Ultima modifica 21 Aprile 2021

Crescere dei bambini non è cosa facile.
Non si tratta solo di prendersi cura di loro, ma anche di far capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Imporre dei limiti dove necessario, insegnar loro a riconoscere e gestire le emozioni… e mille altre cose ancora fanno parte di quell’universo gigantesco che si chiama EDUCAZIONE, ossia insegnare ai figli come stare al mondo.

E chi ha questo arduo compito? Ovviamente noi genitori, e chi sennò. E non c’è nulla da fare: ciò che diventeranno i nostri figli dipende molto da come siamo noi e da cosa gli abbiamo insegnato.

Ma se mamma e papà hanno due linee educative diverse? Se hanno opinioni contrastanti su come tirar su i figli? Ecco, qui bisogna un attimo fermarsi a riflettere.

Perchè un’educazione contraddittoria o conflittuale pone le basi per una crescita caratterizzata da insicurezza e mancanza di punti di riferimenti precisi.

Mentre una coppia unita sull’educazione dei figli ha più successo a crescere un bambino sicuro di sé ed equilibrato.

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Vi faccio un esempio pratico che mi è capitato di osservare qualche giorno fa.

Un bambino di 6 anni dopo aver mangiato un gelato, chiedeva alla mamma se poteva comprargli anche delle caramelle. Lei gli ha fatto notare che la sua era una richiesta eccessiva, troppi dolci insieme fanno male alla pancia, quindi la risposta era no. Il padre, noncurante della moglie, se n’è uscito con un “ma dai! cosa sarà mai un lecca lecca in più!” e lo ha portato nuovamente davanti al bancone del bar.

Ora in questo caso, futile se vogliamo, quello che il bambino impara è che ciò che non ottiene da un genitore lo può avere dall’altro. La discrepanza è evidente ed piccolo tende ad identificarsi col genitore che più soddisfa le sue richieste, a seconda delle situazioni.

E gli esempi possono essere infiniti, a volte anche su questioni importanti, ed i risvolti negativi possono essere davvero sostanziali.

Accompagnare un bambino alla crescita è complesso e per farlo si attinge prevalentemente dalla propria esperienza di vita o dall’educazione impartita dai propri genitori. Ed ecco che i sistemi familiari diversi dei due partner, e spesso contradditori tra loro, producono dei conflitti decisionali. Il bambino viene quindi gestito in maniera dissimile e ciò che può cogliere da un genitore non avviene dall’altro e viceversa.

Cosa fare quindi, quando ci sono contrasti tra i partner?

Nel caso in cui c’è disaccordo bisogna parlarne lontano dai bambini e trovare un punto d’incontro… e davanti a loro essere sempre una voce unica. Questo significa essere una coppia unita sull’educazione dei figli.

Nel caso del gelato ad esempio si può dire al bambino che nei giorni di festa si può fare uno strappo alla regola, ma che di norma le caramelle dopo il gelato non fanno bene.

Seguire una stessa linea educativa, anche se la si pensa diversamente, ripaga sempre.

La coerenza e la coesione sono fondamentali per trasmettere sicurezza e stabilità al bambino, che così percepisce le regole in modo chiaro e preciso.
Io dico sempre che una famiglia è come una squadra e che l’unione fa la forza. Il che significa che se papà e mamma rispettano l’uno le scelte dell’altro, anche se in quel momento sono discordi, trasmettono lo stesso messaggio al figlio, elemento fondamentale per farlo crescere più sicuro di sé.

Mi chiamo Andreana, ho 34 anni, un marito che definirei "workaholic" e due figli: Matteo, 4 anni, e Camilla, 1 e mezzo Il mio messaggio a tutte le mamme (lavoratrici o meno) è: non dimenticate chi eravate prima di avere figli, e se amate davvero i vostri bambini... allora prendetevi cura della loro madre (e un po' anche del loro padre)!

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