Bocciatura, questo è il problema?

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

bambino-bocciatoIl nuovo ministro francese dell’istruzione sta meditando su una rivoluzione nel sistema scolastico d’oltralpe.
Già molti dei nostri esperti sottolineano che alcuni dei progetti francesi sono stati da gran tempo realizzati da noi, come l’inserimento di bimbi diversamente abili nelle normali classi o, e questo più recentemente, quello di bimbi che non conoscono la nostra lingua.
Progetti di grande respiro e di indubbia validità, ma che da noi sono stati applicati con non poche carenze e grande superficialità, soprattutto senza reti di protezione. Ma il ministro francese sta valutando anche l’efficacia insita nella bocciatura, cioè se effettivamente costituisca un valido spauracchio che spinga i ragazzi a studiare.

Perché, secondo alcuni, questo è il solo senso della bocciatura. E spiegano che importanti e approfonditi studi psico – pedagogici affermano che ha un effetto contrario, soprattutto quando, come avviene da noi, la maggior parte delle bocciature avviene durante il periodo adolescenziale, ritenuto dagli esperti un periodo si crisi e/o nelle zone più povere di denaro e di istruzione.
La conseguenza, dicono sempre gli esperti, è che la maggioranza di quei ragazzi abbandonerà gli studi andando ad ingrossare le fila di quelle persone con lavori precari dequalificati e dequalificanti o resteranno inoccupati con tutte le conseguenze derivanti da queste non prospettive.

Ma è la bocciatura il reale problema? Non è, forse, solo la conseguenza di mancanza quasi totale di conoscenza?
Ripeto, è la bocciatura il reale problema o piuttosto l’incapacità di concepire programmi scolastici interessanti e stimolanti?
Programmi che suscitino la curiosità e la volontà di apprendere? Programmi che seguendo attentamente ogni momento, ogni passo del vorticoso avanzare della tecnologia non trascurino i modi più tradizionali di apprendimento coniugando il rigore alla comprensione evitando l’eccessivo appiattimento. Ho trovato alcuni esperti concordi sulla necessità di adeguare i programmi nel senso descritto, ma……..l’eccessiva lentezza della stesura degli stessi e delle successive decisioni ne rendono impossibile l’avvento.

bocciaturaE, forse per questo, si cerca una via più facile, perciò molti si chiedono se non sia possibile realizzare un sistema che escluda la bocciatura, un sistema che, strutturato su diversi livelli, raggiungibili in maniera diversificata, durante o anche dopo il ciclo di studi, con le carenze chiaramente conosciute, a livello informativo, dai singoli studenti in modo da rendere loro evidente quali percorsi, scolastici o lavorativi, le loro effettive conoscenze possano far loro intraprendere o quali sia necessario acquisire per altri indirizzi. Francamente non capisco.

La bocciatura avviene solo quando si è più che carenti in molte materie che possono essere tutte quelle caratterizzanti il corso di studi prescelto. Carenze derivanti da cause diverse, dalla non predisposizione all’ignavia, alla non volontà, all’indifferenza. I super esperti pensano davvero che chi non ha la volontà di imparare, si faccia spaventare da una bocciatura? E che per chi ha gravi difficoltà di apprendere sia meglio proseguire il cammino scolastico con molte carenze, magari assolute? E, data l’approssimazione con cui sono state concepite, sviluppate ed applicate tutte le riforme scolastiche un’ eventuale eliminazione della bocciatura non si rivelerà come l’ennesimo disastro?

Nonna Lì

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