Caso Prati. L’ultima (forse) puntata dell’affaire più seguito dell’anno

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Il caso Prati con annesso matrimonio con l’uomo invisibile Mark Caltagirone è giunto, forse, all’epilogo.

D’altronde che si potranno inventare più per ridare lustro a una soubrette quasi pensionata che non si vuole arrendere all’oblio?

Non ditemi che non sapete dell’affaire più seguito dell’anno, ovvero il finto matrimonio di Pamela Prati col finto imprenditore Mark Caltagirone.

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Vabbè, per farla breve a maggio Pamela Prati, ballerina del Bagaglino ormai disoccupata, ritorna in tv con la notizia del suo matrimonio con questo imprenditore. Poi il matrimonio non si fa più. Poi ci si chiede chi sia questo Mark Caltagirone. La Prati zompetta di qua e di là tra un salotto televisivo e un altro e approda infine a Chi l’ha visto. Non per cercare il suo sposo che ormai lo sanno tutti che non esiste. Ma per parlare di truffe d’amore a donne sprovvedute che credono di avere relazioni a distanza con fantomatici uomini con cui però altro non fanno che chattare e scambiarsi effusioni e foto virtuali.

Si. Avete capito bene. Chi l’ha visto. Programma tv che negli anni (tanti) si era guadagnato una reputazione di serietà e autorevolezza.

La signora Prati però non si espone. Non piange come ha fatto finora dalla D’Urso o dalla Toffanin. Non si alza per poi tornare a sedersi. Semplicemente testimonia come donne anche di una certa popolarità possono trovarsi invischiate in queste truffe amorose. Ci può stare.

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Ci sta anche che chissà quanti spettatori hanno cambiato canale dal 5 al 3 per non perdersi neanche un minuto della telenovela. Pensavano i vertici della Tv di stato.

Ma la manovra sembra non aver funzionato perché lo share di rai3 non si è mosso dall’usuale 10% e la D’Urso invece è rimasta protagonista indiscussa della serata col 19%. (Secondo Il Giornale).

Ma noi oggi non vogliamo commentare il programma di Rai3. E neanche il caso Prati.

Quello che ci (mi) incuriosisce di più è il fattore antropologico dell’homo videntium italicus del terzo millennio. Lo spettatore medio televisivo italiano per tradurre in lingua volgare.

Che si appassiona al caso Prati. Si interessa allo sposo fantasma. Guarda la sposa in lacrime per aver creduto alla favola del principe azzurro. Commenta la truffa amorosa che manco la Bruzzoni a Ballando con le stelle e poi dice “a Pamè… ma com’è che nun c’hai avuto manco ‘n sospetto??”

Oppure, disincantato e furbo dall’inizio sa che tutto ciò fa parte del circo mediatico nel quale si butta una soubrette sul viale del tramonto per raggranellare qualche spicciolo di ospitata.

D’altronde il diritto di opinione lo diamo a tronisti e gieffini, chi è Pamela Prati per non avere la chance di stare in tv dopo tanti anni di onorato servizio??

A me infatti la Pamela Prati non sta antipatica. Certo, non la annovero tra gli attori degni di Oscar, anche se ultimamente ha dato prove recitative non indifferenti.

Mi fa addirittura tenerezza. Che si è prestata a questo gioco al massacro. Fino alla fine.

Fino a quando le hanno dato il badge da appendere alla giacca del tailleur e passeggiare tra i corridoi di Rai3. E starsene lì seduta in studio, serva muta a favore di temi di alta attualità.

Forse la preferivo piangente dalla Toffanin. Almeno aveva un senso. Che era quello di fare folklore.

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Cosa resterà di questa storia dopo che l’estate passerà, gli esami dei nostri figli saranno conclusi e finiranno le canzoni-tormentone, la tv dei film riciclati e gli intermezzi con spezzoni presi dalle teche delle emittenti pubbliche e private?

Poco. Nulla forse. Spero qualche soldo in più nelle tasche della signora. Almeno è valsa la pena.

A noi spettatori di avere assistito all’ultimo (per il momento) passo nella Tv del trash.

E spero sia valsa la visione della Prati a Rai3 a qualche donna imbrigliata in relazioni finte nate solo per circuire incapaci e magari derubare loro qualche soldo o chissà cosa.

Commentavo così proprio l’altra sera via chat con il mio nuovo fidanzato Brad.

Classe 1971, dicono buona annata per il barolo, viaggiatrice per indole, blogger per caso, mamma per scelta di 2 ragazzi di 8 e 14 anni che come tutti i figli (maschi per giunta), mi fanno tribolare.

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