Da figlia a mamma

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Ultima modifica 20 Giugno 2019

La mia è stata un’adolescenza strana: ultima di 4 figli, un fratello e due sorelle molto più grandi di me, sono stata sicuramente iper-coccolata. Non viziata. Ma coccolata.
E quando sono giunta all’età dell’odio per la propria madre, io ne avevo ben 3 di madri.
Già perché le mie sorelle sentivano di dover sfogare il loro innato senso materno su di me.
Un lavoro difficile il mio perché dovevo odiare 3 madri! Due madri impegnate a farmi superare l’età adolescenziale più in fretta possibile e senza grossi traumi; l’altra (l’unica geneticamente autorizzata al ruolo) impegnata a rendermi quella difficile età, ancora più difficile e traumatica.

Hanno vinto tutte: le odiavo tutte in egual misura, ho subito traumi psicologici che ancora oggi mi porto appresso, e ho passato quella terribile fase creando il vuoto relazionale intorno a me.

Troppo matura per i miei coetanei ma troppo piccola per i miei fratelli e per i loro amici.
Non avevo altra compagna oltre la musica. Passavo ore in camera ad ascoltare musica, a fingermi ballerina e a sognare con le note di Claudio Baglioni.

A volte è snervante discutere con loro
A volte è snervante discutere con loro

Il giorno che ho realizzato tutto questo mi sono imposta delle regole qualora fossi un giorno diventata madre: 4 figli ma tutti di vicini di età e il primo che mi avesse rubato il posto si sarebbe preso 4 sonori ceffoni. Poi..

mai crocifiggere i miei figli con le paranoie della dieta;
coccolare i miei figli fino alla nausea;
essere una brava ascoltatrice, anche del pensiero;
dare ai miei figli i loro spazi, senza dimenticare di dar loro dei confini entro cui stare;
spiegare ai miei figli l’importanza dello studio per il loro futuro;
ma soprattutto: non cercare di saltare le fasi evolutive della personalità.

Di figli ne ho avuti due ma vicini d’età e, lo ammetto, assillo mia figlia perché mangia senza controllo e non fa alcun movimento. Per tutto il resto invece credo di fare un buon lavoro.

Mio figlio si sta dirigendo a gran passo verso i 16 anni, più in fretta di quanto vorrei, ma meglio di quanto avrei mai potuto desiderare. E’ un ragazzo in gamba, giudizioso che sa quello che vuole. In casa lo chiamiamo Il grillo parlante: a volte è un po’ fastidioso.

Mia figlia si sta dirigendo a gran passo verso i 14 anni, più in fretta di quanto vorrei e esattamente come mi sarei aspettata pensando a me a quell’età: rompi balle il giusto, lunatica come un’adolescente in lotta con un corpo che somiglia sempre più a quello di una donna e una testa che a volte vuole essere bambina e altre donna.

Insomma, mai contenta dei suoi panni.

Dura la vita di una mamma di adolescenti…

Renata Serracchioli

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