Giallo sulla morte di Alberto Bevilacqua

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Ultima modifica 11 Settembre 2013

alberto bevilacqua1La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati quattro  medici della clinica Villa Mafalda dove lo scrittore era ricoverato, ipotizzando il reato di omicidio colposo.

L’autopsia di svolgerà oggi alle 14.30.

Secondo la compagna dello scrittore, Michela Macaluso, l’assistenza medica non sarebbe stata adeguata e non sarebbero state messe a punto le tecniche preventive giuste.
Lei avrebbe voluto portarlo in una struttura pubblica, ma la sorella dell’artista a favore invece del mantenimento in clinica, (al costo di 7.000 euro al giorno).
Un esborso non commisurato alle prestazioni fornite, ritiene la Macaluso, che “decide allora di presentare in procura una querela per lesioni gravi“
Ma lei, non essendo sposata con Bevilacqua, non poteva legalmente pretendere il trasferimento dello scrittore. Per questo si è rivolta all’autorità giudiziaria.
Il pubblico ministero Elena Neri ordina quindi il sequestro delle cartelle cliniche e delega le indagini ai Nas.
A febbraio 2013 viene nominato per l’artista, dal giudice tutelare del tribunale civile di Roma Nicoletta Orlando, un amministratore di sostegno, l’avvocato Gabriella Bosco, che dispone il pagamento del conto di Villa Mafalda di un milione e 200mila euro, dei quali resterebbero da saldare alla struttura privata altri 600mila euro.

La direzione della clinica ribatte che le cure sono state prestate d’accordo con la famiglia e che “non è stato violato alcun protocollo”.

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