Cheesecake diversa: la ricetta delle Nuove Mamme

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Ieri, uno dei pochi pomeriggi liberi dai miei impegni da tassista tra scuola calcio, tennis, doposcuola e feste, ho deciso di dedicarmi all’arte pasticcera, e avendo (incredibilmente) tutti gli ingredienti giusti ho deciso di fare una cheesecake.

Cheesecake diversa, variante della torta americana più famosa al mondo

cheesecake

A dire la verità il cheesecake (o la cheesecake) è un dolce originario della Gran Bretagna.
Ma è dall’America che poi si è diffusa anche nel nostro paese.
È una torta molto particolare, a base di formaggio spalmabile.
La New York cheese cake prevede la cottura in forno, mentre per alcune altre versioni la ricetta è a crudo.

Si può dire anche per questo dolce che esistono migliaia di ricette. Ogni casa ha la sua, e ogni sito di aziende casearie rimanda a moltissime proposte.

Le ricette di cheescake della Galbani  ad esempio vanno bene per tutti i gusti e per ogni stagione.

Io amo questa torta, ma i miei figli sono più tradizionalisti. Per loro il formaggio spalmabile va col pane!

Ecco perché ho optato per una variante con mascarpone e ricotta che, come dicevo, avevo in casa nonostante la mia poca propensione ad essere una brava manager del frigo.

Questa versione è un po’ più dolce della ricetta tradizionale, grazie all’utilizzo di questi due ingredienti che si uniscono perfettamente per soddisfare i palati “raffinati” come quelli dei miei figli.

Ed ecco la mia ricetta di Cheesecake diversa al mascarpone e ricotta.

cheesecake

Ingredienti:

  • 250 grammi di Mascarpone.
  • 250 grammi di Ricotta.
  • 230 grammi di biscotti tipo Digestive.
  • 100 grammi di Burro.
  • 3 uova intere.
  • 110 grammi di zucchero.
  • 1 bustina di vanillina.
  • 100 ml di panna liquida.

Procedimento:

Ho lasciato fuori dal frigo il mascarpone per circa una mezz’oretta prima di cominciare la preparazione per renderlo cremoso e ho usato uova a temperatura ambiente.

Ho tritato i biscotti in un mixer e ci ho aggiunto il burro fuso. (Se volete impegnare i vostri figli nella preparazione fate loro tritare i biscotti in un panno con un mattarello, piccoli pasticceri crescono!).

Ho versato il composto su una base rotonda di una teglia a cerniera. Per raffreddarlo più rapidamente l’ho messo in frigo per circa 30 minuti (fuori ci vuole 1 ora circa).
In una ciotola ho mescolato tutti gli altri ingredienti: uova, zucchero, mascarpone, ricotta, panna liquida e infine vaniglina.
Dopo avere amalgamato la crema l’ho versata nello stampo sulla base di biscotti ormai raffreddati.
Ho infornato a 170° per un’ ora.
Dopo avere tolto la cheesecake dal forno ho aspettato che fosse ben fredda e l’ho sformata.

Nel frattempo ho fatto il “topping”. La copertura insomma!

cheesecake

In un padellino ho lasciato andare a fuoco dolce un paio di cucchiai di zucchero, mezzo bicchiere d’acqua e i frutti di bosco (io li ho comprati surgelati, ma chi avesse la fortuna di trovarli freschi… che ve lo dico a fare) e ho mescolato fino a ottenere una consistenza leggermente densa.
L’alternativa a questa glassa potrebbe essere della semplice marmellata, della frutta fresca, o delle guarnizioni di cioccolato fuso.
Vanno bene anche dei riccioli di cioccolato, a seconda dei gusti.
Una volta che la cheesecake era ben fredda ho provveduto a ricoprire la superficie con la mia glassa.
E mentre per farla ci ho impiegato circa un paio d’ore tra preparazione e cottura, per consumarla i miei figli, con i compagnetti che avevano invitato, ci hanno messo si e no una decina di minuti!

Insomma, un successo.

Vorrei darvi infine qualche ultimo consiglio per “personalizzare” questa torta veramente golosa:

Al posto dei digestive potete usare biscotti secchi di qualsiasi marca.
La variante “tutta cioccolato” potrebbe prevedere l’aggiunta di qualche cucchiaio di cacao alla crema di mascarpone e ricotta. O delle gocce di cioccolato. O tutte e due!

Classe 1971, dicono buona annata per il barolo, viaggiatrice per indole, blogger per caso, mamma per scelta di 2 ragazzi di 8 e 14 anni che come tutti i figli (maschi per giunta), mi fanno tribolare.

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