Uffa che noia! Che fare quando i nostri figli si annoiano.

Ultima modifica 1 Marzo 2021

Eh già! Con le restrizioni di questi mesi, che hanno portato alla sospensione di attività sportive, cinema, teatri e ristoranti, è diventato sempre più facile e frequente provare una pesantissima sensazione di noia.
Un’emozione che sta accomunando grandi e piccini, a cui non siamo abituati e che non vediamo l’ora di far sparire.
La vita moderna, infatti, è diventata frenetica. ( o almeno lo era 🙂 )
Si alternavano impegni lavorativi/scolastici ad impegni sportivi e ricreativi.
Nei pochi momenti liberi tra un’attività e l’altra, ci ci pensavano le nuove tecnologie a tenerci occupati.

Insomma, non ci si annoiava mai!

La noia però, come tutte le emozioni, ha  accompagnato l’evolversi delle varie specie animali, compresa quella umana, e questo non è successo a caso.
Questo sentimento ci segnala che l’ambiente circostante non sta proponendo stimoli rilevanti e ci consente quindi di concederci del tempo per ricaricare le batterie.

i figli si annoiano

L’energia che viene accumulata nei periodi di noia è quella che ci permette di essere più scattanti al comparire di una novità di nostro interesse.
Se non esistesse la noia, dovremmo mantenere sempre attivi i nostri circuiti nervosi (e il nostro corpo), con un dispendio energetico enorme.
Questo ci porterebbe ad essere sempre tremendamente stanchi e sempre meno capaci di rilassarci e di dormire bene (suona familiare?!).

Una volta recuperate le energie, però, la noia ci offre un altro meraviglioso dono: la creatività.

Quando il nostro corpo non necessita di un particolare apporto di glucosio e ossigeno per muoversi, è il cervello a concedersi il lusso di farne uso, attivando tutte quelle aree non direttamente coinvolte in altri compiti.
Infatti il nostro organismo (corpo e mente) non può fare a meno di essere in continua attività (anche mentre dormiamo!).
Ecco quindi che si creano connessioni nuove tra eventi appresi e che si ipotizzano nuove strategie per la soluzione di problemi.
Ed è nella calma che nascono le idee migliori!
Che dire poi dell’ascolto di sé?
Non so se vi sia mai capitato di dimenticarvi di pranzare: in mille faccende affaccendati, non ascoltiamo i segnali della fame finché, terminate le attività, non si fanno sentire in tutta la loro forza.

Ebbene, è nei momenti di noia che siamo più disposti ad ascoltare i nostri pensieri, i nostri sentimenti ed il nostro corpo, scoprendo i nostri bisogni più profondi.

bambino si annoia

Che fare quindi quando vostro figlio si annoia?

Modificare la nostra personale idea di noia.
Non si tratta di un’emozione “negativa” e non è un male provarla. Finché non saremo convinti di questo, cercheremo in tutti i modi di allontanarla e non permetteremo a noi e ai nostri bambini di goderne i benefici.

Tollerare le richieste insistenti del bambino.
Come abbiamo detto, l’essere umano prova un innato bisogno di rimanere attivo.
Il bambino, però, è spesso abituato a rivolgersi all’adulto per farsi aiutare nel soddisfacimento dei suoi bisogni (dal cibo, alla sicurezza…) ed è quindi istintivamente portato a chiedere il suo coinvolgimento in un’attività anti-noia.
In un primo momento può essere utile incoraggiare il bambino all’esplorazione delle opportunità che l’ambiente può offrire, e lasciare che se la cavi da sè.
Spesso bastano una coperta ed una sedia per dare vita ad un castello abitato da principesse o draghi alati.

Se il bambino fatica troppo a trovare da sè un’attività e ci accorgiamo che le sue richieste stanno per noi diventando eccessivamente fastidiose, possiamo adottare alcune di queste strategie.

Aiutare il bambino a tollerare la noia per periodi via via più lunghi, servendosi di un orologio (per i più piccoli usare orologi con le lancette).
Gestire la noia è un’abilità che, per essere appresa, necessita di tempo ed allenamento, soprattutto al giorno d’oggi.
Dare una limitazione temporale al momento di noia può aiutarlo a non percepire la frustrazione come interminabile e a motivarlo a cercare strategie.
La quantità di tempo deve ovviamente adattarsi all’età del bambino e alle sue abitudini: bambini molto piccoli all’inizio possono tollerare una manciata di minuti, non certo decine!

Aiutare il bambino nella ricerca di attività da fare, costruendo lo scrigno della noia: una scatola contenente idee su attività piacevoli (leggere, disegnare, costruire con i lego, addestrare il cane, pettinare bambole…).
Spesso quando un bambino è annoiato prova frustrazione, rabbia.
E’ quindi attivato emotivamente e fisicamente e, come detto prima, diventa molto difficile per lui elaborare strategie per intrattenersi!
Insegnare tecniche di mindfullness trasformando la noia in un’occasione unica per riscoprire la meraviglia!

Seguite tutti i nostri suggerimenti per divertirvi in casa. Insieme. 

E voi, come gestite la noia?

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