Ultima modifica 20 Aprile 2015

Ha atteso il giorno più propizio, quell’ 11 settembre di funesta memoria, quando più vivo è il tragico ricordo di quelle torri nelle quali si sono volontariamente schiantati due aerei condotti proditoriamente da piloti nemici. Quando il ricordo di tutti quei morti innocenti e inconsapevoli riempie di orrore e di desiderio di vendetta. Quando non si trovano le risposte a quell’unico perché! Il volto triste e contestualmente rassicurante di Obama che informava tutti i suoi connazionali e il mondo intero, che avrebbe combattuto fino all’annientamento del nemico, fino alla sua completa sparizione dalla terra, rassicurandoli che non avrebbe utilizzato truppe di terra, che altre migliaia di giovani americani non sarebbero morti per quella causa che lui ritiene giusta ed inderogabile è apparsa sui teleschermi del mondo intero.

obama

Ha dichiarato di non essere solo a combattere, di avere al suo fianco tutti i paesi che aderiscono alla NATO e molti altri ancora. Ma, dico io, perché allora non far intervenire l’ONU?  Forse perché non è interessato ad un eventuale aiuto russo o cinese?  Forse perché pensava di incontrare resistenze più o meno feroci?

Sino a ieri l’Isis, oltre naturalmente ai cristiani e ad altri medio-orientali non appartenenti alla loro setta, solo gli Usa avevano avuto 2 morti, due cittadini non belligeranti, due persone che erano li per documentare le stragi, per aiutare i residenti, per far conoscere ad un mondo fino ad allora distratto, quello che realmente li succedeva. Li hanno sgozzati separatamente, in diretta, con determinazione, con ferocia, con noncuranza, minacciando altre morti, altre uccisioni se l’occidente avesse continuato a contrastare la loro missione, il loro intento di ripristinare quello stato islamico unito che, secondo il volere del loro dio, avrebbe dovuto governare il mondo intero e la loro religione ad essere professata da tutti gli esseri umani, nessuno escluso, pena la morte!

decapitazione 3

Poi hanno sgozzato, sempre in diretta, uno scozzese, uno che lavorava li e che era stato rapito, minacciando il Premier britannico di uccidere un altro suo connazionale come punizione per aver dato armi ai curdi. Estendendo le minacce agli altri paesi che, come loro, avrebbero fornito armi ai peshmerga, ma non solo, usando un linguaggio fiorito ci hanno detto di stare attenti, di rimanere all’erta, poiché, quando meno ce lo aspettiamo loro sono in grado di spargere terrore e morte in qualunque parte del globo fino al loro trionfo finale. Basteranno i bombardieri americani e, forse, di qualche altra nazione a fermarli e a sconfiggerli?

Il loro numero cresce giorno dopo giorno, molti sono quelli che si uniscono ai combattenti, figli di emigrati, nati nell’occidente, sicuri di una loro giusta supremazia, e occidentali ex cristiani , delusi dalle loro religioni e convertiti all’islam più fondamentale, alcuni morti in combattimento altri che, di ritorno ai loro paesi, continuano quella opera di conversione e di persuasione che ha già dato tanti frutti.

E lo possono fare in un occidente imbelle e sciocco, che imbevuto da anni di idee di supremazia, di convinzione di essere nel giusto, di essere i depositari della verità, di essere quasi in dovere di imporre la pace, anche con la forza, di agire per il benessere globale, di avere il diritto di intervenire a loro piacimento, tratta gli altri come esseri inferiori, come se necessitassero di loro per vivere, di esportare ed imporre i loro sistemi politici e di vita perché migliori ed unici per un vivere civile. Chi ce ne da il diritto?  Nessuno, ce lo prendiamo da soli, perché eravamo i più forti, perché eravamo più ricchi e sapevamo sfruttare gli altri popoli lasciando loro le briciole, abbiamo tracciato confini senza senso, separando popoli, unendone altri completamente differenti tra loro, togliendo terre e lontano, ma non ultimo, innescando una bomba a tempo con l’istituzione di uno stato ebraico, su terre abitate da altri, sfrattandoli e allontanandoli senza pensieri.

Quello è il nostro peggior misfatto: agire a modo nostro, secondo le nostre idee, senza rispetto alcuno, senza un pensiero per le idee, per la vita, per gli usi e costumi di altri. Lo abbiamo fatto prima nella stessa America, poi in Africa ed in Asia per non parlare dell’ Oceania, sicuri della nostra supremazia, sicuri della nostra superiorità e imbevuti di tanta spocchia da non pensare neppure che i nativi potessero ribellarsi, sicuri che dovessero apprezzare e sottoporsi alla nostra civiltà, certi della loro inferiorità. È successo con i nativi americani, australiani e delle isole del pacifico, perché erano pochi e, anche se hano combattuto strenuamente, sono stati sopraffatti e soggiogati.

colonialismo

Ma con i medio orientali? Li abbiamo trattati a pesci in faccia e abbiamo preteso ringraziamenti da loro, utilizziamo le loro risorse (petrolio e altre) e ci arrabbiamo se pretendono giusti pagamenti, se fissano il prezzo dei loro prodotti senza tener conto delle nostre disposizioni e pretendiamo che vivano secondo il nostro stile di vita, le nostre abitudini e, quando emigrano e si trasferiscono nei nostri paesi li trattiamo, se va bene, solo con sufficienza, con un fondo di disprezzo malamente celato, con un aria di superiorità per quella che, crediamo, è la nostra civiltà.
Insomma li consideriamo uomini e donne di serie C, a prescindere, solo perché hanno un diverso colore di pelle, solo perché sono nati altrove, o sono figli di persone nate altrove mentre dettiamo aut aut ai governanti dei loro paesi quando e come ci fa comodo.

E la rabbia, la furia di alcuni di loro è cresciuta a dismisura, nella nostra più totale indifferenza, e pure i segnali c’erano tutti, ma noi ciechi e sordi. Abbiamo pensato che il nemico fosse… E abbiamo armato Saddam Hussein, successivamente i Talebani, poi diventati entrambi i peggiori tra i nemici, abbiamo trascurato e corteggiato Bin Laden, poi perseguito e ucciso come il nemico da abbattere, pensando, molto stupidamente, che, senza il capo, la sua organizzazione si sarebbe sfaldata. Stolti, illusi, Al quaeda è sempre lì e, dai più fondamentalisti, tra loro è nata quell’ Isis che, ora, è il nemico da distruggere, quello che ci considera poco più che spazzatura, esseri che non meritano di vivere se non convertiti all’ islam.

E balbettiamo, privi di risorse intellettive e finanziarie, incapaci di riconoscere la nostra pochezza. Si stempererà mai la furia dell’ Isis, riusciremo a capire che il perché di questa brutalità e questa violenza è nato da tanti anni di ingiusta e pretesa superiorità e sopraffazione? Cameron ha già promesso uomini e mezzi, l’Italia ha già spedito armi (che non utilizzava), altri ci stanno pensando e traccheggiano, ma la Turchia ha rifiutato le basi, altri sono contrari,  forse perché d’accordo, forse perché hanno paura…

Noi no, noi siamo incoscienti. O meglio, non noi,  chi ci comanda, poiché secondo un antico costume armatevi e partite dicono, sicuri e ben protetti nei loro comodi e lussuosi ambiti.

Nonna Lì

Sono una giovane ragazza dai capelli bianchi, un vulcano di curiosità con una voglia irrefrenabile di sorseggiare la vita, una fantasiosa e interessante signora piena di voglia di fare, dire, raccontare, condividere.

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