C’è modo e modo per dire di “no”!

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Per crescere sicuri e forti i bambini hanno bisogno anche di qualche “no”, quando necessario.

In primis, i limiti e le regole comunicano sicurezza: tracciano i binari e le coordinate che consentono ai bambini di imparare a orientarsi e distinguere tra ciò è lecito/possibile e ciò che non lo è.

I limiti aiutano anche ad acquisire il senso del controllo e del limite, che poi diventa gradualmente interiorizzato determinando così lo sviluppo del cosiddetto “autocontrollo”.

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Inoltre fare i conti con qualche “no” aiuta ad allenarsi ad affrontare anche le frustrazioni e la capacità di reagire ad esse sarà funzionale per un buon adattamento sociale.

Dalla teoria alla pratica…

Nella pratica, però, per noi genitori non è sempre facile riuscire a dire di “no” e mantenersi fermi e coerenti nella posizione presa. Spesso infatti, soprattutto dinanzi al pianto, a reazioni di disperazione e capricci dei nostri figli, il rischio di desistere è alto.

Tuttavia se cediamo, rischiamo di vanificare il “no” e di rinforzare in nostro figlio l’atteggiamento di pianto o bizza per ottenere qualcosa. Inoltre il nostro “no” rischia di perdere di credibilità, se noi in primis oppure anche altri (papà o nonni) si pongono in una posizione di contrasto, senza considerare che messaggi incoerenti e contrastanti destano confusione e destabilizzano nei bambini.

Pertanto sebbene i limiti e i “no” possano risultare difficili da “digerire” per i bambini e da attuare per i genitori, sono comunque importanti per la crescita.

Magari è importante soffermarsi a riflettere sul modo in cui dire di “no”.

Nella mia esperienza di mamma vedo che i bambini sono più inclini ad accettare il limite quando percepiscono da parte dell’adulto un atteggiamento fermo ma al contempo caldo e affettuoso.

Per prima cosa, è importante che comprendano che il limite è circoscritto alla singola e specifica situazione. Il no non pregiudica il legame con mamma o papà.
Inoltre quando comunichiamo qualcosa ai nostri bambini, iniziamo a metterci alla loro altezza: questo consente di porre la comunicazione su un piano più avvicinabile e accettabile, “a misura” loro.

Io credo molto nel dialogo con i bambini fin da piccoli.

Inginocchiati alla loro altezza, cercando un contatto fisico, con tono fermo ma al contempo calmo, proviamo a spiegare, in modo semplice e sintetico, il motivo della regola e/o del limite. Dinanzi ad un atteggiamento caldo e teso al dialogo accogliente, i bambini sono più disponibili all’ascolto e alla comprensione.
Con questo non voglio certo dire che non ci possano essere altri tentativi di ripetere il comportamento “sbagliato”, ma il rischio di reazioni forti è sicuramente limitato e comunque la reiterazione è spesso una richiesta di conferma.

In conclusione, se diciamo qualche “no”, questo non fa di noi dei genitori “sbagliati” o “cattivi”, ma semmai dei maestri di vita.

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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