Giudici e giustizia

Ultima modifica 13 Maggio 2015

È un assioma?

Io direi di no, non sempre, purtroppo, e i fatti li dimostrano un giudice esercita la sua professione cum grano salis.

giudice_leggePurtroppo il loro giudizio, sempre, si impone su qualcuno che, a parte ricorsi costosi, deve accettarlo anche obtorto collo e rassegnarsi.

Solo i ricchi, forse, possono pretendere giustizia, oppure coloro che sono accusati di reati che occupano le pagine dei giornali attraendo avvocati interessati ad incrementare la propria fama, anche non vincendo la causa, ma con le apparizioni televisive, le interviste e i battage sui quotidiani.

Qualcuno, forse, riesce a trovare negli avvocati del gratuito patrocinio, qualcuno che si prenda a cuore il loro caso, ma per ottenerlo, bisogna versare in condizioni miserrime, come se chi guadagna 1200 euro al mese potesse permettersi le salate parcelle dei legali italiani.

Ma questa è un’altra storia.

Torniamo all’operato dei giudici.

Si dice che una sentenza possa essere commentata ma che, comunque, debba essere rispettata senza se e senza ma.

Ma oggi proprio non riesco a convincermene, oggi più di qualche giorno fa quando pensavo a casi singoli di evidente disparità di giudizio tra giudici, a sentenze senza un fondamento reale, a distorsioni della realtà, però non mi era mai capitato di scambiare per barzelletta una sentenza.

La notizia è stata riportata dalla televisione e corre sul web ma non con l’importanza che riveste, non con il rullo di trombe e tamburi che meriterebbe e, soprattutto, mi chiedo: quel giudice rimarrà al suo posto?

Sarà libero di presiedere processi, emanare sentenze o subirà qualche richiamo, qualche conseguenza?

I fatti.

Una signora viene travolta da un camion, e cosa dice la giustizia? Che la colpa non è del camion ma della signora che è stata imprudente…

Il giudice sentenzia che non è colpa esclusiva dell’autista, nossignori c’è anche il concorso della signora investita.

Cosa che può essere, nessuna meraviglia.

Può essere sbucata all’improvviso, magari di corsa, da un portone, da un vicolo, tra due furgoni posteggiati non permettendo all’autista di frenare in tempo.

Capita! Ma non è questo il caso. La signora è troppo piccola! È alta solo 1 metro e 50!

Questa la sua colpa.

È troppo bassa, ergo l’autista aveva difficoltà a vederla. E se fosse stato un bambino?

Ce ne sono di più piccoli di 1,50 o forse quel giudice non lo sa?

Quindi un autista di camion ha la licenza di travolgere ed uccidere un bimbo poiché, a causa della sua statura un camionista, o un autista di autobus, è impossibilitato a vederlo?

Ma torniamo alla signora in questione. È alta solo 1,50 mt, è questa una colpa? Colpa di non essere cresciuta? Di non essere una carampana che spicca tra la gente?

E quale sarebbe, secondo quell’illustre giudice, l’altezza minima per non risultare colpevole, anche se parzialmente, di essere stata investita?

Forse lo si dovrebbe determinare per legge, consigliando ai più bassi di indossare scarpe dal tacco alto o con le zeppe per  non incorrere nel concorso di colpa?

E per i bambini?

Oppure si potrebbe vietare a chi è alto solo, che so io, 1,55 mt di attraversare le strade se non accompagnati, anche se abbondantemente maggiorenni!

Scusate se faccio dell’ironia su una sentenza emessa da un esimio componente della nostrana magistratura, ma…è un’ulteriore prova che non basta una laurea o un concorso passato brillantemente o, come si usa dire, per il rotto della cuffia, per fare di una persona un giudice.

Nonna Lì

 

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