Gli spot e la censura

Ultima modifica 18 Giugno 2018

Si torna a parlare di censura, stavolta negli spot pubblicitari.
La réclame incriminata un paio di mesi è stata questa .

Lo spot fa parte della campagna pubblicitaria della collezione primavera-estate Desigual, che si ricollega all’hashtag #falloalmattino, nell’originale spagnolo #hazloporlamañana.
In Spagna hanno parlato di pubblicità erotica, da noi è arrivata in tv solo la versione tagliata, da 30 anziché 60 secondi.
Ci ho ripensato in questi giorni, guardando gli spot integrali in tv, in particolare quello di una nota marca di solari, che fino a pochi anni fa puntava sulle tette e quest’anno si è lanciato nel lesbo soft, con questa.
E poi quella del balsamo sotto la doccia, questa qui

Insomma, sempre di capezzoli si tratta, no?
Ma si nota una differenza sostanziale.

Lo spot Disegual trasmette -almeno a me- allegria e spensieratezza, con i balletti che faccio anch’io davanti allo specchio la mattina. OK, senza il fisico da modella, ma non è quello il punto.
Gli altri due mi sembrano stati creati a uso e consumo (e che consumo) dei maschi.

Mi sembra che nel primo caso si sia voluto punire il punto di vista femminile (-ile, non -ista) e in particolare l’uso del vibratore, che tante di noi fanno.
Senza quell’immagine finale si perde il senso dell’intero spot, che non trovo affatto volgare né particolarmente provocatorio, ma solo realizzato in chiave femminile.

Il fatto che da tre mesi questo sia uno dei video più cliccati online dimostra che come sempre la censura non serve a niente: quando un’idea è buona, arriva comunque a destinazione.

Sara Evangelisti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

GLI ULTIMI ARTICOLI

More article