Fecondazione assistita con 3 genitori biologici

Ultima modifica 2 Novembre 2020

E’ un metodo di fecondazione assistita che sta facendo discutere non poco.
Si basa sull’“utilizzo” di tre genitori biologici. Lo scopo è quello di prevenire eventuali malattie ereditarie trasmesse dalla madre in grado di colpire il cuore, il muscoli o il cervello del feto.

Le “parti “ in questione sarebbero un papà, una mamma e una terza donna.
Comporta il trasferimento del Dna dei genitori nell’ovulo di una donatrice, con il bimbo che quindi erediterebbe una piccola porzione del suo  codice genetico da una terza parte.

Fecondazione assistita con 3 genitori biologici

Questa idea è frutto della ricerca di un gruppo di scienziati britannici del Wellcome Trust e dell’Università di Newcastle, i quali si sono assicurati circa 6 milioni di sterline per lo sviluppo di questa innovativa tecnica.

3 genitori biologici

Lo scopo sarebbe quello di contrastare la trasmissione di malattie genetiche tramite mitocondri danneggiati (cioè organuli presenti nel citoplasma, una matrice acquosa che occupa circa la metà del volume totale di una cellula) poiché soltanto nel Regno Unito si registrano malattie incurabili come la distrofia muscolare o l’atassia in un soggetto ogni 6.500.

La ricerca britannica mira a contrastare la trasmissione di malattie attraverso mitocondri danneggiati, eventi che nel Regno Unito si registrano in un neonato ogni 200 l’anno e che causano malattie incurabili come la distrofia muscolare o l’atassia (mancanza di coordinazione muscolare) in un soggetto ogni 6.500.

Questa tecnica di fecondazione funziona in questo modo.

Si utilizza un ovulo della madre e uno della donatrice, il nucleo di quest’ultima viene sostituito con quello prelevato dall’ovulo della mamma. Il bambino erediterà perciò il Dna dai suoi genitori, tranne per il Dna mitocondriale, che sarà invece della donatrice.

Gli esperimenti condotti finora sono stati effettuati su ovociti danneggiati, ma a breve sarà possibile condurre test su ovuli sani, legge permettendo.
Al momento non è possibile l’impianto di ovociti modificati. Pertanto, a patto che il Ministero della Salute modifichi l’attuale normativa, questa tecnica potrebbe essere sperimentata sugli esseri umano nel termine di 3 anni.

Rimane sempre da discutere il fattore etico.

Ritenete giusto manipolare ovuli per scongiurare il rischio di una malattia invalidante, oppure la pratica suscita la vostra disapprovazione?

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