Dormire nella camera da letto dei genitori diminuisce il rischio di Sids

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Recenti studi scientifici hanno appurato che far dormire nella camera da letto dei genitori il piccolo appena nato diminuisce il rischio di Sids.

Dormire nella camera da letto di mamma e papà. Benefici alla salute

dormire nella camera da letto dei genitori

La Sids, Sudden infant death syndrome, è la sindrome della morte improvvisa in culla
L’incubo di ogni neogenitore.
È la causa di morte tra un mese e un anno di età più comune.

I dati del Ministero della Salute italiano parlano di circa 250 casi l’anno.

Non si sa ancora cosa causi la Sids. Ma è certo che da quando, negli anni ’90, si è stabilito che il rischio di Sids diminuiva lasciando dormire i bimbi a pancia su, i casi sono drasticamente diminuiti.

E non solo la posizione concorre a diminuire i rischi di morte in culla.
Anche avere cura nella scelta del materasso del piccolo ad esempio.
O lasciare che lui dorma senza cuscino, e senza altri oggetti intorno.
E, infine, lasciare il bimbo dormire nella camera da letto di mamma e papà
Ne sarà felice mio figlio, che di mesi oramai ne ha qualche decina.
Ma ancora fa incursioni nottetempo nel lettone. E noi, nonostante la mancanza di privacy, lo accogliamo sempre.

Sbagliamo?

Beh, a giudicare dalle ricerche neanche tanto.

dormire nella camera da letto dei genitori

Lasciando stare le cattive abitudini, e tornando alle ricerche scientifiche, la Sids, riporta anche il New York Times  in un articolo, ha fatto oltre 3.700 vittime nel 2015 in America. Ha un’incidenza media nei paesi più industrializzati di un caso ogni 1.000/2.000 bambini.

L’incidenza di mortalità aumenta in caso di bimbi affetti da infezioni respiratorie, o da chi è soggetto a fumo materno, o da elevate temperature nelle stanze deputate al sonno.

Una delle ultime ricerche inoltre, effettuata da un team dell’Università di Adelaide (Australia) e pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Neuropathology & Experimental Neurology conferma e supporta l’ipotesi di una disfunzione a livello cerebrale, risultante da livelli alterati di serotonina, nelle morti improvvise del lattante.

Certamente siamo ancora lontani dal poter intervenire scientificamente, ma far dormire nella camera da letto dei genitori un bimbo nei primi mesi di vita aiuta a prevenire i rischi di Sids.

dormire nella camera da letto dei genitori

O comunque pericoli per il lattante che potrebbero rivelarsi gravi durante il suo sonno.
Sempre studi scientifici infatti hanno appurato che dormire nella camera da letto dei genitori altera alcuni fattori ambientali che provocano il sonno profondo.
La posizione, la temperatura, il rumore.
Tutti elementi che contribuirebbero a destare il piccolo da un possibile sonno insano.

Oltre a metterlo al riparo dai rischi per la sua salute, dormire nella camera da letto dei genitori (almeno nei primi mesi di vita!) dà anche altri vantaggi.

dormire nella camera da letto dei genitori

Fra tutti, ve lo dice una mamma che ha allattato a lungo i suoi bimbi, la possibilità di evitare notti bianche a tutta la famiglia durante le poppate notturne.
Ma c’è un limite a questa abitudine, dicono gli esperti.
Si, perché se da un lato far dormire nella camera da letto dei genitori bimbi fino a 6 mesi di età li mette al sicuro da rischi per la loro salute, dall’altro ci sono controindicazioni per i più grandicelli.

Ian M. Paul, professore di pediatria al Penn State Children’s Hospital (USA), in un articolo sulla rivista scientifica Pediatrics,  sostiene che far  dormire nella cameretta i bimbi dopo i 4 mesi contribuisce ad una migliore qualità del sonno.

dormire nella camera da letto dei genitori

E non solo.
Il sonno inadeguato è associato a difficoltà nello sviluppo cognitivo, psicomotorio e socioemozionale.
L’insufficienza di sonno è un importante fattore di rischio di obesità infantile.
La sua mancanza è associata invece a disturbi del sonno in età maggiori.

Insomma, far dormire nella camera da letto dei genitori il proprio bimbo sì, ma con qualche limite.

® Riproduzione Riservata

Classe 1971, dicono buona annata per il barolo, viaggiatrice per indole, blogger per caso, mamma per scelta di 2 ragazzi di 8 e 14 anni che come tutti i figli (maschi per giunta), mi fanno tribolare.

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