Ultima modifica 23 Ottobre 2019

Sabato 28 aprile, in primavera ormai inoltrata, nel suggestivo bosco della reggia di Capodimonte si è tenuto un evento particolare. Si chiama Rugby nei parchi. È un evento che vanta la collaborazione con Fondazione Telethon e ha come testimonial d’eccezione un campione sportivo di rugby: Mauro Bergamasco.

E noi abbiamo fatto una chiacchierata proprio con lui. Mauro Bergamasco campione di rugby

mauro bergamasco rugby nei parchi 2018

Classe 1979, Mauro Bergamasco ha stretto la palla ovale da terza linea fino al 2015, quando ha deciso di mettersi a bordo campo e diventare allenatore.

L’evento Rugby nei parchi, giunto oramai alla sua settima edizione, si propone di portare questo nobile sport negli spazi verdi di tante città. Ed eccoci a Napoli, dove abbiamo fatto una piacevolissima chiacchierata con il “pilone” della manifestazione Mauro Bergamasco.

Mauro ci ha raccontato di come, figlio d’arte (suo papà fu flanker in nazionale negli anni settanta), abbia scelto di fare rugby nonostante il padre tentasse di distoglierlo dalla pratica: “Non voleva che praticassimo questo sport – ci racconta – anzi, molte persone pensavano che fosse una sua volontà e invece io e mio fratello (Mirco, ndr) abbiamo scelto questo sport a prescindere dai suoi consigli”.

mauro bergamasco rugby nei parchi 2018

Oggi ci dice che nel suo club accoglie bimbi di ogni età.

Già dai 4 anni, nella prima categoria under 6. Si chiama Rugby tods,
proprio pensato ai più piccoli.

Ovviamente per bimbi così piccoli la pratica sportiva in allenamento non è ancora quella che si vede nei campionati nazionali.

mauro bergamasco

Ma, continua Mauro Bergamasco, un allenamento propedeutico. Una forma di movimento, una formazione che educa al rispetto delle regole, alla convivenza, al gruppo.

Ogni due anni il tipo di allenamento varia. Man mano che i piccoli rugbisti crescono. Fino ai 12, dove l’allenamento comincia a diventare un vero e proprio training sportivo.
Il messaggio che passa in questo sport è un messaggio di passione.

Mauro sottolinea quale importanza abbia il coach in questo sport.

Non visto solo come un allenatore, ma come un educatore del bimbo ad una tecnica sportiva, fatta non solo di muscoli e forza. Allora gli abbiamo chiesto:

Perché una mamma dovrebbe optare per far fare rugby al proprio bimbo?

mauro bergamasco rugby nei parchi 2018

Perché è uno sport che ti porta a conoscere te stesso. E a fidarti degli altri, comprendendo però il tuo confine e dove arriva la tua libertà.

Controindicazioni?

“Io mi son rotto la clavicola cadendo dal letto e non certamente in campo” Ci risponde Mauro Bergamasco, che continua dicendo che non ci sono controindicazioni per nessuno.

Bastano un paio di parastinchi, il paradenti, e il savoir faire sportivo che tra l’altro è l’eccellenza di questo sport.

mauro bergamasco rugby nei parchi 2018

Attraverso il rugby si cresce a 360 gradi. È – sempre parole di Mauro – un metodo educativo. Spesso ai giorni nostri i genitori lavorano, e gli allenatori dei bimbi divengono dei veri e propri punti di riferimento per loro.

Perché un bimbo si forma grazie ad una pratica collettiva che vede insieme genitori, maestre, catechisti, e persino allenatori sportivi.

Proprio come una squadra aggiungiamo!

Mauro ci parla ancora di questo evento Rugby nei Parchi, che continuerà con altre date a Rimini, Bari e Biella.

Oltre al suo progetto personale che sono gli stage presso il suo campus

Stage estivi rivolti a bambini e ragazzi nei quali ci si allena ma non solo. Si affronta lo sport con impegno e divertimento. E si vive a tutto campo (è proprio il caso di dirlo) un’esperienza di vita e di amicizia.

Esperienza formativa al punto che – sempre come ci racconta Mauro –molti giovani partecipanti decidono poi di diventare tutor a loro volta. Un passaggio che testimonia come sia sano e totalizzante il rugby.

Abbiamo salutato Mauro Bergamasco facendogli tanti in bocca al lupo, con l’augurio di poterlo vedere sempre più spesso nei parchi delle nostre città con questa bella iniziativa, sportiva ma non solo.

Pensavate, voi mamme che non ci fosse vita al di là del calcio?…

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