Ettore l’uomo straordinariamente forte, di Magalì Le Huche

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Ettore l'uomo straordinariamente forte

Ultima modifica 9 Maggio 2019

Il libro di cui vi parlo oggi è molto particolare, non del tutto semplice e può non convincere tutti.

Che ve ne parlo a fare, mi chiederete? Ormai siete bravissime, esperte e potete osare di più, o almeno chi se la sente può provare.

Ettore l’uomo straordinariamente forte, di Magalì Le Huche, edito Settenove

Età di lettura dai 4 anni

Ettore l'uomo straordinariamente forte

E’ la storia di un circo particolare, anzi Straordinario: tutti hanno una dote straordinaria.

Mirella e Mirella le sorelle straordinariamente identiche, Richi l’uomo straordinariamente piccolo e così via.
Ed Ettore chi è? Naturalmente Ettore è l’uomo straordinariamente forte innamorato di Leopoldina la ballerina. Stereotipo di mascolinità lui, di femminilità lei.

L’intento, però, di questo albo è proprio di distruggere gli stereotipi e allora come la mettiamo?

Succede che Ettore sia, sì, straordinariamente forte, ma anche dedito in gran segreto, a un’attività non propriamente canonica per un energumeno: di notte, in un sotterraneo, Ettore fa la maglia.

E’, chiaramente, straordinariamente bravo e sta preparando una sorpresa per la sua Leopoldina.

Ettore l'uomo straordinariamente forte

Il Circo Straordinario è evidentemente la vita e, come spesso accade, ci sono i pregiudizi, incarnati in questa storia da Leonardo e Gedeone i domatori di bestie feroci, che punzecchiano Ettore sperando di riuscire a provocarlo.

Ettore non cede, è superiore, non ha bisogno di dimostrare la sua forza, di confermare la sua mascolinità mettendosi in ridicolo lottando contro le bestie come propongono Leonardo e Gedeone. Ettore si allontana a testa alta, sembra quasi che voli tanto sfiora leggero il suolo.

I due non ci stanno ad essere ignorati e lo seguono, scoprendo così il suo segreto.

Naturalmente si comportano come tutte le persone di strette vedute fanno: lo ridicolizzano sperando di uscirne migliori loro. Nottetempo gli rubano tutti i lavori a maglia e li espongono sul tendone al mattino, davanti a tutti, urlando a gran voce quanto sia ridicolo l’uomo incredibilmente forte che fa la calzetta.

Un vento fortissimo si alza, il vento del cambiamento, il vento di rivalsa e tutti i vestiti volano via. Tutti. Anche quelli indosso agli astanti.

Tutti nudi. Tutti uguali.

Ettore, in fondo così sensibile e fragile, ma del resto Leopoldina non avrebbe potuto amarlo se così non fosse stato, diventa salvatore. Proprio grazie alla sua abilità con la maglia, mette a disposizione la sua conoscenza in modo che tutti possano sferruzzare i nuovi abiti.

Tutti tranne Leopoldina che riceve in dono il meraviglioso tutù di pon pon confezionato da Ettore e i due domatori, che piuttosto che cedere al loro pregiudizio, preferiscono vagare nudi nella foresta.

Come vedete la storia è molto bella, profonda.
Affronta un tema molto importante, quello dei pregiudizi, e in profondità dell’omofobia.
il tutto trattato in modo semplice e senza riflessioni che potrebbero essere pesanti per un bambino, ma soprattutto potrebbero non essere capite.

A me, ormai lo sapete, piacciono i libri che non dicono chiaro e tondo cosa e come devi pensare e questo lo fa, o meglio non lo fa, egregiamente. 

Però.

Però un bambino piccolo non ha ancora abbastanza conoscenza della vita per sapere che si presenteranno certe situazioni, probabilmente non ha mai ancora incontrato i Leonardo e Gedeone della storia, con la loro malizia, cattiveria, superficialità.

Ecco che è sì adatto a bambini dai 4 anni, ma sicuramente comprensibile a fondo direi più avanti, almeno 6 o 7 anni.

Mio figlio di 4 anni non capisce, ad esempio perché prendano in giro Ettore per il suo fare la maglia, non può sapere cosa sono i pregiudizi, non sa quanto siano spietate certe persone.

In ogni caso è un bell’albo, di quelli da avere in casa specialmente se si hanno figli maschi, perché se anche non capiscono al momento della lettura, lo faranno magari più avanti e, come dicevo qualche giorno fa, i bambini tornano sui libri più e più volte seguendo una logica alle volte a noi incomprensibile, dettata forse da associazioni tutte loro.

E per fortuna!

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