Ultima modifica 21 Ottobre 2019

Giusto ieri mi sono imbattuta in una bella lettura di una insegnante americana che aveva scritto l’articolo dal quale ho preso spunto per questa riflessione.
L’articolo si intitolava più o meno: Vuoi che i tuoi figli rispondano alla domanda “Cosa hai fatto oggi a scuola?

“Cosa hai fatto oggi a Scuola?” Indovina la Risposta!

cosa hai fatto oggi

Lei si chiama Sara Ackerman, e ha scritto sul Washington Post l’articolo di cui vi racconterò.
Mi sono molto riconosciuta nelle sue parole, e quando leggerete l’argomento secondo me anche moltissime di voi si immedesimeranno nella situazione.

Il recente inizio dell’anno scolastico – racconta Sara – ha portato con sé l’odore di matite temperate di fresco, il rumore delle scarpe sul linoleum della scuola appena lucidato e un nuovo giro di risposte evasive alla fatidica domanda “Cosa hai fatto oggi?”

Ebbene, voi mamme, voi al di là del monitor che mi state leggendo, sì, proprio voi che sorridete quasi a sentirvi sceme sapendo che qualcuno può guardarvi interloquire con uno schermo, ditemi quante volte avete fatto lo stesso.

Ditemi quante centinaia, migliaia di volte avete fatto questa stessa domanda a vostro figlio o figlia quando siete andati a prenderli a scuola, o al rientro a casa, ancora con lo zaino in spalla e la giacca indosso.

E qual è stata la risposta che vi siete sentite dare alla domanda ” Cosa hai fatto oggi ?”
Niente!

scuola_bambino

Niente! La stessa dei miei figli, la stessa dei figli delle mie amiche, e dei compagni di scuola dei miei figli.

La stessa identica risposta che a quanto pare danno anche gli alunni oltreoceano, alla stessa identica domanda che le mamme di tutto il mondo evidentemente fanno.

E allora, come si fa a sapere Cosa hai fatto oggi ?
Come estrapolare qualche informazione a questi giovani e giovanissimi studenti?
Come carpire il segretissimo mondo dentro il quale i nostri bimbi non ci vogliono fare sbirciare?

Che poi evidentemente, come Sara ha dimostrato, non è che i nostri figli ci vogliano nascondere qualcosa.

Sono certa che al di là di qualche segreto che noi mamme non dovremmo sapere mai, neanche se fossimo le uniche superstiti in un mondo post atomico, quando i nostri figli rispondono “Niente” al nostro “ Cosa hai fatto oggi ?” non ci vogliono tenere distanti.

È solo che non porgiamo bene la domanda.

Ecco, io l’esperimento di Sara lo avevo brevettato (in casa si intende) con il mio figlio maggiore, quello dei due che tiene più dentro tutto.

Dal primo amore al 3 in francese, dai discorsi con gli amici alle telefonate alla nonna.
Come fare per sapere almeno com’è andata la giornata a scuola da un quasi adolescente timido, riservato e con un’indole super restia a coinvolgere una mamma impicciona?

Semplicemente facendo il contrario.

“Sapete cosa ho fatto oggi?” questa è stata la frase con la quale ho rotto il ghiaccio.

E sembra che oltre che con me abbia funzionato anche con Sara!!

cosa hai fatto oggi

Tutto è cominciato quando sono diventata blogger.

Sì, perché tanto era l’entusiasmo di quello che cominciavo a fare, che dopo una mattinata in casa, solo io e la rete, mi veniva il desiderio di raccontare a esseri umani in carne e ossa cosa avevo letto, scritto, studiato, imparato.

E i primi di questi che quasi sempre incrociavo sul mio cammino, con i quali avevo abbastanza confidenza (certo non potevo farlo col portiere che mi vedeva uscire dal portone, rischiando un TSO) erano proprio loro.

Quelli ai quali fino a quel momento avevo chiesto “ Cosa hai fatto oggi a scuola?”
E così è andata.

Appena saliti in auto cominciavo una chiacchierata coi miei figli di quel bimbo che aveva donato i capelli per fare le parrucche ai bambini malati, di quel barcone di migranti, di quella soubrette che si era sposata (va bene, mica si può scrivere solo articoli seri!).

E loro a rispondermi sempre di più: “Sai mamma, oggi abbiamo conosciuto la nuova maestra di musica”, o ancora “Mamma oggi la prof di mate mi ha fatto una domanda e ho risposto bene” (non esageriamo, per la confessione del 3 nel compito dobbiamo ancora lavorarci…).

Insomma, quei venti minuti di trasporto in auto da scuola a casa diventavano per noi tre una sorta di confessionale, la cueva dell’isola dei non famosi, il refugium peccatorum degli impreparati (raramente a onor del merito eh…).

cosa hai fatto oggi

Che poi, a voler ben vedere, se la stessa idea era venuta a me, e poi a Sara dall’altro lato del mondo, non è che ci volesse poi tanto a capire che i nostri figli hanno una voglia smisurata di essere coinvolti da noi mamma e papà.

E’ che a volte questo lo perdiamo di vista, lo dimentichiamo, ingurgitati dal vortice di impegni che abbiamo da quando ci alziamo a quando ci mettiamo a dormire.

E quindi pensiamo che per creare quel rapporto privilegiato che ci lega ai figli basti una domanda diretta, facile per noi: 

Cosa hai fatto oggi ?

Evidentemente non sempre basta.
Fate questo esperimento anche voi, vedrete che funziona.

Provate a raccontare la vostra mattina ai vostri figli, anche se, come dice Sara, non siete insegnanti, o blogger nel mio caso.

Raccontate ai vostri figli della vostra giornata da cassieri, da autisti di pullman, da medici. Credo proprio che l’esperimento vi riuscirà perfettamente.

Fatelo, e fateci sapere com’è andata a finire!!

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