C’era una volta il principe azzurro: una riflessione sul genere? [Recensione]

L’altra sera dopo aver messo per un attimo i film della Marvel in stand-by, siamo tornati su Netflix a guardare C’era una volta il principe azzurro.

Se settimana scorsa vi avevamo parlato della poesia e della bellezza del cartone animato l’Elefante del mago, oggi vogliamo parlarvi di questa pellicola che non ci ha fatto impazzire!

Per carità, non sto dicendo che non debba essere guardato, alla fine è piacevole, sicuramente con il cast di voci internazionali che ci sono è meglio in lingua originale!

C’era una volta il principe azzurro esplora cosa succederebbe se ci fosse un rovesciamento dei ruoli e degli stereotipi della fiaba classica.

Se in pericolo o con una maledizione non fosse più la solita principessa ma un principe: il principe azzurro.

LA TRAMA ROVESCIATA IN C’ERA UNA VOLTA IL PRINCIPE AZZURRO

Il protagonista di questa pellicola d’animazione è il principe Filippo che da piccolo è stato vittima di un potente maleficio, opera di Nemesi Mal D’Amore.

Una donna dal cuore spezzato, innamorata dell’allora principe nonché padre di Filippo.

Il maleficio lo condanna a far innamorare di sé qualsiasi donna che incontra, facendo infuriare i mariti o i fidanzati di queste.

In questa maledizione, sono cadute anche le tre principesse più famose della storia: Biancaneve, Aurora e Cenerentola.

Ma come ogni fiaba che si rispetti anche il principe Filippo può riuscire a spezzare questa maledizione.

Trovando il suo vero amore entro il suo ventunesimo compleanno, in caso contrario l’amore non esisterà più nel suo regno.

Il padre per riuscire a trovare la fanciulla della sua vita ha in mente la grande sfida, ossia un viaggio in cui dovrà superare tre prove impossibili.

In tutto questo non sarà solo, incontrerà sotto mentite spoglie Lenore, una ragazza con il cuore spezzato incapace di provare amore e quindi immune al sortilegio di Filippo.

c'era una volta il principe azzurro

C’ERA UNA VOLTA IL PRINCIPE AZZURRO: RIFLESSIONE SUL RUOLO E SUL GENDER

Questo film è chiaramente una riflessione sul ruolo e sul gender in epoca moderna, utilizzando le fiabe classiche.

Le ragazze sono emancipate, non devono essere salvate.

Se tenete presente l’animazione dell’ultimo decennio abbiamo abbandonato la stereotipata concezione che le ragazze erano delle principesse che dovevano essere salvate.

Le protagoniste femminili dell’animazione sono delle guerriere, sono avvincenti e determinate e forse non si lasciano condizionare dall’amore romantico.

Vi basti pensare a Raya, ad esempio!

Anche la protagonista di questa pellicola Lenore, è così ed è in netta contrapposizione con il ruolo del principe che sembra una donzella, senza doti e senza grandi abilità!

c'era una volta il principe azzurro

Nel film inoltre ci sono numerosi riferimenti alla cultura moderna dei giovani, come i selfie, il modo di porsi a volte arrogante…

Possiamo dire che C’era una volta il principe azzurro aveva tutte le premesse per portare sulla scena un punto di vista innovativo e soprattutto esilarante, peccato che non sia stato del tutto così.

Sostanzialmente manca la struttura narrativa di base, tutto corre frettolosamente per arrivare al finale.

Devo dire che ho apprezzato alcuni personaggi, come le donne giganti colorate e particolari e la scena finale, non del tutto scontata però!

Concludendo, il film ci regala un messaggio molto importante ossia quello di distinguere o insegnarci a distinguere tra l’amore dell’infatuazione delle apparenze e l’amore vero, quello che cresce dentro di noi.

Ovviamente, questo può essere compreso dall’adulto che guarda il film o dalle ragazzine adolescenti.

#Speventometro 0

A mio avviso non ci sono scene spaventose per i più piccoli!

Dati tecnici:
C’era una volta il Principe azzurro
di Ross Venokur
2018, M2 Pictures
durata 1 h e 30 min
Animazione per famiglie

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

GLI ULTIMI ARTICOLI

More article