I videogiochi possono essere un mezzo per socializzare. Ma bisogna imparare a gestirli.

Ultima modifica 22 Aprile 2021

Il tema dei videogiochi e del loro utilizzo è molto presente nelle famiglie con figli tra i 12 e i 17 anni (più o meno…), anche se ormai ci sono bambini più piccoli che ne fanno largo uso.

Si può affermare che i videogiochi siano parte integrante delle nostre quotidianità e delle nostre routine.
Sono qualche cosa di piuttosto comune anche perché molti genitori di oggi ci hanno avuto a che fare, ovviamente in forma diversa (chi non ricorda i primi Super Mario, Zelda o Sonic oSensible Soccer, per esempio?).

Tuttavia, a differenza di quando noi genitori eravamo bambini e adolescenti, la diffusione di questi programmi è diventata maggiormente invasiva. Si pensi solo alla possibilità (quasi inconcepibile meno di 30 anni fa) di averli a disposizione in qualsiasi luogo e momento, attraverso cellulari e tablet.
In questo senso, il rischio di poterne fare un uso eccessivo e smodato è dietro l’angolo, di questi tempi, specialmente in un momento in cui la maggior parte delle nostre attività è confinato tra le mura domestiche.
In particolare, nei momenti di noia (sul cui tema rimando all’ottimo articolo di una collega su questo sito!), è molto facile, per non dire automatico, data l’immediatezza della tecnologia informatica, farne uso e, forse, esagerare.
Dunque, lungi dal volere demonizzare i videogiochi, ritengo che essi vadano utilizzati in modo adeguato ovvero ‘pensato’ e ‘ragionato.’ Ecco alcune indicazioni che potrebbero tornare utili in questa direzione!

Create delle regole condivise riguardo l’utilizzo della tecnologia in casa e fuori.

Il tema dell’uso dei videogiochi riguarda principalmente il mettersi d’accordo sugli orari (più nello specifico, la loro possibile interferenza con altre attività come i compiti a casa!) e sulle circostanze in cui vengono utilizzati. Per esempio, possono meno essere usati al ristorante o durante le visite a casa dei nonni?.
Per riuscire ad accordarsi su questi aspetti, il consiglio è quello di non “imporre dall’alto” le regole ma di coinvolgere i figli nel processo di definizione e capire le loro esigenze e le loro preferenze in tale uso. Molto brevemente…le regole ‘rigide’ non portano da nessuna parte (non solo nel caso dei videogiochi!).

I videogiochi possono essere un mezzo importante per la socialità.

Dato il grandissimo sviluppo di internet e delle tecnologie informatiche in generale, è piuttosto comune che gli studenti decidano di trovarsi a giocare tra loro online, arrivando addirittura a formare delle piccole comunità virtuali.
I genitori possono far sì che questi momenti si ripropongano anche nel mondo concreto (ovviamente quando ciò sarà possibile!) e dunque che gli amici ‘virtuali’ diventino ‘carne e ossa.’

Ricordatevi di quando eravate piccoli e non resistevate alla magia dei videogiochi!

Se osservate i vostri figli quando giocano con i videogiochi, noterete che si fanno facilmente entusiasmare. Si potrebbe dire che prendano questa attività molto seriamente e dunque ci spendano molto tempo e impegno.
A volte la cosa potrebbe lasciarvi perplessi e portarvi a pensare cose come “ma come fanno a dare tanta importanza a una cosa del genere?” Ebbene, questo accade perché assumete il punto di vista di adulti! Provate a mettervi nei panni dei vostri figli e a ricordare il vostro passato: ciò che fanno loro non è lo stesso che facevate voi alla loro età, ovviamente con giochi meno sofisticati?

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