasi farmacia.

Queste sono solo alcune delle piccole “disavventure da spiaggia” che possono capitare ad un genitore, per quanto guardingo e premuroso egli sia. Avete avuto altre spiacevoli o curiose esperienze al mare con i vostri piccoli? Se sì, raccontatecele pure.

Trent’anni, farmacista, laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche presso l’Università della Calabria si occupa di informare e sensibilizzare su temi che riguardano la salute, curiosità sui farmaci, bellezza, prevenzione e tanto altro, attraverso un linguaggio semplice, ironico e adatto alla vita di tutti i giorni.

2 COMMENTI

  1. La mia bambina l’anno scorso é stata punta da una medusa, alla caviglia.
    Un intervento immediato, sul posto, é stato quello di mettere un sasso caldo sulla parte interessata.
    A distanza di un anno non ricordo se avesse alleviato il dolore subito oppure no ma in Liguria, i bagnini, usano questo metodo 🙂

    • Ciao Gloria,

      il calore di una pietra rovente potrebbe inizialmente alleviare la sensazione di bruciore, ma non è un vera e propria soluzione. Inoltre bisogna fare attenzione: lo strofinio di una pietra sulla parte interessata favorisce la rottura delle strutture urticanti, che, spargendosi ulteriormente, possono peggiorare la situazione anziché migliorala.

      Luana.

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