Halloween a scuola: si o no?

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Quando ero piccolina, per me ottobre è sempre stato il tempo di caldarroste, di San Martino e il “ribollir di tini”.
Il 1 Novembre era la festa di Ognissanti e il 2 Novembre la Festa dei Defunti.
Ecco perché non c’era la scuola e si faceva qualche giorno di vacanza.

Per gli alunni di oggi ottobre vuol dire la festa di Halloween

Il divertimento di “dolcetto o scherzetto”.
Ecco perché, per qualcuno, non c’è scuola e si fa vacanza.
Gli stazzi, i tini, le caldarroste e San Martino sono stati dimenticati, così come la festa di Ognissanti. E queste differenze, anche se talvolta non vorrei, mi fanno inesorabilmente ricordare di essere nata prima molto prima degli anni ‘90.

Halloween a scuola: si o no?

Halloween a scuola

Solo da qualche anno la festa di Halloween ha preso piede nella scuola primaria, anche se ci sono ancora molte resistenze da parte delle insegnanti a proporla agli alunni.

Alcune insegnanti pensano che tale festa sia un vero e proprio pericolo verso la festa cristiana di Ognissanti e dei defunti.
Halloween sostituisce la preghiera ed il raccoglimento con il suo carnevale di maschere, feste, dolcetti e scherzetti.
Inoltre Halloween, nell’ultimo periodo ha avuto un riscontro piuttosto consumistico e si pensa che la scuola non dovrebbe promuovere le mode ma essere un filtro verso valori positivi.

E’ sempre difficile insegnare in classi in cui la maestra prevalente sia contraria a festeggiare Halloween e si senta quasi offesa a parlarne o ad attaccare qualche festone ma, ormai, insegno la lingua inglese a scuola primaria da alcuni anni ed ho sempre trattato la festa di Halloween durante le mie lezioni.
Non ho mai approfondito l’aspetto esoterico di spiriti e streghe, che comunque c’è (visto che la festa ha origini pagane), ma ho sempre dato alcuni cenni di storia ai più grandi e fatto qualche lavoretto a forma di zucca per i più piccoli.

Quest’anno organizzerò per mia figlia una festicciola per Halloween, ma andremo a Messa il giorno dopo e a visitare i defunti il 2 Novembre.

halloween a scuola

Personalmente credo che i bambini fuori dalla scuola vedano zucche, fantasmini e cestini di Halloween da tutte le parti e una scuola che faccia finta di niente non serva a nulla.
Gli insegnanti dovrebbero fare da filtro cercando di trasmettere il valore di una festa cristiana come quella di Ognissanti che, in ogni caso, non deve essere mai né sostituita né dimenticata, ma dovrebbero spiegare anche le origini di una festa tradizionale anglosassone visto che ha “preso piede” anche qui da noi.

Vi assicuro che l’accezione negativa di Halloween i bambini non la sanno né la percepiscono, poiché sono interessati solo all’aspetto giocoso delle maschere e dei dolcetti.

Per cui… buona festa di Ognissanti e Buona Festa di Halloween a tutti, alunni, genitori e…insegnanti!

Maestra, mamma, donna con mille interessi ed attività ... non necessariamente in quest'ordine! Motto della vita: Ama e fai quel che vuoi ... per tutto il resto c'è tempo

UN COMMENTO

  1. Ci terrei a precisare che i morti venivano (e per alcuni è ancora così) festeggiati tra il 31 e l’1 Novembre, fino a quando la festa non è stata spostata al 2 dal calendario cristiano, sostituendo i Santi ai Morti. La Festa degli Antenati (come preferisco chiamarla io) è stata oggetto di festeggiamento precristiano, mantenutosi con il culto familiare dei morti ed ancora molto sentito in alcune regioni d’Italia. (vedi mensola dedicata alle foto dei defunti della famiglia, spesso accompagnata da una candela)
    Purtroppo il tutto è scaduto in una moda americanofila ma i valori sono assolutamente universali (basti vedere le tradizioni delle culture indigene di tutto il mondo) e si ritrovano in questo periodo perchè rispecchiano lo stato della natura all’interno della ruota dell’anno (o ruota delle stagioni.
    Dal mio punto di vista sarebbe più importante mostrare una radice legata ai cicli sole-luna dell’anno e approfondirne la parte storica-culturale-religiosa delle popolazioni indigene italiche piuttosto che puntare sulla festa di Ognissanti (con tutte le libertà di culto e credo del caso)

    Ultima parentesi, i nostrani culti dei morti o degli antenati provengono dall’Africa Neolitica e si sono diffusi ampiamente nel mediterraneo nel corso dei millenni.

    Un saluto,
    Marco

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