La strana storia di Cappuccetto Blu. Un cammino verso l’amicizia senza paura

0
542

Quando mi hanno proposto di leggere con Lucrezia La strana storia di Cappuccetto Blu di Guia Risari, illustrato da Clemence Pollet, ho accolto l’invito con entusiasmo.
La storia di Cappuccetto Rosso è infatti una delle fiabe più popolari, conosciuta in diverse versioni.

Nella favola classica, però, la morale è chiara:

«Da questa storia si impara che i bambini, e specialmente le giovanette carine, cortesi e di buona famiglia, fanno molto male a dare ascolto agli sconosciuti; e non è cosa strana se poi il Lupo ottiene la sua cena.
Dico Lupo, perché non tutti i lupi sono della stessa sorta; ce n’è un tipo dall’apparenza encomiabile, che non è rumoroso, né odioso, né arrabbiato, ma mite, servizievole e gentile, che segue le giovani ragazze per strada e fino a casa loro.
Guai! a chi non sa che questi lupi gentili sono, fra tali creature, le più pericolose!»

Ma in La strana storia di Cappuccetto Blu niente è come sembra!

E questo lo si capisce fin dall’introduzione, in cui troviamo delle avvertenze davvero bizzarre!

L’autrice sarebbe molto contenta di sapere in cosa si trasformerebbe la lettrice o il lettore davanti a un pericolo. Questo esercizio, ripetuto due o tre volte al giorno, aumenta la capacità di reagire alla paura, e l’inventiva, ed è fortemente consigliato a grandi e piccini.

Oppure l’invito ai lettori di leggere le note solo se ne hanno voglia, se amano che da una storia ne nasca un’altra o anche la possibilità di inventarne di nuove, insomma di approcciare la storia con immaginazione.

E’ l’immaginazione la chiave di lettura principale, l’invito è di andare oltre alla storia.

La foresta non è così oscura, la nonna è un  po’ noiosa, ma in fondo Cappuccetto le vuole bene e la ascolta quando parla dei suoi numerosi malanni, e il lupo non è così cattivo, basta conoscerlo meglio.

Cappuccetto Blu non ha paura di andare nel bosco e non chiede il permesso di modificare ciò che non le piace, come il colore della sua mantella. Non scappa, ma affronta il lupo, cambia la storia e la volge a suo vantaggio, fino a ridurre il lupo a terra senza fiato!

Questa è una storia con un lieto fine, in cui la bambina si salva da sola e in cui il lupo, alla fine, diventa un compagno di giochi.

Cosa ci è piaciuto di più di questa storia?

Sicuramente l’ironia di fondo, la complementarietà tra il testo e le immagini, che in un gioco di contrapposizioni fanno capire che niente è come sembra, si legge una cosa e se ne vede un’altra, in un gioco divertente e coinvolgente.

La reazione alla fine del libro è stata. ma come, è già finito?

Questa storia infatti si legge facilmente, è piuttosto breve e le pagine sono intervallate dalle bellissime illustrazioni di Clemence Pollet. Da leggere in autonomia per i bambini dai 6 anni, m può essere anche una bella occasione di lettura in condivisione, per allenare insieme la fantasia.

La strana storia di Cappuccetto Blu

Informazioni:

Titolo: La strana storia di Cappuccetto Blu
Autrice: Guia Risari
Illustratrice: Clèmence Pollet
Pagine: 40 – Prezzo: 17,00 €
Target: + 6
Formato: 21 x 28 – cartonato

Edito da Settenove.

Guia Risari. È scrittrice per l’infanzia, ricercatrice, traduttrice e giornalista. In Italia, ha pubblicato, tra gli altri, per Einaudi ragazzi, Mondadori, San Paolo, Eli, Topipittori, Beisler. All’estero per Memo, Baron Perché, A buen paso. Con Settenove ha pubblicato Ada al contrario.

Clémence Pollet. Diplomata alla école Estienne a Parigi, Clémence ha lavorato per i principali editori francesi, tra questi Didier Jeunesse,
La Martiniére jeunesse, Seuille jeunesse.

Paola Infanti 51 anni, romana, una lavoro, un marito, una figlia, e poco tempo libero. Cintura nera di shopping. Amo l'arte, il cinema, i viaggi, il vino e il buon cibo.

Rispondi