Il bubbone è scoppiato?

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

 

Ci sono persone dotate di un Grande senso civico, di buonissimi sentimenti, di una meravigliosa grandezza d’animo, peccato che quelle doti siano solo apparenza, peccato che quello che dicono siano solo parole, parole vuote, parole prive di significato, poiché sproloquiando di accoglienza, di tolleranza, di arricchimento derivante dalla contiguità con altre civiltà, ma ……….

parole vuote

Quando parlano usano sempre il pronome noi, no, non usano il pluralis majestatis, lo usano semplicemente smignificando che tutti, noi e loro, siamo uguali, noi e loro dobbiamo accogliere, tollerare, arricchirsi culturalmente, ma….

Ma ……..è uno strano paese il nostro dove chi chiede tranquillità e rispetto viene sovente sbeffeggiato, dove le regole sono fatte per non essere osservate, dove chi pretende solo civiltà viene tacciato di razzismo, dove chi, per censo o per altri motivi, coinvolto e subisce danni e prepotenze, quasi sempre sputa sentenze, senza conoscere a fondo i fatti, e, guarda caso sempre contro i propri connazionali.

Chissà perché chi ha meno, chi vive in quartieri disastrati, chi ha gravi propri problemi deve portare il peso delle mancanze altrui, deve essere tollerante, deve accogliere l’estraneo, il diverso per civiltà usi e costumi, non sempre peggiori dei propri, ma comunque diversi, mentre gli altri ne possono tranquillamente vantare i benefici.

Chi si vanta di aver salvato migliaia di poveri esseri che fuggono dai propri paesi con i propri provvedimenti, non spiega mai come intende pensare alle loro vite, come pensa di provvedere materialmente a renderli autonomi, capaci di gestirsi in un ambiente diverso di cui non condividono ne la lingua, ne la cultura, ne, spesso, la religione, no, loro provvedono a pagare, senza controllo alcuno, naturalmente non di tasca loro, cooperative o alberghi, confinandoli, sovente, in strutture non adeguate, nelle periferie più degradate delle nostre città e non occupandosi d’altro.

Ma quelli di loro che non amano il cibo che viene loro servito, quelli che preferiscono vagare senza meta precisa, quelli che sfuggono ad ogni controllo, quelli che non vogliono inserirsi, che preferiscono continuare nelle loro abitudini a volte incompatibili con l’ambiente in cui si trovano, quelli ………..a loro non resta che delinquere per sopravvivere.

E qualcuno ne fa le spese.

Se ne aveva da tempo sentore, ma chi può, chi ha nelle proprie mani il bastone del potere, non ha visto ne sentito, non si è accorto o ha fatto finta di non accorgersene,,,,,,,,,,,,e un bubbone è scoppiato.

È scoppiato nella capitale, dove insensati provvedimenti hanno concentrato centri di accoglienza, campi nomadi che nomadi non sono, regolari ed abusivi in uno dei quartieri della periferia romana, Tor Sapienza, dove, tra l’altro, molti cittadini romeni o, comunque dell’est europeo occupano abusivamente case popolari.

campo-nomadi-thumb

Quartiere già degradato, abbandonato a se stesso, quartiere dove regna il caos, dove la vita è difficile, ai limiti dell’impossibile, condizione segnalata più volte agli organismi preposti che hanno fatto orecchie da mercante di fronte alle lettere e alle fiaccolate di pacifica protesta inviate o effettuate dagli abitanti in maniera molto, molto civile,

Anche i media non se ne sono sufficientemente occupati, nessuno ha dato importanza alla cosa , ma

Ma sono bastati tumulti e lanci di bombe carta e un assedio al centro di accoglienza perché politici, amministratori e i media nostrani riempissero televisioni, pagine di giornali e iniziassero le passerelle mediatiche.

Forse che, in Italia, è necessaria la violenza per essere uditi? Non ascoltati, badate bene, perché se alle parole non seguono i fatti, è solo il solito bla,bla, senza soluzione nella speranza che tutto passi e tutto torni nel dimenticatoio.

Per dare voce e ottenere visibilità non basta gridare la propria insofferenza, è necessario commettere atti incivili?

E la nostra sarebbe una democrazia, che, non dobbiamo dimenticarlo significa governo del popolo?

Si governo del popolo, non di pochi ( ma sempre troppi), a volte neppure legittimati da un voto, al quale, comunque, non danno la forza di mandato di rappresentanza, vulgo che possono agire come pare a loro senza tener conto del volere del popolo, in nome del quale si vantano di governare.

Contraddizione in termini, ma tant’è questi sono i nostri politicanti, ma torniamo a bomba: che cosa chiedono gli abitanti di Tor Sapienza?

Quello che chiedono tutti coloro che vivono nelle stesse condizioni.

Ovvero che il loro quartiere sia controllato, che le forze dell’ordine facciano rispettare le regole, che le strade siano illuminate, che chi delinque sia punito, che non vi sia eccessiva concentrazione di immigrati, che si trovi una diversa regolamentazione per i campi rom, che comunque sia loro impedito di bruciare materiale altamente inquinante.

In poche parole che vi sia un ritorno alla vita civile.

C’ è qualcuno che potrebbe dar loro torto?

Nonna Lì

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