Ultima modifica 3 Giugno 2021

Qual è secondo voi la parola che accompagna, e a volte perseguita, ogni mamma alle prese con il proprio bambino/a?!

Secondo me la parola è: “dubbio”.

Provate a fermarvi e riflettere: quante volte vi siete chieste se stavate facendo la cosa giusta. Quante volte avete pensato di aver fatto quella sbagliata.
Quante invece vi siete guardate intorno chiedendovi cosa avrebbero fatto altre mamme al posto vostro.
Potrei andare avanti ancora…

ansie da mamma

Tuttavia, avevo il piacere di condividere con voi la mia esperienza, sperando sia rincuorante per qualcuna, perché può essere simile a quella di tante mamme.

Sono psicologa. E non solo. Sono anche specializzata nella fascia d’età evolutiva.
Ma non lo dico per gonfiare l’ego, anzi.
A volte, mi è stato detto: “tu sei fortunata e vai alla grande perché hai in mano tutte le risposte”.
Beh, sicuramente mi sono trovata le mani piene, ma di tante domande.
Partivo già con una bella dose d’ansia e con mille quesiti ai tempi della gravidanza.
Gli svariati manuali, pensavo, a cosa sono serviti?
Dove sono finite tutte le belle teorie molto rassicuranti a capire il perché ed il percome delle cose?

Ho imparato, con il tempo, che le teorie rimangono tali e che si può essere psicologi, educatori, maestri e quant’altro del settore, ma essere mamma e fare la mamma è tutta un’altra storia.

Il tutto ha preso quindi enormi dimensioni all’arrivo del bebè.
Dubbi, dubbi, e ancora dubbi.

I bebè non parlano,
sono totalmente dipendenti da te,
per cui puoi solo immaginare una risposta, puoi solo fantasticare
sul fare giusto o sbagliato.

Quando sono più grandi invece la minestra dei dubbi è sempre la stessa, con la variante che puoi discutere con loro proprio su di essi.
Resta costante, secondo me, il senso di smarrimento, la paura di commettere errori, il non sapere, le continue  domande.

Come possiamo uscire da questo vortice apparentemente senza fine?

Ci sono delle mamme molto sicure di se’, decise, che riescono spontaneamente a mettere a tacere le varie perplessità o che, con un pizzico di superficialità, vivono la questione con sana leggerezza.

Altre, e mi ci metto dentro anche io, hanno come ombra uno stato d’ansia che porta loro a rimuginare su pensieri e fatti.

Io ho capito questo: non si avrà mai una risposta chiara alle varie questioni, l’indecisione rimarrà costante nelle varie scelte, il senso di colpa per aver sbagliato sarà lì latente ad aspettarci al varco, avremmo comunque la sensazione di essere sole con la nostra piccola creaturina.

Una cosa tuttavia è certa: rimane prezioso, da custodire e proteggere come fosse un diamante, il sostegno, la presenza, il confronto con le altre mamme.

Forse non si troveranno nella nostra stessa identica situazione, ma ci sono per lo meno passate vicine, possono intuire, capire, darti conforto.
A partire dall’amica, la sorella, la propria mamma, la propria nonna; ognuna di loro può regalarci quel pezzettino di spalla alla quale aggrapparci per sorreggere assieme i numerosi dubbi.

Per me, e spero per altre, è stato proprio un valore aggiunto.

Sono mamma di una splendida bambina. Terapeuta EMDR, Psicoterapeuta (specializzata in psicoterapia dell'infanzia, dell'adolescenza e delle coppie), Consulente per il Tribunale di Varese in materia di separazione/divorzi e Formatrice in progetti di prevenzione al maltrattamento ed abuso infantile. La psicologia non è solo un lavoro ma una vera e propria passione.

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