Il disegno di un bambino ci racconta tanto di lui

Ultima modifica 7 Gennaio 2020

L’analisi grafologica di un disegno ci fa capire gioie, paure, attitudini, rapporti con gli altri, difficoltà, sogni del bambino.

Da sempre ho la passione per i gesti grafici… delle scritture per gli adulti e dei disegni per quanto riguarda i bambini in età prescolare. Una curiosità che mi ha portato poi a fare dei corsi e dei seminari di grafologia per approfondire questa materia.

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Si perché decenni di studi hanno ormai provato come dietro ad un gesto grafico si nasconda sempre un’emozione, un’attitudine, una paura, una sofferenza, un desiderio, una gioia o il nostro rapporto con la famiglia, con i genitori, con il partner.

In particolare oggi vi vorrei parlare dei disegni dei bambini.

Il disegno è legato al concetto di creatività e fantasia perché il bambino si trova davanti a un foglio bianco che potrà riempire a proprio piacimento, disegnando i soggetti che preferisce, scarabocchiando nel modo che desidera e utilizzando i colori da lui scelti.

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E’ per questo motivo che, se lasciato libero di esprimersi (è importante quindi che, durante il disegno, non ci sia un genitore a una maestra accanto che gli indichi come fare le forme, cosa disegnare, quali colori utilizzare o che gli suggerisca di colorare dentro i margini), ogni bambino, in ogni disegno, ci racconta una parte di sé, della sua vita o delle emozioni che prova in quel momento.

Tutto ha un significato.

Spesso i bimbi disegnano ad esempio una casa. Ma come sono le finestre? Chiuse o aperte? E la porta? Anche la presenza o meno di un comignolo sul tetto ci da delle indicazioni. E se lui si disegna, è dentro o fuori la casa?
Spesso poi nel cielo disegnano un sole, che rappresenta la figura paterna.

E’ importante osservare ad esempio dove viene posizionato nel foglio (in alto, a destra, a sinistra…), se ci sono i raggi o se è solo “una palla”, così come se ci sono delle nuvole davanti.

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Anche l’albero, altro disegno classico ci fa capire tante cose del bambino, come percepisce se stesso o quale il suo rapporto con i genitori…basta osservare il tronco (l’Io), la presenza o meno di radici e se le fronde sono spoglie, piene di foglioline o con i fiori. E il buco che spesso si fa nel tronco? Importante anche quello!
O ancora c’è il disegno della famiglia. Dove si disegna il bambino? Da solo in un angolo? Tra mamma e papà? Vicino al fratellino? Si rappresenta piccolo o grande come le altre figure? Le tiene per mano? I vestiti, le espressioni del viso dei soggetti, come vengono rappresentati? Quanto scende nel dettaglio durante il disegno e quanto fa segni approssimativi?

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Questi sono solo alcuni esempi di tutto quello che un bambino può fare davanti a un foglio bianco.

Su Babymama.it, in questa pagina ho voluto inserire anche questo “servizio”, sperando che sia d’aiuto soprattutto a chi ha dei figli che raccontano poco del loro vissuto o semplicemente per chi ha la curiosità di scoprire qualcosa che a volte può sfuggire. Potete trovare tutte le indicazioni per inviare un disegno e richiederne un’analisi da parte di un’esperta grafologa con tantissimi anni di esperienza alle spalle.

In uno dei prossimi post, avrei piacere anche di parlarvi delle scritture degli adulti… ma per ora dedichiamoci ai bambini!

Valentina Babymama.it

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