Bullismo: miti, leggende metropolitane e luoghi comuni.

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Come in tutte le cose, anche per quanto concerne il bullismo esistono miti, leggende metropolitane e luoghi comuni che non permettono un’adeguata comprensione del fenomeno e dunque la possibilità di interventi adatti e mirati.

Ne elencheranno alcuni, con una breve spiegazione del perché non vanno considerati validi.

E’ probabile che una vittima di bullismo possa trasformarsi in bullo successivamente.

Come è stato già accennato nei post precedenti, è altamente improbabile che una vittima possa diventare un bullo. La ragione di ciò risiede nel fatto che bullo e vittima hanno caratteristiche di personalità e di carattere ben specifiche (sebbene ancora in via di definizione) che non pare siano del tutto modificabili.
Ciò non significa che, nel corso dello sviluppo, una vittima non sarà mai in grado di difendersi dai bulli o che un bullo non sarà mai capace di rendersi conto della gravità dei suoi comportamenti.
Qui si vuole solo sottolineare che il passaggio da vittima a bullo (e anche viceversa) richiederebbe un cambiamento così radicale di certi tratti di personalità che pare assolutamente improbabile!

“Sono ‘cose tra bambini/ragazzi’, è giusto se le risolvano da soli, è un modo per crescere.”

Le vittime sono in totale balia dei bulli e non sono in grado di difendersi dai loro comportamenti. Sono in estrema difficoltà a ‘risolvere le cose da soli.’
Uno dei modi che hanno i bulli per isolare ed indebolire psicologicamente le vittime è sottolineare proprio il fatto che da soli sono degli buoni a nulla.
Hanno sempre bisogno degli adulti o che non bisogna mai fare la spia.
In questo senso, se gli adulti non interverranno gli attacchi dei bulli continueranno a ripetersi nel tempo. E’ infatti fondamentale prendere una posizione netta e precisa

A volte le vittime provocano e dunque ‘se lo meritano.’

In genere la maggioranza delle vittime di bullismo non provocano nessuno.
Tuttavia, abbiamo visto che esiste una percentuale di cosiddette ‘vittime provocatrici’ che, per difficoltà personali, assumono atteggiamenti che possono suscitare reazioni negative negli altri. Un conto è una reazione negativa e sbagliata estemporanea e istintiva, un altro sono le continue umiliazioni alle quali i bulli sottopongono sistematicamente le loro vittime. Queste non sono risposte a provocazioni e non possono assolutamente essere giustificate.

Il bullismo è un fenomeno circoscritto all’ambito scolastico.

Purtroppo il fenomeno del bullismo può avere luogo in tutti i contesti di vita dei bambini e dei ragazzi. Si pensi, per esempio, a situazioni di prepotenza durante le attività extra-scolastiche come i contesti sportivi o musicali.
Talvolta, purtroppo, avviene anche tra i boyscout o in oratorio.
Ovviamente, essendo la scuola il luogo dove i nostri figli passano la maggior parte della loro giornata, la probabilità che il bullismo sia più diffuso è più alta che da altre parti.

Il bullismo è un comportamento comune e ‘normale’ dell’infanzia e dell’adolescenza.

Sebbene l’aggressività faccia parte delle relazioni tra bambini e ragazzi e non vada considerata sempre come qualcosa di negativo, essa non deve assolutamente essere la modalità prevalente. La socializzazione deve sempre basarsi sul rispetto e sulla comprensione degli altri.

Le classi e le scuole con pochi studenti sono meno soggette al fenomeno del bullismo.

Il fenomeno del bullismo non dipende dal numero di studenti presenti a scuola o nelle classi. Tuttavia, in contesti di piccole dimensioni, è certamente più semplice controllare e prevenire il fenomeno.

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