Giovani e vecchi

Ultima modifica 20 Aprile 2015

 

Ho letto un intervento di Michela Murgia. E, forse per la prima volta, dissento da lei in modo totale perché le sue convinzioni si basano sull’assunto che ogni generazione pensi solo a se stessa, in un totale cieco egoismo. Ecco, lei asserisce che oggi non si possa parlare di innovazioni, di vere innovazioni, che guardino al futuro di tutti poiché il nostro è un paese di vecchi, anagraficamente parlando. Un paese dove il tasso di natività si sta velocemente abbassando e l’unica preoccupazione, secondo lei, è che sarà sempre più difficile, quasi ai limiti dell’impossibile, mantenere lo stato sociale quale lo conosciamo e cioè principalmente il servizio sanitario e la scuola gratuita.

Sono d’accordo con lei questo è vero, ma… Vivere in un paese di vecchi non vuol dire che i bisogni degli stessi siano al centro delle attenzioni, che per acquisire i loro voti, i più tanti e, quindi, più importanti, la nostra classe politica debba obbligatoriamente comperarli con promesse e favori. Che la conservazione dello status quo sia il primo degli interessi del popolo degli anta ed è assurdo pensare che chi ha più vita alle spalle che tempo davanti a se pensi solo a se stesso.
È vero che sono indispensabili ospedali e case di cura, ma non mi risulta che ricoverino e curino solo anziani, purtroppo le malattie colpiscono anche i giovani e i bambini piccolissimi, neonati compresi, perciò il dualismo asili nido e ospedali non esiste, a meno che…
Italia_vecchiA meno che non si pensi ad una popolazione vecchissima, quasi centenaria che non abbia né figli né nipoti; perché non ci hanno forse detto, fino ad oggi, che sono i pensionati che garantiscono vitto e alloggio ai loro discendenti in questi tempi di crisi? E se è vero, come è vero che anziani non autosufficienti e soli sono accuditi, se abbienti, da badanti, è altresì vero che i piccoli sono accuditi spesso e volentieri da nonni amorosi preoccupati del loro benessere. E, allora?
Asserisce inoltre che chi è anziano è fragile e che, perciò, ha più paura, paura di tutto, della criminalità, del dissenso, delle manifestazioni non sempre e non del tutto pacifiche e che, per questo, vuole più sicurezza sociale a scapito di altri investimenti, nelle scuole per esempio, e, sempre secondo lei, voterà chi gliela promette! Ma i neonati e i bimbi non sono anch’essi molto fragili e, se non adeguatamente supportati, pieni di paure? Purtroppo essi non votano!

Poiché le risorse sono poche l’egoismo impera, sempre secondo lei, perciò i vecchi progetteranno il mondo a loro uso e consumo o, forse, al massimo per favorire figli e nipoti infischiandosene degli altri. Infischiandosene degli altri? È come dire che i progetti portano nome e cognome e se questo vale, forse, per i vip non può essere applicato ai figli e nipoti dei nip, quegli stessi nip che, sempre a detta di Murgia, compongono la maggioranza. Ma allora i figli e i nipoti della maggioranza non diventano maggioranza anche loro? E come fanno ad interessarsi esclusivamente del loro avvenire quei nonni? La cosa non ha senso!
E la signora Murgia asserisce che, a causa dell’età avanzata della maggior parte della popolazione, i governanti, per quanto giovani possano essere, non hanno la forza, forse sottintende la voglia, di modificare radicalmente lo statu quo, perché vorranno adattarsi alle esigenze della maggioranza e, quindi, mantenere posizioni vecchie e conservatrici.
Italia_vecchiEd è colpa di questa maggioranza di vecchi che i fondi per la scuola diminuiscono di anno in anno, e che, senza alcun riguardo per l’efficienza, le riforme, pensate unicamente per il risparmio, da qualunque parte siano state realizzate, hanno provveduto ad accorpamenti tra istituti che nulla hanno in comune, umiliando con stipendi da fame i docenti, deprezzandone il ruolo, senza pensare a riqualificare i programmi mai adattati al vertiginoso modificarsi degli strumenti. Ecco il punto dolente: l’inefficienza e l’arretratezza del nostro sistema scolastico.  Non voglio, né posso confutarla su questo punto poiché la mia esperienza risale a molti anni fa e non ho contatti diretti con il mondo della scuola, ma solo mie personalissime idee.

Comunque non è questo il punto. Convogliare tutte le, forse scarse, risorse in un’ unica direzione seppure importante e basilare per le giovani generazioni sarebbe un errore gravissimo! La questione semmai è quella di reperire maggiori risorse, denaro che c’è, ma viene sprecato, che si perde in mille rivoli e in un’ unica, ma molteplice, direzione. Scusate il bisticcio, ma mi spiego subito. La direzione unica è quella del benessere di chi ci governa e delle numerose caste che ci affliggono, denaro che con quell’unico fine si disperde in mille direzioni diverse.
Italia_vecchi
Avete una pallida idea di quanto ci costa mantenere il Presidente della Repubblica e tutte le sue ( pro tempore) lussuosissime residenze? Quanto si spreca per rendere più facile la vita dei nostri parlamentari? Quanto ci costa la farraginosità della burocrazia? E gli esempi potrebbero continuare all’infinito. Meglio scuole efficienti o sanità per tutti? Vi sembra possibile una scelta?
A meno che non si pretenda di curare solo coloro la cui aspettativa di vita sia maggiore della loro vita passata, condannando ad una specie di rupe Tarpea coloro che, per età, non avrebbero ancora molti anni da vivere.

Ma, e soprattutto, non si dica che tutti i vecchi sono conservatori ed egoisti, e lo riconosce anche Murgia, ma è convintamente sicura che debbano fare passi indietro per far largo a giovani di cui avrebbero negato la possibilità di sognare? Ed è proprio sicura che i giovani del passato non abbiano dovuto lottare strenuamente per avere una vita decente?
Per tentare di realizzare i loro sogni? Io penso che non abbiamo privato i giovani dei sogni, non abbiamo loro insegnato la volontà di lottare per raggiungerli, utilizzando tutti i mezzi, leciti, in un certo senso non abbiamo loro trasmesso la capacità di adattarsi a quello che il mondo loro offre, non stancandosi mai di insistere e di proseguire nel percorso sognato.

Ma soprattutto non abbiamo instillato in loro una buona dose di sano realismo, senza il quale i sogni restano tali.

Nonna Lì

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