Ultima modifica 10 Ottobre 2019

La casa in Cina è quella che ci ha accolto ormai quasi cinque anni fa, e che (curiosamente per chi come noi è espatriato) è rimasta sempre la stessa da quella volta.
E’ la casa con la vista sul lago e sulle sterminate distese di grattacieli.
E’ la casa con sotto la scuola cinese, dalla quale ogni lunedì si sente suonare l’inno e nel quale campo sportivo i ragazzi fanno gli esercizi mattutini, tutti in fila come bravi soldatini.

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La casa in Italia è quella che ho lasciato ormai cinque anni fa, quella costruita quasi dal nulla, con lacrime, sudore e sangue. Quella nella quale io e mio marito (allora fidanzato) abbiamo trascorso molte fredde sere d’inverno a metter su le cassematte delle porte o a posare i tubi del riscaldamento, cenando con pizza da asporto e usando scatole di cartone come sedie.

La casa in Cina è quella che ho scelto non perché mi piacesse particolarmente, ma per tutta una serie di motivi pratici che ce l’hanno fatta preferire ad altre magari più carine: le doppie finestre, nessun balcone aperto sul nulla (siamo al ventiseiesimo piano!) ma tutti chiusi da solide verande, il condominio comodo e frequentato, i negozi vicino, l’asilo da raggiungere a piedi.

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La casa in Italia è quella del giardino che fin da ragazzina avevo sognato e che ora nessuno si gode (e che sarebbe pure incolto se la famiglia di mio marito non fosse amorevole e disponibile a dare una mano!). La pergola con il glicine, comperato poco prima di andar via, fiorita io purtroppo l’ho vista solo in foto.

La casa in Cina è quella che per troppo tempo è rimasta mezza vuota e impersonale “perché tanto sono una expat”.
Mi ricordo tutte le signore conosciute all’inizio qui ad Expatland, non osavano comperarsi nemmeno una pentola in più “tanto qua restiamo solo per un periodo”.
E alla fine me ne sono infischiata: ho incominciato a comperare delle cose mie, dei mobili, dei quadri, degli oggetti che mi facessero sentire la casa un nido e non unicamente un involucro dove stare protetti.

La casa in Italia è quella che, quando entro dopo mesi di assenza, mi fa salire le lacrime agli occhi.
E’ quella studiata nei minimi particolari, con i mobili, i colori, le decorazioni che ho scelto io.

La casa in Cina è quella di pessima qualità, tutta apparenza e niente sostanza, nella quale si rompe un pezzo diverso ogni settimana e con delle decorazioni interne che io non avrei scelto mai.

La casa in Italia è quella dove ho lasciato un pezzo di cuore, dove mi sento a mio agio, dove respiro armonia, ma dove purtroppo non mi sento più a casa.

La casa in Cina è quella che non sentirò mai veramente casa, ma dove sono i miei affetti e la mia vita e per questo la amo.

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