Fiorello: mito si diventa, signore si nasce.

Ultima modifica 10 Marzo 2021

Il più grande spettacolo dopo il week end, a prescindere dall’impressionante share positivo, non ha riscontrato il plauso generale delle folle. Molti hanno criticato un Fiorello non esattamente al top della forma. Ripetitivo, sotto tono: questi sono i rimproveri mossi ad uno dei più straordinari intrattenitori che l’italico suolo abbia mai potuto vantare.

Non vogliamo dare giudizi sulla trasmissione.

Il nostro scopo è porre l’accento sul garbo e il savoir fair di un artista che non ha mai ceduto alla tentazione di strappare una risata in più grazie alle volgarità che spopola in TV. Anzi, Fiorello in televisione ci viene molto raramente.

Il motivo è semplice: mettere in piedi uno show ogni sette anni, invece che ogni sette giorni, garantisce agli spettatori un prodotto di qualità.

La strepitosa simpatia di Fiorello e le sue incredibili doti comunicative costruiscono monologhi mai graffianti o satirici.

Non è questo il suo ruolo: Fiorello è Fiorello. Punto.

Il suo scopo è far sorridere con garbata ironia, non scatenare gli animi prendendo posizioni estremiste né tantomeno approfittare della disastrosa situazione politica per mettersi in mostra.

Garbata ironia. Questa è la sua caratteristica principale, ed è totalmente aliena a tutta quella volgarità (anzi volgaritaaaaaaaaaà! come direbbe lui con la “r” arrotata nella fantastica imitazione della Premiere Dame) tipica dell’attuale palinsesto televisivo.

C’è un aspetto della sua personalità che ci piace in particolar modo: il rispetto per le sue ospiti, che solitamente in TV vivono il peggior trattamento in assoluto che si possa riservare a una donna. A partire dagli splendidi e sempre “egalitari” tête à tête di qualche anno fa con Paola Cortellesi (giusto un nome fra i tanti), fino ad arrivare ad oggi, Fiorello non hai mai avuto l’atteggiamento tipico del conduttore di successo che tratta la sua ospite come una valletta. Lui sa mettersi a lato con umiltà, concede il giusto spazio agli ospiti, si inchina davanti a miti più grandi di lui (come Tony Bennet) ed è particolarmente cortese con le donne.

Delizioso il duetto con la strepitosa Elisa.

Conosciuta e apprezzata per la sua splendida voce, grazie a Fiorello ha avuto modo di sfoggiare impensabili doti da imitatrice divertendosi pazzamente. La sua risata di gola, assolutamente spontanea e coinvolgente, aveva un sapore ben diverso dalle risatine sommesse delle varie veline, cosine e freschettine che fanno da contorno al “bravo presentatore”.

Amabile anche il modo in cui ha presentato le atlete della nazionale di pallavolo femminile, recenti vincitrici della Coppa del Mondo.
Splendide fanciulle, la maggior parte delle quali in minigonna e tacchi vertiginosi. Ma lui, invece di fare apprezzamenti poco galanti, si è concentrato sui loro meriti sportivi, non sull’appetibilità delle loro forme. Fiorello ha chiesto alla telecamera di “inquadrare queste meraviglie”, così come fanno solo i gentiluomini, e il cameraman ha fatto una carrellata generale delle ragazze, senza indugiare su tette e sederi egregiamente scolpiti dallo sport.

Fiorello compie un gesto semplicissimo, eppure tanto raro in televisione.

Divulga la cultura antica e ormai seppellita della buona educazione.
Ci auguriamo che grazie a una trasmissione nazional-popolare ( nell’accezione più nobile del termine ) sia riuscito a diffondere un po’ di signorilità nel nostro Paese, perché ne abbiamo disperatamente bisogno.

Bravo Rosario! Perché mito si può (forse) diventare. Signore come te si nasce.

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