Ciao Uccellino. Il Librido di Gallucci Editore

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ciao uccellino

Ultima modifica 17 Settembre 2019

È sempre difficile iniziare un nuovo percorso.

Soprattutto se riguarda i libri e nel ricevere consigli sui libri! Amici eterni, intimi e prediletti, siamo soliti a cercare conferme da chi ci fidiamo, per tuffarci in sane letture.

Per rompere il ghiaccio tra noi, magari, come in un libro, proverò a raccontarvi un po’ di me:

Mi chiamo Sylvia. Ho 40 anni tondi, sono una pedagogista e tra le varie cose di cui mi occupo c’è anche la lettura, la letteratura, i libri, le fiabe, le immagini e le illustrazioni.
Ho uno splendida cagnolona che io definisco “la mia figlia pelosa” e che m’ha piacevolmente costretta a un approfondimento bibliografico sui cani e il loro mondo; un figlio pre-adolescente che spizzica letture di ogni genere, ovunque (più avanti, e ve lo prometto, vi narrerò di spizzicar e diritti del lettore); un nuovo arrivato di 8 mesi che mi ha ri-catapultata nel mondo dei libri per i più piccoli.”

E proprio su quest’ultimo mi voglio soffermare, dedicando questo nostro piccolo primo incontro a una tipologia di libri che avevo totalmente ignorato con il mio primo figlio e che, oggi, vuoi per le conoscenze acquisite, ho voluto rivalutare proprio per l’importanza, per i bambini, di scoprire il mondo con le mani: i libri sensoriali.

Snobbati dai più (nei gruppi Facebook dedicati alle letture per la prima infanzia non vedo mai post a loro dedicati) e spesso nascosti nei meandri delle librerie, gettati in un angolo sperduto o posti a incastro in cilindri di plastica trasparente, dove “sfogliarli” diventa impossibile, io ne ho pescato uno molto carino.

Ciao uccellino

Sia chiaro, nella mia ricerca mi ero posta degli obiettivi, perché il libro (e di conseguenza la sua lettura) potesse essere vissuto in prima persona da mio figlio.

Quindi, doveva avere dei requisiti precisi:

  • essere maneggevole anche per un bimbo della sua età
  • essere di un materiale morbido, invitante al toccar e stropicciar, ma che al tempo stesso producesse rumore (componente che, per il bimbo piccolo, già rappresenta una piccola e personale narrazione)
  • con immagini per lui chiare e semplici, evitando una rappresentazione caotica, fatta di elementi troppo pesanti per un’attenzione ancora ridotta al minimo
  • illustrazioni che permettessero l’interazione con l’adulto, favorendo la creazione di suoni e piccole storie da raccontare, per un momento di gioco e condivisione

Ho fatto fatica a trovare un libricino con queste caratteristiche. Lo ammetto.
Le proposte in giro sono poche o non tengono conto di tutto ciò che ho trascritto più sopra.

Ma poi, ecco cadere la mia attenzione su “Ciao Uccellino!” un LIBRIDO (un libro ibrido) di Gallucci editore.

Di sole sei pagine, rumorose, con un manico che fa da sonaglino e le immagini con colori contrastanti (bianche, nere, rosa e azzurro) su simpatici animali, mi ha convinta.

L’ho preso e proposto all’ultimo arrivato di casa e, come pensavo, il fattore “rumore” è stata la variabile che ha fatto la differenza.

Libero di vivere anche da solo la scoperta del suo primo libro, ma anche occasione per stare insieme, imitando il verso degli animali protagonisti (uh, com’è importante questa cosa per lo sviluppo del suo linguaggio e giuro che approfondirò la questione più avanti, se lo desiderate) e breve storie a loro dedicate.

Un piccolo libro che si presta a più giochi, ma che soprattutto, inizia quel doveroso seminar libri nella sua quotidianità, primo passo per un’educazione alla lettura, non come obbligo, bensì come occasione di crescita, passione e piacere personale.

E voi, cosa ne pensate. Quali esperienze avete?

Se vi è piaciuto questo primo articolo o se vi ho stuzzicato la curiosità su alcuni temi oltre che sui libri sensoriali e ne volete sapere di più, lasciate un piccolo commento.
Chissà che non siano le scintille per i prossimi articoli!

2 COMMENTS

  1. Grazie Sylvia, ho trovato la tua recensione attenta e partecipata. Un tempo ero educatrice negli asili nido e ricordo di aver costruito, grazie a corsi di formazione, libri o come direbbe Munari “pre-libri” che andavano a stimolare la manualità e l’attenzione dei più piccoli. E trovavo molto gratificante i loro sorrisi e la loro interazione con essi.

  2. Grazie Monica per la tua risposta. Soprattutto per la conferma e la citazione a Munari, un grande Maestro!
    Troppo spesso ci scordiamo che dev’essere il bambino al centro di tutto, al centro del suo percorso di crescita e sviluppo. Invece, l’importanza dell’esperienza viene, sovente, tralasciata a favore di una partecipazione passiva e di riflesso di un fare che non è il nostro e che non dà occasione per un apprendimento autentico e originale.

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